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I rifiuti restano a Fermo,
esplode la rabbia di Castelli

ASCOLI - Il sindaco accusa dopo la mancata riapertura della discarica di Relluce: «Si tratta dell'ennesima batosta del Partito Democratico nei confronti dei contribuenti piceni»
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I rifiuti del Piceno restano a Fermo, esplode la rabbia del sindaco Guido Castelli che torna ad accusare il Pd, l’ex presidente della Provincia Paolo D’Erasmo e l’attuale numero uno Sergio Fabiani. Di mezzo c’è la mancata attivazione, sin da subito, della “vaschetta” da 8.000 tonnellate nel sito di Relluce. «Nel corso della riunione del comitato di coordinamento dell’ATA rifiuti -afferma Castelli- tenutasi nella mattinata di oggi, è arrivata ufficialmente la notizia dell’ennesimo batosta inflitta dal Partito Democratico ai contribuenti piceni. I rifiuti continueranno ad andare nelle discariche fermane fino alla fine dell’anno e il prezzo di questa improvvida decisione sarà salatissimo: 30 euro in più a tonnellata rispetto a quanto pagavamo sinora. Fatti i conti si tratta di un aggravio che sfiora il milione di euro in più per tutti i cittadini piceni».

Il sindaco Guido Castelli

Castelli è furibondo: «Soldi buttati dalla finestra -dice- visto che il recupero volumetrico proposto da Ascoli Servizi Comunali (e convalidato dall’Arpam) avrebbe consentito di abbattere i costi di conferimento in maniera straordinaria. 13 euro a tonnellata (Relluce) in luogo dei 100 euro a tonnellata (fermano). A questo si aggiungano le gravissime difficoltà di pagamento che sta incontrando l’ATA rifiuti rispetto ai rapporti pregressi tra Picenambiente (gestore del servizio) e Asite (società fermana che sino a l’altro ieri ha smaltito i nostri rifiuti). Tutte conseguenze del caos generato dall’allora presidente della Provincia D’Erasmo che ha lasciato una pesantissima eredità al suo successore. Per il momento Fabiani non si esprime e rimane “coperto”. Certo è che la decisione di non andare da subito a Relluce e di accettare il mega incremento di costi è già tutta sua.
Nel frattempo i Comuni annaspano e la Regione aggrava le difficoltà di cassa che sono all’origine delle criticità sollevate da Picenambiente. Solo per quanto riguarda il comune di Ascoli, la Regione è in ritardo nel pagamento di ben 5 mesi e mezzo di contributi di trasporto pubblico. Si tratta -conclude Castelli- di 850.000 euro che il comune di Ascoli sta anticipando alla Start a causa della colpevole inerzia della Regione. Se a questo si aggiungono i 3.800.000 euro già spesi e rendicontati per il terremoto la questione evidenzia tutta la sua drammaticità. Questo è il Pd. In provincia aumenta le tariffe e in regione non onora i debiti. Davvero un modello virtuoso».


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