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“La Bohème” al Concordia
Tra ricordi, record e arte

SAN BENEDETTO - Sabato 22 dicembre il capolavoro di Puccini verrà rappresentato per la quinta volta nella storia cittadina. La prima fu nel lontano 1933 al Teatro Virginia. A dirigere ci sarà Paolo Santarelli, Patrizia Perozzi sarà Mimì. Sul palco il Quartetto Vivaldi e il piano di Massimiliano Caporale
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Il capolavoro di Puccini “La Bohème” fu eseguito in città già in diverse occasioni: nel 1933 presso il Teatro Virginia (all’epoca collocato nell’attuale complesso dei Padri Sacramentini), nel 1947 al Teatro Concordia, nel 1967 quando  fu messo in scena  dalla compagnia d’opera viaggiante “Carro Tespi” e, infine, nel 2011 sempre al il Teatro Concordia, in una versione accompagnata al pianoforte.

Quella che andrà in scena sabato 22 novembre alle 21 al Concordia, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, è dunque la quinta della serie. A dirigere questa riduzione sarà Paolo Santarelli, che ha curato anche i costumi. Nei panni di Mimì ci sarà Patrizia Perozzi, che sarà affiancata da Agnese Gallenzi (Musetta), Dario Ricchizzi (Rodolfo) e Alessandro Battiato (Marcello). La parte musicale sarà appannaggio del Quartetto Vivaldi composto da Piergiorgio Trollo (violino), Paolo Incicco (violino), Emiliano Finucci (viola) e Daniela Tremaroli (violoncello). Al pianoforte ci sarà Massimiliano Caporale.

Il maestro Caporale

Storia e record. “La Bohème” è un’opera da record: nel periodo 2017/2018 risulta quarta in classifica come numero di produzioni (120) e rappresentazioni (596). Puccini iniziò la sua creazione a trentacinque anni, nel 1893, quando era già l’astro nascente del melodramma italiano, successore designato di Verdi, acclamato in tutta Europa per la sua “Manon Lescaut”. Essa è tratta dal romanzo d’appendice “Scènes de la vie de bohème” di Henri Murger. Per completare il lavoro Puccini impiegò tre anni passati fra Milano, Torre del Lago e la Villa del Castellaccio vicino Uzzano (Pistoia), messa a disposizione dal conte Orsi Bertolini. Qui completò il secondo e terzo atto, come da lui annotato con una scritta rimasta sui muri della villa. L’orchestrazione della partitura procedette invece speditamente e fu completata una sera di fine novembre del 1895. Meno di due mesi dopo, il 1º febbraio 1896, fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, dai cantanti Evan Gorga, Cesira Ferrani, Antonio Pini Corsi, Camilla Pasini e Michele Mazzara, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini, con buon successo di pubblico, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all’inizio piuttosto ostile, dovette presto allinearsi ai generali consensi. La versione finale invece venne messa in opera per la prima volta al Grande di Brescia, riscuotendo tanti applausi da far tremare le pareti di scena.
Il dramma lirico racconta la vita e le storie d’amore di giovani artisti poveri che a Parigi, in una misera soffitta, conducono una vita gaia e terribile: la “bohéme”.  Siamo nel 1830 circa ed i soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli. Nell’opera si dipanano le storie d’amore fra Marcello e Musetta e fra Rodolfo e Mimì concludendosi con la morte di quest’ultima.
La rappresentazione al Concordia è proposta a prezzi popolari: 10 euro. Per le prevendite, attive anche sul circuito Ciao Tickets, si può contattare l’Istituto Vivaldi al tel. 333.2640523.

 


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