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E arrivò il gran giorno in cui
lo storico Bar Zocchi potè tornare alla luce

MONTEMONACO - La riapertura (in una struttura provvisoria) dell'attività nata nel 1969 e danneggiata dai terremoti del 2016. Al taglio del nastro tutta la famiglia Zocchi e, tra gli altri, il sindaco Corbelli, il presidente della Provincia Fabiani e i parrocchiani di Sant'Elpidio Vescovo giunti da Casapulla (Caserta) che aderirono a "Adotta un'attività"

di Maria Nerina Galiè

Prima del terremoto del 2016, arrivati a Montemonaco, era d’obbligo fermarsi a prendere un caffè nel Bar Ristorante Zocchi. L’affabilità del titolare Massimo Zocchi e della moglie Rita Salvucci era un piacevole benvenuto. E coloro che per la prima o l’ennesima volta sedevano sulla terrazza panoramica si meravigliavano di vedere il mare pur stando quasi a 1.000 metri di altitudine. E’ questa una delle straordinarie caratteristiche di molti paesi dell’entroterra piceno dove le scosse del 24 agosto, e peggio del 30 ottobre 2016, hanno colpito duro. Luoghi in cui dopo più di due anni a suscitare stupore, insieme ad un po’ di sconforto, è la consapevolezza che c’è ancora tanto da fare per vedere la luce, il ritorno alla normalità. Il mare si può ancora vedere dal Bar Zocchi, che sabato 24 novembre è tornato a vivere sulla piazza centrale di Montemonaco, a pochissima distanza da dove era dal 1969, quando Italo Zocchi e la moglie Iolanda lo hanno aperto per poi lasciarlo (si fa per dire perché dirigono ancora i lavori!) ai figli: Domenico prima e Massimo poi. Ha riaperto la storica attività ricettiva in una struttura provvisoria di 105 metri, ma altrettanto accogliente e funzionale di quella danneggiata dal sisma. L’autorizzazione per delocalizzare, ed il relativo impegno di spesa pari a circa 100.000 euro, sono arrivati con un decreto del 6 agosto scorso. La metà di quello che è stato necessario per eseguire i lavori, pagati dai proprietari per la parte rimanente con un mutuo in banca e “tanta solidarietà e dimostrazioni di stima e fiducia”.

Al taglio del nastro c’erano tutti quelli che hanno voluto aiutare i Zocchi a ripartire, primi tra tutti i familiari, compresi quelli di Rita che vivono alle Canarie. E’ lungo l’elenco dei presenti che va dal primo cittadino di Montemonaco, Onorato Corbelli, ai vecchi clienti provenienti da tutte le Marche, dai progettisti Giuseppe e Fabrizio Levantesi alla commercialisti Carolina Iezzi. Non sono mancate le istituzioni tra cui Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli, il comandante della stazione dei Carabinieri di Montemonaco Davide Proietti, il parroco padre Emanuele D’Aniello ed il sindaco della vicina Montefortino Domenico Ciaffaroni. Hanno partecipato le ditte che hanno effettuato i lavori e tanti amici tra cui lo chef Enrico Mazzaroni ed Enrico Bracalente titolare di Nero Giardini. E’ arrivato anche un pullman da Casapulla (Caserta) con 50 fedeli della parrocchia di Sant’Elpidio Vescovo con i loro pastori don Andrea Monaco e don Mariano. Perché nell’ambito di un loro progetto “Adotta un’attività” hanno raccolto 13.000 euro e li hanno donati a Massimo Zocchi, per iniziativa di un vigile del fuoco che ha prestato soccorso sul territorio dopo il sisma. Una storia di ordinario post sisma che ha acceso i riflettori sulla straordinaria umanità di cui sono capaci gli italiani. Il compito di ringraziare così tante persone è stato affidato a Rita. La sua voce rotta dall’emozione ha chiaramente espresso il senso di un’avventura conclusasi con una bellissima festa ma iniziata due anni fa:«E’ stato però un periodo in cui gli zii sono diventati genitori e i cugini fratelli,  gli amici ci hanno salvato dalla  disperazione ed i clienti non si sono dimenticati di noi. Grazie a tutti coloro che non ci hanno lasciato cadere».

Dire che riaprire il Bar Zocchi doveva essere una priorità per Montemonaco può apparire irriverente agli occhi di chi lì attorno ha perso tutto, e sono molti. E’ innegabile però che era un punto di partenza e di arrivo per gli avventori della montagna, di ristoro dopo una sana camminata tra gli impervi e suggestivi sentieri dei Sibillini, ma pure di ritrovo per la comunità locale in tutti i periodi dell’anno. Lo sa bene il sindaco del borgo montano Onorato Corbelli che ha così commentato: «Vedere riaperto il bar è un grande segnale di ripartenza per Montemonaco. Il paese ha solo da guadagnare se attività come questa tornano creare movimento e se le poche persone rimaste e vogliono continuare a vivere e lavorare qui. Ma la cosa che più mi fa felice oggi è rivedere il sorriso sul viso di Massimo e Rita».

Riapre lo storico Bar Zocchi, simbolo dei Monti Sibillini, grazie a una parrocchia della Campania


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