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Il blocco operatorio del Mazzoni
intitolato al professor Battiato

ASCOLI - Si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione al primario scomparso a soli 54 anni il 10 ottobre 1988 mentre stava operando proprio nella struttura ascolana
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La cerimonia alla presenza dei figli del medico scomparso, del direttore di Area Vasta Cesare Milani e della vice presidente della Regione, Anna Casini

Da questa mattina il blocco operatorio dell’Ospedale Mazzoni è intitolato al professor Francesco Mario Battiato, primario Ortopedico dal 1977 al 1988 e deceduto proprio mentre operava all’interno del nosocomio ascolano. Un luminare nel suo campo scomparso purtroppo troppo presto a soli 54 anni. La Direzione di Area Vasta, oggi diretta da Cesare Milani, ha voluto  vuole così onorare la memoria di un professionista che ha svolto il suo operato nel nostro ospedale, introducendo tecniche innovative nella sua specialità, con apprezzamento e stima dei colleghi e dei cittadini. Francesco Mario Battiato nasce a Catania il 12 dicembre del 1933 da padre giornalista, scrittore ed editore Concetto (cui è dedicata una traversa del centrale viale Etnea).

Il professor Franco Battiato

Si laurea a soli 23 anni, col massimo dei voti e lode, in Medicina e si trasferisce a Roma, dove inizia la Specializzazione in Ortopedia e Chirurgia. Nella capitale conosce la futura moglie, Mariella (la professoressa Alibrandi), con cui si sposerà, dopo un lungo fidanzamento, nel 1962 e che sarà coprotagonista della sua carriera professionale, fornendogli supporto sia materiale che psicologico con un lavoro quotidiano che oggi definiremmo di “mental coach”. Diviene, quindi, primario a soli 35 anni ed acquisisce fama crescente nel campo ortopedico, a livello dapprima italiano e poi internazionale.  Da una intensa collaborazione con colleghi americani, nasce negli anni 70, il primo brevetto di “Artoprotesei d’anca non cementata”, andando controcorrente con la tendenza dei colleghi contemporanei che cementavano ogni impianto. Oggi a distanza di quasi 50 anni il tempo e gli studi di follow up gli danno ragione ed, ormai, si utilizzano ovunque protesi di anca non cementate.

La sua brillante carriera veniva stroncata a soli 54 anni il 10 ottobre 1988 da un infarto che lo coglieva al tavolo operatorio col bisturi in mano, mentre operava una paziente per un impianto proprio della protesi di anca da lui inventata. Lasciava 4 figli, Concetto, Guido, Luisa e Francesca, di cui il primo è attualmente Direttore della Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Mazzoni.


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