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Ha vinto sia ad Ascoli che a Padova
e ora insegna calcio ai giovani
Di Venanzio: «I playoff sono possibili»

SERIE B - L’esterno mancino ha giocato su entrambe le sponde, conquistando altrettante promozioni dalla Serie C alla B. Oggi fa l'allenatore: «Mi è piaciuto molto la squadra che ha vinto a Benevento, da anni non vedevo giocare così bene una squadra di B in trasferta»
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Di Venanzio in festa al “Del Duca”

di Bruno Ferretti

E’ un doppio ex e vivrà con particolare partecipazione la partita di sabato Ascoli-Padova. Due stagioni a Padova, tre ad Ascoli: un campionato vinto da “diabolico” con la maglia bianconera (2001-2002) e uno in Veneto nel 2008-2009. Un tris se consideriamo il suo contributo portato alla prima storica promozione, sempre dalla C in B, della Fermana nel 1998-1999. Fabio Di Venanzio, abruzzese di L’Aquila, 44 anni, nel corso della sua lunga carriera, iniziata nella squadra della sua città, è stato senza dubbio uno dei migliori esterni sinistri (giocava con uguale efficacia sia nella linea difensiva che a centrocampo) sia in C che in B. Aveva una spiccata propensione offensiva, come testimoniano i diversi gol segnati, soprattutto con le maglie di Ascoli e Fermana. Ovunque ha lasciato un eccellente ricordo, non solo come calciatore ma anche come uomo per le sue doti di serietà e impegno.

Di Venanzio oggi…..

«L’Ascoli che ha vinto a Benevento mi è piaciuto tantissimo. Erano due o tre anni che non vedevo giocare così bene una squadra di B in trasferta» dice Di Venanzio che dal 2011 gestisce insieme all’ex compagno di squadra Mario Adriano Bonfiglio (anche lui ex “diabolico”) una scuola di calcio per bambini e ragazzi da 5 ai 18-19 anni, i Piccoli Diabolici. E aggiunge: «Lavoriamo sotto la direzione del nostro presidente Graziano Giordani, e quest’anno si è unito allo staff tecnico anche Mauro Iachini che cura la parte atletica dando una mano anche alla prima squadra (l’Atletico Ascoli, ndr). Abbiamo tanti ragazzi e diversi di loro sono promettenti, il nostro obiettivo è migliorare le qualità e aiutarli a crescere».

Poi passa alla sfida di sabato al “Del Duca”. «Il Padova ha cambiato allenatore chiamando Foscarini al posto di Bisoli, e questo aumenta per l’Ascoli le difficoltà della partita – dice – perchè i giocatori ce la metteranno tutta per farsi apprezzare dal nuovo tecnico. Foscarini ha esperienza e conosce bene il campionato, ma l’Ascoli delle ultime partite può conquistare la terza vittoria consecutiva dopo Verona e Benevento. Per chi tiferò sabato? Senza dubbio per l’Ascoli – aggiunge Di Venanzio – ormai vivo qui da molti e mi sento un piceno, ma conservo una simpatia per il Padova dove sono stato bene per due anni».

….. e quando giocava nel Padova

Ma c’è spazio anche per la festa del 120°. «Questa festa – conclude l’ex bianconero – significa tante cose, e rappresenta quello che l’Ascoli ha fatto nella sua storia, lunga e gloriosa. Mi fa piacere e sono orgoglioso di averne fatto parte. Ritengo che la squadra abbia le carte in regola per entrare nella zona playoff, ma prima dovrà pensare alla salvezza. Con 19 squadre il campionato quest’anno è diverso. Sarebbe un errore pensare che la salvezza sia a 41o 42 punti: secondo me ce ne vorranno 46 o 47, ci sarà da lottare».

Fabio Di Venanzio è stato bianconero dal 2001 al 2004 collezionando 92 presenze e 6 gol. Nel 2001-2002 faceva parte di quel gruppo che, guidato da Pillon, riportò l’Ascoli in B dopo sette anni di C1. Il giorno della partita-promozione contro la Lodigiani al “Del Duca” (21 aprile 2002, ndr), ottenuta con tre giornate di anticipo, Di Venanzio per festeggiare scese in campo con i capelli colorati di bianco. Sugli spalti c’erano 15.000 spettatori. Finì 2-0 con doppietta di Sasà Bruno. Poi fu solo festa.


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