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La mostra di Pericoli evento culturale del 2019
Bellezza e sconvolgimenti del paesaggio piceno

ASCOLI - Sarà inaugurata il 23 marzo 2019 e resterà aperta fino al 2 maggio 2010. Si tratta di un viaggio a ritroso nei quasi cinquanta anni di ricerca che l’artista ha dedicato a questo tema: a partire dalle opere più recenti si risale alle radici della pittura, tramite un susseguirsi di momenti analitici ed emozionali che esplorano il volto mutevole della nostra terra a partire dalla sua natura più profonda
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di Franco De Marco

Sono stati definiti, dopo una lunga e travagliata gestazione, tutti i particolari della  grande mostra di pittura “Tullio Pericoli. Forme del paesaggio. 1970-2018”. Sarà inaugurata il 23 marzo 2019 e resterà aperta fino al 2 maggio 2010.

C’è stato un momento in cui questo evento, di enorme valore artistico e sociale, e anche affettuoso verso l’artista ascolano Tullio Pericoli, sembrava impossibile da realizzare una volta caduta l’iniziale idea di una permanente “Fondazione Tullio Pericoli” con la partecipazione di Comune di Ascoli e Fondazione Carisap. Ma la tenacia di quest’ultima, e in particolare del presidente Angelo Davide Galeati, nonostante il disimpegno economico dell’Arengo, ha ugualmente consentito la realizzazione dell’esposizione, seppur temporanea, delle opere del maestro nato a Colli del Tronto.

Il 2019 sarà dunque caratterizzato, per quanto riguarda gli eventi culturali ad Ascoli, da questa mostra che accende il faro sulle bellezze paesaggistiche del Piceno devastate in parte dal terremoto. Se, per l’arte pittorica, il 2018 è stato caratterizzato dalla mostra “Cola dell’Amatrice. Da Pinturicchio a Raffaello”  nelle sale della Pinacoteca comunale, il 2019 avrà come protagonista il paesaggio di Tullio Pericoli.

Ascoli, colpita in modo drammatico dal terremoto del 2016, chiama un artista della sua terra per dedicare al suo paesaggio non semplicemente una mostra ma un vero evento espositivo che si aprirà al pubblico il 23 marzo 2019 per terminare oltre un anno dopo, nel maggio 2020. Così, grazie alle opere di Tullio Pericoli, il capoluogo piceno ripensa e si riavvicina al proprio territorio ridando al paesaggio la sua straordinaria rilevanza artistica e culturale.

Ospitata a Palazzo dei Capitani del Popolo, la mostra, a cura di Claudio Cerritelli, propone un percorso antologico intorno al tema appunto del paesaggio con una scelta di 165 opere, commisurata alle caratteristiche ambientali del prestigioso palazzo rinascimentale.

«Le Forme del paesaggio sono proposte, sala per sala – si afferma nella presentazione ufficiale a cura dell’ufficio stampa Mara Vitali Comunicazione di Milano – come un viaggio a ritroso nei quasi cinquanta anni di ricerca che l’artista ha dedicato a questo tema: a partire dalle opere più recenti si risale alle radici della pittura di Tullio Pericoli, tramite un susseguirsi di momenti analitici ed emozionali che esplorano il volto mutevole della nostra terra a partire dalla sua natura più profonda».

Il periodo iniziale si identifica nel ciclo delle “geologie” (1970-1973), costituito da immagini stratificate, sezioni materiche, strutture sismiche. La fase successiva (1976-1983) pone in evidenza un diverso trattamento del tema paesaggistico con vedute luminose e lievi – acquerelli, chine e matite su carta – spazi aerei che l’artista concepisce come orizzonti immaginari, memorie di alfabeti, tracce di antiche scritture.

L’esplorazione di nuove morfologie paesaggistiche si avverte in un consistente gruppo di opere (1998-2009) che, dopo aver rappresentato lo scenario dei colli marchigiani, va progressivamente esplorando i dettagli della natura, i segni e i solchi delle terre. Il paesaggio, dipinto per frammenti, è una mappa costruita con equilibri diversificati, rapporti instabili che l’artista coglie nella trama di stratificazioni materiche. L’esposizione documenta infine in modo ampio e articolato la stagione più recente (2010-2018) in cui Pericoli ha individuato nuove profondità del paesaggio, con continui rinnovamenti dell’esperienza pittorica.

«Significativa – viene ancora sottolineato – è la sala che apre il percorso della mostra, dedicata alle opere che traggono origine dagli sconvolgimenti paesaggistici dovuti agli eventi sismici: forme dissestate, movimenti tellurici del segno e del colore, con immagini restituite in tutta la loro drammatica fragilità».

La realizzazione dell’evento è resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli che, da sempre attenta alle tematiche del terzo settore ed allo sviluppo economico del territorio attraverso l’arte e la cultura, ed avendo particolarmente a cuore il percorso e le opere del maestro Tullio Pericoli, con determinante volontà ha fatto tutto quanto possibile per dare vita all’iniziativa e sostenerla finanziariamente. La mostra è accompagnata da un catalogo edito dalle Edizioni Quodlibet.

 

 


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