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Primavera vs Piunti:
vince il primo
ma pagano i cittadini

SAN BENEDETTO - Un “giudice di Berlino” assolve l’ex consigliere comunale reo dii satira politica. Una sentenza scontata, ma che vede le casse comunali dover pagare l’avvocato del Sindaco con i soldi dei sambenedettesi. Un “goccia” nel Bilancio comunale, ma che sarà bene ricordare quando si tornerà alle urne
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Il Palazzo di Giustizia (Foto Vagnoni)

di Epifanio Pierantozzi

“Tanto paga Pantalone!” È questo il primo commento che viene in mente all’apprendere che Daniele Primavera, ex consigliere comunale, questa mattina è stato assolto dall’accusa di diffamazione e sostituzione di persona. Accusa che gli aveva rivolto il nostro CARO – inteso di costoso per i sambenedettesi poiché la parcella del SUO avvocato la paga l’amministrazione comunale, ovvero i sambenedettesi che hanno la fortuna (poiché hanno un reddito… tacendo sugli evasori) di pagare le tasse – sindaco Pasqualino Piunti.

Una sentenza che non doveva esserci poiché già dalla denuncia si capiva come fosse stata fatta per intimidire un politico che ironizzava sul nostro CARO primo cittadino. Abbiamo già avuto modo di scrivere su quanto accaduto sia il 28 marzo che il 22 giugno e, proprio in quest’ultimo articolo, Primavera commentava: “… questo procedimento… appare sempre più come una inutile quanto infruttuosa rappresaglia”. Per fortuna che c’è “un giudice a Berlino”!

Ora si prega i consiglieri di opposizione di chiedere al Sindaco di pagare di tasca propria il suo avvocato. Solo così potrà dimostrare che non era una “rappresaglia”. Dubitiamo che ciò accada, ma i sambenedettesi hanno buona memoria e ricorderanno l’uso che il Piunti ha fatto dei soldi di tutti noi: perdere cause… perse!

La satira non è reato, assolto Primavera


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