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17 Comuni e 34 musei insieme
per ripartire dopo il sisma
Mete Picene, tra inclusione e cultura

IL PROGETTO vede nelle vesti di finanziatori principali Bim Tronto e Fondazione Carisap. Investimento di 385.000 euro che punta a mettere in rete le realtà dell'entroterra ricche di tesori poco noti. A Pasqua parte l'entry-point multimediale. Per la prima volta spazio alla fruizione dei contenuti per i diversamente abili
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di Luca Capponi 

Musei Esperienze Territori Eccellenze. In un acronimo, un progetto da quasi 400.000 euro per rilanciare, attraverso cultura, inclusione e conoscenza, l’entroterra ferito dal sisma. Si chiama, appunto, Mete Picene e coinvolge 17 comuni della provincia di Ascoli e ben 34 musei tra quelli appartenenti al Sistema Museale Piceno (in totale sono 58), uno scrigno fatto di storia e tesori spesso sconosciuti anche agli stessi indigeni. Ma un volano da cui poter (ri)partire grazie all’impegno del Bacino Imbrifero Montano del Tronto e della Fondazione Carisap, principali finanziatori di una iniziativa che ben si evince dalle parole del vicepresidente del Bim Sabrina Stazi: «La promozione in rete può essere l’arma vincente, il nostro obiettivo è la creazione di una identità culturale in grado di rappresentare tutto il territorio migliorando l’efficenza gestionale dei musei ed incrementandone il numero dei visitatori, puntando all’evoluzione del Sistema Museale Piceno, creatura già attiva dal 2017, grazie anche alle realtà enogastronomiche, artigianali e manifatturiere».

La presentazione di Mete Picene

Tante sono le peculiarità interessanti di Mete Picene; in primis la creazione di un entry-point in corso Vittorio Emanuele, ad Ascoli, un punto di accesso fatto di multimedialità, non il solito freddo bancone ma un luogo dove proporre itinerari (saranno quattro) nei comuni coinvolti (oltre ad Ascoli, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Colli del Tronto, Comunanza, Cossignano, Force Montalto delle Marche, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Rotella e Venarotta), storytelling auditotattile e sensoriale per non vedenti e non udenti e laboratori di mediazione artistica per persone con disabilità.

L’interno del Museo della Sibilla di Montemonaco

Già, perché a fare parte integrante del progetto ci sono anche l’Opera Onlus con il presidente Fabio Alessandrelli e l’associazione di promozione sociale “La casa di Asterione”; tramite loro, per la prima volta nel Piceno, anche i diversamente abili avranno la possibilità di fruire attivamente dei musei. «Il turismo sociale rappresenta una nicchia che cresce sempre di più, il carattere innovativo di Mete Picene sta nel rendere il museo godibile anche a livello cognitivo; i ragazzi con disabilità avranno la possibilità di scoprirne i contenuti attraverso l’arte» aggiunge Roberto Paoletti de “La casa di Asterione”, ricordando che i siti dove si effettueranno tali esperienze sono quelli di Montemonaco (Museo della Sibilla), Colli del Tronto (Museo del baco da seta), Castignano (Museo delle Icone), Montedinove (Museo delle tombe picene) oltre ad Ascoli.
«Le persone con disabilità sono sì una piccola parte, ma vanno tutelate; questo è uno degli aspetti che più apprezziamo di Mete Picene, in cui siamo entrati con soddisfazione a far parte, per la prima volta, mettendoci al fianco di un altro ente che ne aveva già avviato le fondamenta» spiega Angelo Galeati, presidente della Fondazione Carisap, che ribadisce l’utilità dell’iniziativa in grado di generare, oltre che visibilità, reddito per la collettività ma anche «la bontà di un progetto che riesce a mettere in rete i comuni, fatto raro spesso ostacolato da distanze e diverse visioni politiche».
Oltre alle realtà già citate, farà la sua parte importante anche il Piceno Dmo (Destination Management Organization) con il suo presidente Silvio Antognozzi, che raccoglie comuni, imprese e associazioni del settore turistico locale. La partenza ufficiale di Mete Picene, il cui costo complessivo è di 385.000 euro, è fissata per la Pasqua 2019, quando verrà inaugurata la nuova struttura ascolana di corso Vittorio Emanuele


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