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Centro diurno di integrazione sociale:
quando l’unione fa la forza

SPINETOLI - Sabato 15 dicembre l'inaugurazione della nuova sede di una realtà che dal 1991 supporta i disabili con attività e laboratori. Un traguardo tagliato grazie alla simergia tra la locale Amministrazone comunale e le "consorelle" Offida, Castorano, Castel di Lama e Colli del Tronto
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I primi cittadini dei cinque Comuni coinvolti, alcuni ospiti del Centro e la coordinatrice Tiziana Del Giovane

di Martina Fabiani

 Al seguito di una lunga fase preparatoria, si è portato a termine il trasferimento della sede del Centro Diurno di Integrazione Sociale (C.D.I.S) di Spinetoli. Il trasloco è avvenuto nel mese di settembre, ma si è arrivati alla data odierna per via dei successivi lavori di riordino dei materiale e ripianificazione delle attività educative. L’inaugurazione della nuova struttura – ora sita al civico 3 di via dell’Economia – è prevista sabato 15 dicembre alle ore 16,30 alla presenza di autorità e rappresentanti delle varie istituzioni.

Il Centro viene istituito nel 1991 su iniziativa della Cooperativa sociale Service Coop di Spinetoli e delle amministrazioni di otto comuni della Vallata del Tronto con lo scopo di fornire un servizio di supporto ai disabili dopo la scuola dell’obbligo. È tutt’ora gestito dalla Cooperativa e cofinanziato dall’Asur Marche. In tutti questi anni di lavoro il CDIS ha quindi maturato una propria “mission” nel campo della disabilità: «intervenire affinché la persona disabile possa raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, attraverso interventi mirati a contenere la disabilità del soggetto e attività di riabilitazione sociale finalizzate a garantire al disabile la massima partecipazione alla vita sociale».

L’idea originaria di una nuova sede parte dal sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani, presente questa mattina alla conferenza stampa insieme a Valerio Lucciarini, Daniel Claudio Ficcadenti, Mauro Bochicchio e Andrea Cardilli, rispettivamente primi cittadini di Offida, Castorano, Castel di Lama e Colli del Tronto, ovvero i membri dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto. Nonostante non sia mancata qualche frecciatina tra i sindaci, sussiste una unità di intenti quando si tratta del sociale. «Si è optato per lo spostamento della sede al fine di contenere e razionalizzare le spese pubbliche senza, però, intaccare la qualità del servizio. La struttura, infatti, risponde ai requisiti strutturali e funzionali previsti dalla normativa vigente», ha affermato Lucciarini.

La nuova sede sorge nella zona industriale di Spinetoli, facilmente raggiungibile (urge, tuttavia, un’indicazione) e con possibilità di parcheggio. La struttura è dotata di spazi ampi e luminosi, consoni a ospitare le varie attività ricreative ed educative. Presente la sala pranzo, la sala riposo, un immenso salotto con libreria, giochi e computer. «Spinetoli ha sempre messo al primo posto il sociale nonostante siamo un territorio piccolo» ha dichiarato Luciani. Quest’ultimo ha poi lamentato la scarsità delle risorse dei Comuni, che faticano a dare continuità a progetti di spessore di fronte ai tagli sempre più ingenti che provengono dallo stato centrale. «Le istituzioni superiori scaricano i problemi sui Comuni, problemi che ci accolliamo e cerchiamo di risolvere: questo Centro ne è l’esempio» ha aggiunto Ficcadenti.

Tre sono da sempre le direzioni del lavoro svolto dagli operatori del Centro: il benessere della persona disabile, il supporto e la consulenza alle famiglie e la promozione di una comunità competente, accogliente ed educante. Di conseguenza la programmazione si articola su due livelli: quello generale e quello individuale, realizzato in collaborazione con UMEA. Ad illustrare tutto questo è stata Tiziana Del Giovane, coordinatrice del Centro. Attualmente il CDIS ospita 17 ragazzi, in prevalenza con menomazioni intellettive e fisiche di varia origine. Dal lunedì al venerdì gli ospiti trascorrono al Centro circa sette ore, svolgendo attività trasversali per il potenziamento e lo sviluppo delle capacità residue della persona disabile, per il benessere psico-fisico e per l’integrazione sul territorio. Non mancano laboratori espressivo-creativi (teatro, ceramica, pittura) affinché il disabile possa divertirsi e dare forma ai propri pensieri. «Mi sembra un ottimo programma. La nostra Amministrazione ha da poco istituito una commissione per le pari opportunità e questo Centro è per noi un’ottima occasione di confronto» ha affermato Bochicchio.

Il CDIS è ormai un punto di riferimento per l’intero territorio piceno. Il taglio del nastro di sabato sarà un momento ufficiale e conviviale allo stesso tempo. Per l’occasione verranno esposti i manufatti di artigianato artistico prodotti dagli ospiti del Centro.


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