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Colli, aperta una nuova strada
E sulla Salaria
spazio al carro-simbolo

WEEKEND di inaugurazioni per la comunità collese. A Villa San Giuseppe via Primo Maggio, prima chiusa, è stata riqualificata ed ora si collega con via Foscolo. Varato anche il monumento che celebra l'emblematica attività de "Li carrar". Il progetto di recupero della memoria e delle tradizioni
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Una strada tornata a “vivere” e un monumento alla storia di Colli. Due importanti momenti, seppure di diversa matrice, hanno caratterizzato l’ultimo weekend. In primis quanto accaduto domenica, giornata in cui è stata riaperta via Primo Maggio, strada che si trova dietro la chiesa di Villa San Giuseppe. Prima era chiusa, ma dopo l’intervento di riqualificazione avrà un nuovo sbocco in via Foscolo. Fino alla settimana scorsa era una strada chiusa, da oggi agevolerà il traffico di quella zona.
Sulla via Salaria, invece, è stato posizionato il simbolo di Colli del Tronto, il paese dei “Li carrar“. E’ stato il sindaco Andrea Cardilli, come nel primo caso, a inaugurare la rotatoria abbellita con l’antico mezzo che rappresentava il rapporto città-campagna nel sistema mezzadrile ed è l’emblema della storia dei carradori, artigiani costruttori di carri agricoli.

Il varo del carro lungo la Salaria

Il carro è stato posizionato sulla rotatoria realizzata da Peppe Traini nel 2012, in cui è rappresentato nella sua completezza, il territorio di Colli del Tronto: la parte bassa, con pitosforo e lavanda, l’antica Salaria non asfaltata, con del brecciolino e la parte alta di Colli con piante di gelso, famose per bachicultura tradizionale, e le graminacee che rappresentano i campi di grano. L’Amministrazione comunale e la Pro Loco, guidata da Marco Collina, ormai da anni, stanno lavorando al progetto di recupero della memoria collese.

L’apertura di via Primo Maggio

«La riscoperta delle antiche tradizioni -commenta Cardilli– è un impegno irrinunciabile per chi amministra, soprattutto in un tempo colmo di incertezze come quello che stiamo vivendo. La tutela delle proprie radici aiuta una comunità a costruirsi un domani, un futuro dal volto più umano. A Colli d vivevano della famiglie che hanno basato la loro sussistenza sulla costruzione dei carri, quando non esistevano altri mezzi per spostarsi».
Durante l’inaugurazione di sabato 15 dicembre sono state fornite diverse informazioni interessanti su come venisse costruito il carro, con ben 7 tipi di legno; quello di fico veniva utilizzato per i freni, perché pieno di linfa e morbido e faceva fatica a “lucidarsi”. Per i carri, come per le macchine di oggi, si doveva pagare un bollo che era una targa di legno dotata di un gancio per appenderla al mezzo. Pare che quando le autorità si accorsero che i contadini pagavano una bollo e se lo scambiavano tra di loro, li obbligò a inchiodarla al carro. La fattezze di un carro e la sua bellezza comunicavano la solidità economica del contadino.

La professoressa Olimpia Gobbi, che sta collaborando con l’Amministrazione comunale e la Pro Loco per il recupero della memoria di questa tradizione, ha spiegato la funzione che hanno avuto i carradori nella trasformazione economica del territorio: «Quegli artigiani -racconta- erano dotati di un intreccio manualità, competenze tecniche e senso estetico che nel tempo abbiamo perso. Il carro era il simbolo del mondo agricolo collegava le campagne alle città, il segno del ruolo importante che ha svolto la mezzadria per la società di allora. I contadini partivano dalla campagna con il carro pieno, per riempire le dispense e i magazzini dei centri urbani e ricevevano in cambio dei servizi fondamentali di professionisti bottegai e artigiani della piccola borghesia. Per favorire il loro passaggio è nato, nel tempo, un lungo fitto reticolo di strade che dai poderi salivano alle case padronali. Su quelle strade venivano piantate delle querce, per far riposare all’ombra le vacche da traino e i contadini si occupavano della manutenzione dei fossati, in cui era raccolta l’acqua piovana, che correvano ai margini delle strade».
«Ringrazio tutti gli associati della Pro Loco -conclude Collina – infaticabili nella salvaguardia degli antichi costumi e usanze. Un riconoscimento va anche alle ragazze del Servizio Civile, guidate da Loredana Caverni, per l’impegno e la passione con cui hanno contribuito alla riscoperta delle importanti tracce lasciate dai carradori di Colli».


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