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Le cento torri brillano di storia e travertino
Ecco il primo “social book” piceno:
servirà (anche) a restaurare un affresco del ‘400

ASCOLI - L'iniziativa è di Capponi Editore, che ha coinvolto 12 fotografi del gruppo Facebook dei "travertini". Il volume racchiude 130 suggestive immagini della città, tra chiese, piazze e scorci da antologia. Presentazione il 16 dicembre. Parte dei proventi riporterà in vita un dipinto della chiesa di San Piero Martire
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di Luca Capponi

Dalla magnificenza del teatro romano fino su allo spettacolo di Castel Trosino, attraversando chiese, monumenti, palazzi, il Caffè Meletti e piazza del Popolo, tra Carnevale e Quintana. Cosa differenzia un libro qualsiasi di foto dalle 130 immagini del volume “Ascoli Piceno. Le torri, la storia, il travertino”? Anzitutto si tratta del primo libro “social” mai realizzato in loco, che traduce il virtuale al reale grazie a una esperienza artistica nata quasi per gioco su Facebook. Inoltre, anziché coinvolgere un nome solo, magari di grido, esce dai canoni anche per via del fatto che a lavorarci è stato un team di 12 fotografi, sulla carta non professionisti (ma solo sulla carta, vista la qualità del lavoro), per un progetto partito “dal basso”. Infine, cosa probabilmente da lodare più delle altre, l’editore Domenico Capponi ha deciso di finanziare con parte dei proventi il restauro di un dipinto murale del ‘400 presente all’interno della chiesa di San Pietro Martire.

Capponi, Dragoni e Di Felice con il libro

L’ambiziosa operazione è stata presentata in anteprima dallo stesso Capponi, dall’assessore alla cultura Piersandra Dragoni, anche e soprattutto nelle vesti di amministratore del gruppo Facebook “Ascoli Piceno: la città di travertino”, e da Valter Di Felice, timoniere del Caffè Meletti, a cui il libro dedica una bella sezione.
«Avevo questa idea in mente da tempo, come una specie di sogno nel cassetto che però non ero mai riuscito a realizzare. -spiega l’editore- Ho sempre pensato che nessuno meglio degli ascolani sia in grado di raccontare Ascoli, le sue sfumature, le sue luci ed i suoi tagli. Sono partito da questo presupposto fino a che non mi sono imbattuto nel gruppo dei “travertini”, nato sul web per promuovere le bellezze della città attraverso immagini, storie, ricordi. Ne è venuto fuori un’opera appassionata, piena di vigore e e fascino, che dimostra come l’unione faccia la forza nel vero senso della parola».

L’affresco che verrà restaurato

Nel volume, tradotto pure in inglese, ci sono i testi di Ercole Collazzoni e Franco Laganà, a supporto della gran verve fotografica di Vanda De Viti, Sandro Maoloni, Nazzareno Mosca, Lorenzo Sgalippa, Attilio Pavoni, Vincenzo Pili, Alessandro Ercoli, Marta Flader Leszczynska, Fabrizio Casagrande, Bruno Cappelli, Massimo Mindoli e Giovanni Perfetti. In più, c’è una parte dedicata ai musei, grazie alla collaborazione fattiva (e al patrocinio) del Comune. Il costo è di 25 euro. La presentazione ufficiale al pubblico avverrà domenica 16 dicembre alle 18 nella Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani.
«Trovo che sia un modo fantastico per promuovere le nostre bellezze, -commenta la Dragoni- che rappresenta il coronamento di un un lavoro partito nel 2012 con il gruppo dei “travertini”, all’interno di cui sono cresciuti veri e propri talenti della fotografia. Credo che tutto ciò sia utile anche a dimostrare come un’esperienza nata sul web possa concretizzarsi in qualcosa di positivo ed interessante». A proposito dell’attivissimo gruppo Facebook, l’assessore ricorda quanto sia nodale dal punto di vista “promozionale”, «visto che sui 10.500 membri ce ne sono solo 4.200 ascolani. Ciò vuol dire che la maggioranza risiede fuori dai nostri confini, non solo nazionali».

La copertina

«Un libro del genere non può restare nascosto, lo esporremo in vetrina. -dichiara entusiasta Di Felice– Spesso e volentieri i turisti ci chiedono non solo informazioni ma anche supporti del genere, che reputo fondamentali laddove ben fatti».
Per concludere, una citazione di Capponi: se da una parte il lavoro dei fotografi valorizzerà lo scrigno di magnificenza che è Ascoli, dall’altra servirà anche a documentarne le ferite e le cicatrici causate dal sisma, che «ne ha segnato la millenaria pietra, ma non ne ha scalfito lo spirito di rinascita e di resilienza. Sarà quindi un documento completo che, per dirla con le parole di Leonard Cohen, vuole dimostrare come dalle ferite, dalle crepe, possa passare la luce».


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