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Ascoli 2019, il Pd lancia
il “modello Grottammare”:
«Sì anche ad un candidato civico»

ASCOLI - Il segretario provinciale Matteo Terrani apre la corsa per l'Arengo: «Sin dalle prossime settimane daremo vita ad un "campo aperto" in grado di aggregare più forze possibili al di là delle etichette e delle bandierine»
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Sergio Fabiani con Francesco Ameli, Matteo Terrani e Fabio Urbinati

di Renato Pierantozzi

«Vogliamo essere umili e se c’è un candidato che aggrega più di quelli nostri faremo un passo indietro», annuncia il segretario provinciale Matteo Terrani dopo la vittoria di Sergio Fabiani alla presidenza della Provincia. Il riferimento di Terrani è alle prossime elezioni amministrative del 2019 quando si voterà in tanti Comuni del Piceno, a partire da Ascoli. Terrani lancia messaggi precisi. «Sin dalle prossime settimane -afferma- daremo vita ad un “campo aperto” in grado di aggregare più forze possibili al di là delle etichette e delle bandierine come è successo nel caso della candidatura di Fabiani che ha raccolto consensi a sinistra e tra i movimenti civici. Il nostro modello è Grottammare». Il riferimento è alla lista “Solidarietà e partecipazione” che in pieno boom di Lega e 5Stelle lo scorso 10 giugno ha ottenuto quasi il 63% consensi riconfermando il sindaco Enrico Piergallini. «E’ la dimostrazione che si può vincere anche “controvento” -dice proprio il capogruppo grottammarese ed ex consigliere provinciale Stefano Novelli- nonostante i segnali di intolleranza si iniziassero ad avvertire anche da noi. Grazie ad un modello di amministrazione solidale, partecipata e condivisa che sono convinto che Fabiani attuerà anche in Provincia dove il presidente D’Erasmo ha lasciato una grande competenza». Dalla vice presidente della Regione arrivano stoccate al sindaco del capoluogo Guido Castelli. «Il risultato del centro destra nel territorio -afferma- testimonia che si regge sull’effimero al di là di quello che dichiara sulla stampa. La buona amministrazione invece ha trionfato. Ha fatto credere a Piunti, che come sindaco di una grande città avrebbe meritato una maggiore tutela, di poter vincere in Provincia nonostante i numeri, anche con il voto favorevole dei grillini, non siano mai stati a favore del centro destra. Ora il centro destra sta sminuendo il voto di queste elezioni». «Sono preoccupato per la situazione di San Benedetto -aggiunge il capogruppo regionale del Pd, Fabio Urbinati- Anche questa vicenda dimostra la sudditanza di Piunti nei confronti di Castelli visto che la sua candidatura non è nata in riviera, ma nel capoluogo. Siamo soddisfatti di questo risultato visto che c’era un elettorato contendibile che alla fine ha scelto la nostra proposta». «Abbiamo vinto -rimarca il capogruppo ascolano Francesco Ameli- grazie ad un progetto inclusivo che rappresenta un nuovo modo di dialogo a livello territoriale. Altrimenti si perde come quando le candidature vengono decise nel chiuso delle stanze dell’Arengo o di San Benedetto». «C’è stato un grande lavoro di collante fatto dal Pd con le realtà territoriali e civiche -sottolinea Sara Calisti, responsabile provinciale dell’organizzazione- sfruttando il grande lavoro fatto in questi anni da D’Erasmo».


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