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La “Casa di Gigi” spegne dieci candeline,
ma ce ne saranno tante altre

ASCOLI - Traguardo importante per la casa di accoglienza nata a Castignano, su impulso dell'Unitalsi, grazie alla generosità della signora Caterina e del suo defunto marito Gigi. La festa si materializza in numerose iniziative nel prossimo weekend. Il docufilm del regista Claudio Sestili
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All’evento sono intervenuti Massimo Mazzoni (presidente “La Casa di Gigi”), Anna Capriotti (responsabile “La Casa di Gigi”), Claudia Damiani (coordinatrice “La Casa di Gigi”), don Alessio Cavezzi (Unitalsi), Claudio Sestili (regista del cortometraggio), Donatella Calvelli (vice presidente Lions Club Urbs Turrita), Domenico Fanesi (coordinatore Ambito Territoriale Sociale 22), Vincenzo Luciani (Area Vasta 5), Maria Odilia Filippini (Ufficio scolastico provinciale)

di Stefania Mistichelli

Soffia sulle sue prime dieci candeline la “Casa di Gigi”, casa di accoglienza nata a Castignano su impulso dell’Unitalsi grazie alla generosità di una donna, la signora Caterina, e del suo defunto marito, Gigi, che hanno donato la propria casa. «Festeggiamo in questi giorni – afferma il presidente Massimo Mazzoni – spero il primo di tanti altri decennali. In questi anni abbiamo ospitato 61 minori, dodici mamme e una nonna, cercando di offrire accoglienza e sostegno ai bambini e alle famiglie in difficoltà. Per questa attività mi sento di ringraziare tutti, dalle istituzioni che collaborano con noi agli educatori professionali ai volontari. Nella “casa di Gigi”, come si può vedere nel docufilm che è stato realizzato dal regista Claudio Sestili per festeggiare questo traguardo, ogni mattone ha nome, per far capire che la casa è stata costruita sulle storie dei nostri ragazzi».

È su storie di bambini come Sara, protagonista del docufilm che sarà presentato questo fine settimana nel corso degli appuntamenti organizzati per il decennale, che si è fondata l’attività della casa di accoglienza, in grado di ospitare contemporaneamente dieci bambini (otto posti più due a disposizione per coprire situazini di emergenza, che sono purtroppo all’ordine del giorno). «Adesso abbiamo tre mamme  – continua Mazzoni – e dieci minori, dei quali sette al di sotto dei nove anni». Bambini che a volte vengono dati in affido, altre in adozione, in altri casi si sostiene, laddove presente, la famiglia di origine. «La crisi della famiglia è evidente – spiega ancora – tanto che il centro è sempre pieno. Per facilitare il percorso di accoglienza le famiglie affidatarie hanno costituito la rete “Tabgha – insieme per accogliere”, che sostiene la comunità nel difficile compito di inserimento dei minori. Uno dei problemi che periodicamente affrontiamo è poi legato al fatto che possiamo ospitare solo i minori, quindi abbiamo trovato il modo di continuare a seguire i ragazzi che, compiuti i diciotto anni, devono uscire dalla casa: la Diocesi di Ascoli ci ha fornito un appartamento dove questi ragazzi possono andare e cominciare un percorso di autonomia, con il nostro sostegno».

Per festeggiare questo anniversario, la Casa di Gigi organizza una serie di iniziative da venerdì 30 a domenica 1 dicembre. «Venerdì mattina al teatro Filarmonici – spiega l’educatrice Claudia Damiani – gli studenti del liceo classico “Stabili-Trebbiani” potranno vedere il docufilm “La Casa di Gigi 2008-2018”. A seguire verrà stimolata una riflessione formativa. Nel pomeriggio, dalle pre 15, si terrà la prima sessione del convegno “Abuso e maltrattamento sui minori. Risvolti psicologici, sanitari e giuridici”, che proseguirà la domenica mattina dalle 9, per concludersi intorno alle 12,30. Il convegno è gratuito ed è rivolto a medici e odontoiatri, infermieri, psicologi, educatori professionali, logopedisti e tecnici della riabilitazione psichiatrica. Nel pomeriggio di domenica, dalle 16, verrà proiettato a beneficio della comunità il cortometraggio alla presenza del regista Claudio Sestili e verrà presentato uno spettacolo teatrale di Fly Comunication».

«Questo anniversario – conclude Vincenzo Luciani dell’Asur – è simbolicamente prezioso per il territorio, perché “La casa di Gigi” è un presidio educativo straordinario. Senza voler colpevolizzare nessuno, le famiglie in difficoltà sono tante e grazie agli strumenti dell’affido e dell’avvio in comunità possiamo fonire ai minori “mattoni” per aiutarli a costuire le loro personalità. A tutt’oggi nell’Area Vasta 5 sono seguiti circa seicento minori nelle varie strutture a disposizione del territorio».

 

 

 

 

 

 

 


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