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Ascoli, il Pd archivia le primarie:
«Prima il programma poi il candidato»

ASCOLI - Il segretario comunale Angelo Procaccini: «Il partito è unito e forte, sceglieremo il candidato al nostro interno o aprendoci all'esterno». In piazza Ventidio Basso è l'ora dei tavoli programmatici
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di Renato Pierantozzi

«Il partito è unito e troveremo un candidato unitario o dentro o aprendoci anche all’esterno». Parole e musica del segretario comunale del Pd, Angelo Procaccini “stuzzicato” sul tema caldo della scelta del prossimo candidato sindaco per le amministrative ascolane del 2019. L’occasione è il confronto alla festa d’autunno in piazza Ventidio Basso con i consiglieri comunali democratici dopo quattro anni e mezzo di opposizione alla giunta Castelli Anche sull’opzione di presentarsi senza il simbolo, Procaccini non fa salti di gioia. «Che cosa cambierebbe? Gli elettori non sono mica stupidi se poi in lista ci siamo noi -risponde- Non siamo disposti a rinunciare ai nostri valori, al nostro percorso e siamo qui anche per questo».

E i tempi per la scelta del candidato? «Iniziamo con 8 tavoli programmatici (sabato pomeriggio alle 16 sempre in piazza Ventidio, ndr) -dice sempre Procaccini-Mettiamo al centro i temi per aggregare il più possibile rispetto ad un centro destra che prima ha tentato di mandare in default il Consid, poi la Provincia ora il Comune e vuole farlo anche in Regione. La situazione politica cittadina è paragonabile a quella del palio di Siena dove tutti i cavalli sono fermi in attesa di partire. Prima di scegliere il candidato vogliamo quindi creare entusiasmo intorno al progetto che presenteremo come avvenne quando vincemmo con Roberto Allevi. In questi anni la città si è impoverita e non ci sono più spazi per i giovani, anche per suonare tra amici come avveniva ai tempi dell’Informagiovani. Ora ci si deve per forza iscrivere alle scuole di musica e non tutti possono permetterselo. Sui grandi temi credo che sia impossibile, ad esempio, non parlare di urbanistica senza considerare l’effetto del sisma».

In merito alle “disponibilità” a candidarsi alla carico di sindaco è arrivato il “no grazie ” di Giancarlo Luciani Castiglia (“Ho già dato”) e di Valentina Bellini, mentre ha lasciato la porta aperta il capogruppo Francesco Ameli: «Anche se la prima linea non è la mia principale aspirazione», ha chiosato. Unanimi invece le critiche all’attuale amministrazione Castelli. e ai grillini. «I grillini -accusa Castiglia- sono ossessionati dal Pd e non finivano un intervento senza accusarci facendo il gioco di Castelli. Per il resto il Comune in questi anni tra dividendi e cessioni ha incassato qualcosa come 23 milioni di euro per tappare i buchi della spesa corrente».

«Per la generazione dei trentenni -aggiunge Ameli- è dura restare in città. In quasi cinque anni di Consiglio ci sono esponenti della maggioranza che non hanno mai parlato. «L’attuale amministrazione -accusa l’ex sindaco Allevi- si è chiusa su tutto e alle assemblee dei sindaci Castelli vota da solo. E’ gravissimo inoltre che il regolamento consiliare con i tempi per il dibattito che variano a seconda di chi parla come nel caso del sindaco sia stato approvato dal commissario prefettizio». «Castelli -aggiunge Valentina Bellini- ha sempre fatto ricorso agli attacchi personali nei nostri confronti»


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