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La montagna prova a risorgere:
sarà ricostruito il rifugio Zilioli
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ASCOLI - A disposizione ci sono 185.000 euro del Masterplan terremoto. La presidente del Cai Paola Romanucci: «La montagna deve vivere, altrimenti rischiamo di ricostruire borghi spopolati»
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Il progetto del nuovo rifugio “Tito Zilioli” presentato dagli architetti Valeriano Vallesi e Marcello Nardoni

di Renato Pierantozzi

Un luogo simbolo del Vettore, a quota 2.240 metri, sarà costruito grazie al contributo decisivo della Fondazione  Carisap (che ha stanziato 185.000 euro nell’ambito del masterplan terremoto) e al contributo aggiuntivo dell’Avis. Si tratta del rifugio “Tito Zilioli” reso inagibile dal tremendo sisma iniziato nell’agosto del 2016 Eppure è rimasto in piedi e proprio la notte del sisma ospitava una comitiva di scout rimasti illesi. «Recupereremo un simbolo -dice il presidente della Fondazione Carisap, Angelo Davide Galeati– nell’ambito delle azioni previste nel Masterplan terremoto per dare nuova vita e un rinnovato vigore al territorio». In prima linea anche la presidente della sezione Cai di Ascoli, Paola Romanucci. «Perchè ricostruire un piccolo rifugio (50 mq circa) sorto nel 1958 grazie ad una donazione della comunanza agraria di Pretare di fronte anche ad altre priorità? -esordisce- Perchè pensiamo che la comunità abbia anche bisogno di strumenti di futuro: altrimenti rischiamo di ricostruire un territorio poi spopolato. Inoltre restituiremo lo Zilioli al popolo della montagna, anche come luogo di riparo di fronte alle emergenze. Inoltre una montagna frequentata aiuta l’economia locale con la gente che acquista nei negozi. Non sarà facile ricostruire a 2.200 metri di altezza». Anche l’Avis provinciale presieduta da Berardino Lauretani destinerà i fondi raccolti (oltre 1700 donazioni singole) dopo il sisma. «Lo Zilioli era conosciuto molto anche al Nord», fa notare il presidente. I fondi supplementari saranno destinati all’allestimento e all’acquisto di attrezzature importanti a beneficio del rifugio stesso. Il progetto di ricostruzione è stato illustrato dai progettisti architetti Valeriano Vallesi e Marcello Nardoni. Sarà utilizzato materiale in legno “pannelli x-lam” che saranno portati in quota con gli elicotteri mentre gli operai dovranno “accamparsi” a quota 2.240 metri. «Sono previsti due ambienti -dice Vallesi- come era nato il rifugio. Tutto il progetto è sostenibile sia nell’uso di materiali sia prevedendo un mini impianto eolico e pannelli insieme al recupero dell’acqua piovana. La Soprintendenza ha già dato il parere positivo, mentre ora il progetto sarà inviato al Parco. Se non ci saranno intralci i lavori potranno partire da metà maggio in poi». E’ stato anche realizzato un logo speciale in vista della ricostruzione del rifugio realizzato dall’ascolano Marco Zaini.

 


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