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Uffici speciali deserti e senza tecnici,
la ricostruzione resta un miraggio

ASCOLI - Anche l'Usr che si trova nella palazzina del Piceno Consind nella zona industriale è fermo aspettando la proroga dei contratti del personale assunto a tempo determinato. E intanto scoppia la bagarre politica tra Regione, Lega e Forza Italia che si accusano a vicenda
martedì 8 Gennaio 2019 - Ore 16:03
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Uno scorcio dell’Ufficio speciale ricostruzione di Ascoli senza personale al lavoro

Uffici e sedie vuote con le pratiche ferme sulle scrivanie. Se prima la ricostruzione andava piano, ora…è proprio ferma. Anche all’Ufficio speciale di Ascoli (Usr), che si trova al secondo piano della palazzina del Piceno Consind. Al lavoro è rimasto solo una sparuta pattuglia di dipendenti regionali trasferiti all’Usr, mentre tutti i tecnici (63) assunti a tempo dalle varie società parastatali (Invitalia e Fintecna) aspettano la proroga dei contratti. E a livello politico è scoppiata la bagarre. L’assessore regionale alla protezione civile, Angelo Sciapichetti (nella foto a sinistra) accusa:«Per mesi -dice- abbiamo chiesto il rinnovo dei contratti, è stato tutto demandato alla Finanziaria che ci aspettavamo fosse prima di Natale quando invece l’approvazione è arrivata il 30 dicembre. Tutto ciò ha reso impossibile la prosecuzione automatica delle convezioni e dei rapporti di lavoro in essere, comportando conseguentemente l’assenza al lavoro di 113 dipendenti (5 di questi rinunciatari pubblici) negli Uffici speciali per la ricostruzione». In ballo c’è anche il rinnovo di altri 41 interinali da parte della Regione che dovrebbero tornare in servizio il 14 gennaio a seguito di un gara europea condotta dal governo regionale.

A Sciapichetti però risponde altrettanto duramente il senatore leghista Paolo Arrigoni (nella foto a destra), responsabile marchigiano del partito di Salvini. «L’assessore regionale Sciapichetti -dice Arrigoni- ci accusa di mancata tempestività sulle convenzioni del personale che lavora per il terremoto il che rallenterà la ricostruzione? Difficile che i cittadini notino la differenza visto che in due anni la regione Marche ha evaso solo il 2% delle pratiche. Sciapichetti lo ignora o ha voglia di emulare il suo presidente Ceriscioli? La sua uscita fa il paio con la gaffe sulla mancanza della norma sulle macerie che non era stato in grado di leggere nella legge di bilancio. Pretendeva dal Governo attuale quella bacchetta magica che non basterebbe per  rimediare a due anni di nulla targati pd e conditi da ripartizione di poltrone e risorse – chiosa Arrigoni – Perché non ammette che, nonostante il Governo fosse alle prese con il rischio di procedura di infrazione da parte dell’Europa, ha investito ingenti risorse sul terremoto e rinnovato i contratti in deroga al decreto dignità per garantire servizi ed evitare perdita di know how?Come promesso abbiamo puntato a garantire la ricostruzione anche dal punto di vista della gestione – aggiunge Arrigoni – Sono stati prorogati fino al 2020 la struttura del Commissario, gli Uffici Speciali regionali ed i 700 tecnici con contratto a tempo determinato che si occupano delle pratiche della ricostruzione privata e pubblica presso i comuni del cratere. Sciapichetti ci dimostri che tutto questo è inutile a fronte di poche decine di unità per le quali si perfezionerà a giorni la proroga». Infine le bacchettate a Regione e governo da parte di Forza Italia tramite il senatore Andrea Cangini (nella foto a sinistra), il commissario regionale Marcello Fiori e il capogruppo Jessica Marcozzi. «E’ doloroso -affermano- rimarcare le lacune e il pressappochismo di Governo e Regione quando pesano come macigni sulle spalle dei nostri concittadini terremotati. Ma purtroppo lo avevamo detto, avevamo lanciato l’allarme. I tempi di approvazione della Finanziaria hanno impedito la fondamentale prosecuzione di rapporti di lavoro per 113 dipendenti negli Uffici speciali per la ricostruzione (ne restano dunque operativi solo 75), una ricostruzione mai partita veramente anche a causa della sonnolenza della Regione. E ora ci troviamo costretti ad affrontare il rischio paralisi. Il Governo non solo ha inserito nella Finanziaria poco o nulla per i terremotati delle Marche ma con il ritardo nella sua approvazione è riuscito addirittura a ingessare ancor di più una ricostruzione paralizzata dalla burocrazia e dalla miopia politica della Regione. Da mesi chiediamo la proroga dei contratti per evitare quello che, invece, oggi è accaduto. Una situazione di totale tracollo gestionale e di assoluto fallimento politico. Le Marche meritano altro, meritano di meglio».


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