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Due zingarelle le responsabili
dei furti estivi
Moto taroccata, beccato un truffatore

SAN BENEDETTO - Mille euro in contanti e diversi oggetti preziosi il bottino di due ragazine di 17 e 14 anni che sono state segnalate alla Procura per i i minorewnni di Ancona. Prendevano di mira l'appartamento prescelto poi lo monitoravano appostandosi nei negozi vicini come normali clienti
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Estate, ma non solo, tempo di furti. Nel mirino, di solito, le case lasciate da proprietari in vacanza e quelle nelle località di vacanza dove è più facile entrare da porte o da finestre lasciate aperte. La riviera non sfugge a questo genere di episodi, e risalgono alla scorsa estate (fine agosto-inizio settembre) una raffica di furti commessi in diversi appartamenti del centro di San Benedetto. Dopo le sgradite sorprese partirono le denunce e, quindi, le indagini del locale Commissariato di Polizia. Che alla fine hanno portato a individuare due giovanissime di etnia rom, originarie della ex Jugoslavia, autentiche “topine” d’appartamento. La più grande ha 17 anni, l’altra 14.

Il Commissariato di San Benedetto (Foto Cicchini)

Testimonianze e immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno permesso ai poliziotti di risalire alle due zingarelle le quali non agivano a caso, ma studiavano bene il colpo monitorando l’appartamento in questione anche appostandosi dentro i negozi che si trovano nelle vicinanze come fossero normali clienti per non destare sospetti. Alla fine il bottino, realtivo solo a quei dieci giorni, è stato di circa 1.000 euro in contanti e oggetti di valore come gioielli e orologi, facilmente occultabili. Alla fine sono state individuate, portate in Commissariato, accusate di concorso in furto aggravato e pluriaggravato, e poi segnalate alla Procura per i minorenni di Ancona. E’ scontato che continueranno nella loro attività: i primi a saperlo sono proprio le forze dell’ordine.

Sempre il Commissariato di San Benedetto ha provveduto a denunciare A.P., un pregiudicato romano di 40 anni, ritenuto responsabile di una truffa. L’avrebbe commessa ai danni di un sambenedettese al quale, con alcuni raggiri (aveva alterato le caratteristiche fondamentali del mezzo) ha venduto una moto di grossa cilindrata. Dopo la beffa, la vittima si è rivolta alla Polizia che ha risolto il caso indagando il 40enne.


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