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“Centoventiascoli”
con 16 campionati di A,
una qualificazione Uefa sfiorata
e perfino un antico 13-0

SERIE B - Con 16 campionati di A, bianconeri al 24° posto nella graduatoria nazionale. Il 4° posto del 1980 (Uefa sfiorata) dietro Inter, Juve e Torino. Giambruno recordman di presenze (275), Campanini re dei bomber (76). Ma il segno più importante l'ha lasciato Rozzi, presidente per un quarto di secolo
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Il presidente Costantino Rozzi mostra orgoglioso la Mitropa Cup vinta nel 1986

di Bruno Ferretti

Centoventi tessere di un mosaico che pochissime altre società calcistiche italiane possono vantare, grandi club compresi. Sono i 120 anni dell’Ascoli che sta festeggiando in questi giorni il prestigioso traguardo in un clima festoso. Con 16 campionati di Serie A (proprio come il Padova prossimo avversario) l’Ascoli è al 24° posto nella classifica nazionale, e fra le prime provinciali con i suoi cinquantamila abitanti. Al “Del Duca”, sabato contro il Padova (arbitro Ros di Pordenone), l’Ascoli disputerà l’attesa partita dell’anniversario con l’evidente intenzione di vincerla per tagliare trionfalmente il traguardo, regalare una grande gioia ai suoi tifosi (previsti circa 9.000 spettatori considerando che al momento sono 7.000 di cui 1.300 in curva nord e 70 sostenitori ospiti), ma anche per crescere ancora di più in classifica dopo le due consecutive vittorie contro Verona e Benevento.

G.B. Fabbri, l’allenatore del 4° posto del 1980

Memorabili vittorie, pareggi, pesanti sconfitte, gol, promozioni, retrocessioni e tanto altro ancora. Nella storia dell’Ascoli c’è stato di tutto e di più. La squadra bianconera ha disputato campionati di carattere regionale e interregionale, poi con la riforma dei campionati nel 1959-1960 venne ammesso alla prima vera Serie C. Si giocava ancora nel vecchio campo Squarcia, ma erano già in corso i lavori per costruire il nuovo stadio che poi sarebbe diventato “Cino e Lillo Del Duca”. Nel 1962 l’Ascoli lasciò lo Squarcia per trasferirsi lì. Dopo tanta serie C, nel 1971-1972 il salto n B e nel 1973-1974 in A. L’Ascoli di ventò una gran bella realtà del calcio italiano di provincia.

E’ difficile fare una classifica di meriti, ma se proprio bisogna farla, al primo posto va certamente Costantino Rozzi, il presidentissimo che fece volare l’Ascoli in cielo. Restò alla guida della società per un quarto di secolo, dal 1968 al dicembre 1994 quando scomparve lasciando in lacrime l’intera città.

Renato Campanini, re dei bomber bianconeri

NOMI, CIFRE, CURIOSITA’ – Il calciatore che nei 120 anni di storia ha disputato il maggior numero di parti è stato Giambruno (275), ai posti d’onore Vivani (263) e Pavoni (250), quindi Perico (236) e Oddi (232). Il miglior marcatore è stato Campanini (76 gol dalla C alla A) seguito da Mercuri (51) e dal tedesco Bierhoff (48). La vittoria più netta è stato un 13-0 nel campionato di Serie D 1957-1958: l’attaccante Mercuri mise a segno ben 6 gol. Le sconfitte più pesanti in trasferta: Portorecanatese-Ascoli 8-1 nel 1946-1947, Perugia-Ascoli 7-0 nel 1931-1932 e Juventus-Ascoli 7-0 nella prima giornata del campionato di serie A 1983-1984. I ko interni più pesanti: Del Duca Ascoli-Arezzo 1-6 nella C del 1961-1962 e, dopo tanti anni, Ascoli-Juventus 0-5 in A.

IMPEGNI INTERNAZIONALI – Nel 1986 l’Ascoli si aggiudicò la Mitropa Cup battendo in finale il Bohemians Praga (1-0, Bonomi su rigore). Nell’estate del 1980 la squadra guidata dal compianto GB Fabbri vinse in Canada il “Torneo della foglia rossa” cui parteciparono, con l’Ascoli, gli scozzesi del Rangers Glasgow, i brasiliani del Botafogo e i francesi del Nancy. Con i regolamenti odierni l’Ascoli avrebbe partecipato anche alla Coppa Uefa (l’attuale Europa League), essendosi classificato quarto nel campionato 1979-1980, miglior piazzamento di sempre. Ma così, purtroppo, non fu.


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