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L’Ascoli affonda in laguna (1-0)
A Venezia i bianconeri
chiudono di nuovo in dieci:
la resa dopo il rosso a Rosseti

SERIE B - Un altro arbitro "severo" sulla strada dei bianconeri che vanno di nuovo in inferiorità numerica. L'attaccante era già ammonito ed ha commesso un grave errore. Inizio shock: veneti vicino al gol tre volte in undici minuti. Vivarini fa quello che può, ma per la difesa è la peggiore prestazione stagionale e l'assenza di Ninkovic risulta determinante. Se il portiere avversario non compie una parata, non si può pensare di non prenderle. Di Citro a 7 minuti dal 90° il gol partita

Ascoli (in maglia rossa) e Venezia a centrocampo prima del via

di Andrea Ferretti

L’Ascoli parte male, anzi malissimo. Roba da incubo. Mai ricordata, almeno quest’anno, una cosa del genere. Il Venezia è padrone del campo e, in meno di undici minuti, va ben tre volte vicinissimo al vantaggio. Al 4′ con il colpo di testa di Marsura che si trasforma in gigante di fronte a D’Elia. Il difensore resta con i piedi per terra e la deviazione aerea non finisce in rete non si capisce perchè: Lanni può solo guardare. La difesa è in bambola totale. Zenga lo capisce e incita i suoi. E al 9′ la ripartenza del Venezia trova la retroguardia bianconera che lascia l’ennesima prateria. In una di queste si lancia Di Mariano il cui diagonale di sinistro non esce molto lontano dal palo. Non è finita. La “sbornia” continua e all’11’ Valentini si fa uccellare dal taglio di Vrioni che si invola verso Lanni. L’argentino rischia il rosso, ma Vrioni per sua fortuna non cade e per sua sfortuna si ritrova Lanni nel frattempo uscito con i piedi fuori area. Una partenza del genere non si ricordava da tempo.

L’Ascoli entra in campo con circa 15 minuti di ritardo. E infatti al 21′ il centro di Addae trova la chiusura (scoordinata) di Frattesi. La palla va fuori, ma è un buon segnale per Vivarini: la sua squadra è presente. Nonostante cali il ritmo, al 34′ forse c’è un rigore per i padroni di casa. Contatto Frattesi-Bentivoglio: il bianconero forse lo afferra per la maglia, il dubbio ce l’ha pure l’arbitro (è di Giulianova, ma iscritto alla sezione di Teramo) ma lascia correre. I bianconeri cercano di imbastire qualche azione degna di questo nome, ma perde tutti i contrasti e i bianconeri arrivano sempre secondi sul pallone. Il problema non è solo l’assenza di Ninkovic. La ripresa riparte sui ritmi blandi della seconda metà del primo tempo, qualxche septtaatore si svegli al 10′ quando l’arbitro si inventa un giallo per Ngombo, ammonito per gioco falloso senza aver toccato l’avversario. Il Venezia continua con manovre di aggiramento ma non punge come prima, in difesa Domizzi – ex bianconero, ora prossimo ai 39 anni – è senza fiato, ma non per la fatica bensì perchè è durissima giocare e contemporaneamente fare una testa così all’arbitro.

Vivarini da respiro a Ngombo inserendo Rosseti, la partita continua a restare abbastanza bruttina, e al 25′ le proteste per un rigore mancato si pareggiano quando ad allungarsi è la maglia di Ardemagni. Nell’azione successiva cambia la partita. A Rossseti, appena ammonito, viene fischiato contro un fallo non commesso, in segno di stizza butta via la palla e si ritrova il rosso sotto al naso. Per l’Ascoli è la terza espulsione di fila, tutte per doppia ammonizione, dopo quelle di D’Elia a Pescara e Ninkovic con lo Spezia. Il Venezia capisce che probabilmente può farcela. Al 31′ botta di Vrioni da distanza siderale: Lanni è bravo e devia in angolo. Al 38′, inevitabile, il gol. Lo confezionano i due nuovi entrati: Litteri centra basso, Citro devia alle spalle di Lanni: difensori come statue. A cinque minuti dalla fine Kupisz supera per la prima volta la propria metà campo: una sorta di cartina al tornasole di un brutto pomeriggio. Kupisz non è Laverone, così come Cavion è bravo ma non può fare Ninkovic. In queste condizioni al “Penzo” un pareggio sarebbe stato oro, altro che vittoria. E la squadra di Zenga intanto compie l’operazione-aggancio a quota 19.

VENEZIA (4-3-3): Vicario; Zampano, Andelkovic, Domizzi, Bruscagin; Bentivoglio, Schiavone, Pinato (27’st Litteri); Marsura (21’st Citro), Vrioni (41’st Segre), Di Mariano. A disposizione: Lezzerini, Garofalo, Coppolaro, Cernuto, Fabiano, Zennaro, Migliorelli, St Claire, Geijo. Allenatore: Zenga.

ASCOLI (4-3-1-2): Lanni, Kupisz, Brosco, Valentini, D’Elia; Addae (39’st Beretta), Troiano, Frattesi; Cavion; Ardemagni, Ngombo (14’st Rosseti). A disposizione: Perucchini, Bacci, Scevola, De Santis, Padella, Quaranta, Vignati, Parlati, Casarini, Carpani. Allenatore: Vivarini.

Arbitro: Di Martino di Teramo (assistenti Tardino di Milano Mokhtar di Lecco, quarto ufficiale Pasciuta di Ravenna).

Rete: 38’st Citro.

Note: espulso 27’st Rosseti (A) per doppia ammonizione. Ammoniti: Ngombo (A), Zampano (V), Kupisz (A), Bentivoglio (V), Addae (A), Domizzi (V) tutti per gioco falloso. Angoli 3-2 per il Venezia. Recupero 2’+6′. Prima dell’inizio è stato sservato un minuto di raccoglimento per la scomparda di Gigi Radice.

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