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Ascoli, terremotato fa causa al Comune:
«Ridatemi il Cas che mi avete tolto»

ASCOLI - Il contributo è stato revocato dal dirigente del settore politiche sociali "per accertata insussistenza dei presupposti previsti dalla legge con riferimento all’utilizzo continuativo e abituale dell’immobile dichiarato inagibile a causa del sisma". A gennaio è in programma la prima udienza in Tribunale
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Palazzo Arengo (Foto Vagnoni)

Il Comune di Ascoli finisce in Tribunale a causa della revoca di un “Cas”, l’ormai famoso “contributo di autonoma sistemazione” spettante alle persone che dopo il sisma iniziato il 24 agosto 2016 hanno visto diventare la propria casa inagibile. Il provvedimento dell’Arengo risale al 31 maggio scorso quando il dirigente del settore Politiche Sociali ha disposto la revoca del contributo di autonoma sistemazione (CAS) riconosciuto ad uno sfollato ascolano (a seguito dell’istanza presentata il 14 luglio 2017) “per accertata insussistenza dei presupposti previsti dalla legge con riferimento all’utilizzo continuativo e abituale dell’immobile dichiarato inagibile a causa del sisma”. A fine agosto, però, il terremotato ha presentato ricorso in tribunale contro il Comune chiedendo in particolare quattro cose. In primis l’annullamento del provvedimento di revoca del contributo di autonoma sistemazione; l’accertamento del diritto al contributo di autonoma sistemazione; l’accertamento del diritto a trattenere la somma percepita di 11.933,99 euro ed infine pagamento degli importi maturati a titolo di CAS da febbraio 2018 ad oggi oltre gli interessi legali. L’udienza è in programma il 29 gennaio prossimo davanti al giudice onorario Ricci.

rp


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