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Ambito sociale territoriale a rischio,
sindaci della montagna
sul piede di guerra

MONTEMONACO - Lettera al presidente della Regione Luca Ceriscioli: «Da tre anni abbiamo chiesto all'unanimità, e ripetutamente sollecitato, l'istituzione di un Distretto Sanitario Montano. Questo, coincidendo con l'Ats 24, favorirebbe la regolarizzazione di una situazione territoriale che altrimenti scomparirebbe e che invece è ben funzionante sul territorio  con tutti i servizi che attualmente eroga. La sua fine rappresenterebbe un'ennesima battuta di arresto per un territorio già depauperato di tanti servizi, via via centralizzati presso i capoluoghi di Provincia»
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Il prossimo 31 dicembre potrebbe segnare lo smantellamento dell’Ambito territoriale sociale 24 e i sindaci dell’Unione montana dei Sibillini si appellano al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, affinché addotti al più presto un provvedimento che ne sancisca la sopravvivenza. Lo fanno con una lettera aperta, firmata dal presidente Onorato Corbelli sindaco di Montemonaco, nella quale chiedono anche l’istituzione di un distretto sanitario. 

Il sindaco Onorato Corbelli

«Egregio Presidente – scrivono – noi sindaci dell’ Unione Montana dei Sibillini da tre anni abbiamo chiesto all’unanimità, e ripetutamente sollecitato, l’istituzione di un Distretto Sanitario Montano. Questo, coincidendo con l’Ats 24, favorirebbe la regolarizzazione di una situazione territoriale che altrimenti scomparirebbe e che invece è ben funzionante sul territorio  con tutti i servizi che attualmente eroga. La sua fine rappresenterebbe un’ennesima battuta di arresto per un territorio già depauperato di tanti servizi, via via centralizzati presso i capoluoghi di Provincia. Ricordiamo che l’Ats insisteva interamente all’interno della ex zona territoriale 13, ora Area Vasta 5. All’indomani dell’istituzione della provincia di Fermo, contro la volontà peraltro di tutti i sindaci del territorio, è stato diviso tra l’Area vasta 4 e 5. E ciò contro la previsione della legge regionale numero 13 del 20 giugno del 2003 secondo la quale ogni Ambito debba essere ricompreso all’interno di uno stesso Distretto o coincidere con il Distretto medesimo. Una divisione, inoltre, che dal punto di vista operativo ha comportato solo problemi e criticità nella funzionalità dei servizi socio – sanitari sul territorio. Fino ad oggi si sono susseguite ben due leggi: una di deroga alla legge regionale  13/2003 e l’altra di proroga della stessa. Riteniamo che non possa essere sanata con l’ennesimo provvedimento di deroga una situazione che sappiamo tutti essere contro legge. Riteniamo, e ne siamo sempre più convinti, che l’unica soluzione definitiva per l’Ambito sociale e per l’intero territorio debba essere la creazione di un Distretto Sanitario Montano coincidente con l’Ambito stesso. Sarebbe inutile creare un nuovo ospedale montano senza alcun servizio socio -sanitario sul territorio, perché sappiamo tutti che i cittadini delle frazioni, dovrebbero percorrere ben oltre 100 chilometri per raggiungerei capoluoghi di provincia al fine di usufruire di servizi specialistici, ambulatoriali e soprattutto socio – sanitari. L’impegno, Presidente, che Lei si era preso con l’Unione montana dei Sibillini e con i suoi sindaci era quello di creare un Distretto sanitario che ricomprenda gli  11 Comuni dell’ Unione e che possa fungere da traino per quelli limitrofi che spontaneamente volessero in futuro aderire all’Ambito sociale e al Distretto, senza per ora intaccare altri territori. E’ questo, come Lei ben ricorderà, quello che ci siamo detti nell’incontro del 16 Ottobre scorso, l’ultimo di tanti altri, avuto con il sottoscritto ed altri membri della Giunta dell’Unione, alla presenza anche dell’assessore Fabrizio Cesetti. Ed è questo che Le chiedo nuovamente, quale Presidente dell’Unione Montana dei Sibillini, al fine di restituire dignità ad un territorio smembrato, contro ogni volontà dei suoi cittadini, salvaguardandone i servizi fondamentali per la salute della persona, quali, appunto, i servizi sociali e sanitari. Restando in attesa di conoscere i Suoi intendimenti, La Saluto cordialmente»


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