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Decreto sicurezza, Castelli:
«Ceriscioli sbaglia
ad impugnarlo alla Consulta»

ASCOLI - «L’articolo 13 in sostanza, Leoluca Orlando e Luca Ceriscioli non me ne vogliano, non compromette le protezioni sociali, scolastiche e sanitarie riconosciute in favore dei richiedenti asilo ai quali sono comunque assicurate, nei presidi pubblici e privati accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorchè continuative, per malattia e infortunio e gli interventi di medicina preventiva»
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Decreto sicurezza, il sindaco Guido Castelli chiede al presidente della Regione, Luca Ceriscioli, di non impugnare il provvedimento del governo. Sin da subito il numero uno di Palazzo Arengo si è schierato a favore del decreto finendo anche sul Tg2 a difenderlo in un confronto con il collega di Palermo, Leoluca Orlando, nettamente contrario alle nuove norme.

Guido Castelli (Foto Andrea Vagnoni)

«Leggo -afferma il primo cittadino ascolano- che anche il Presidente delle Marche starebbe pensando di ricorre alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza varato dal Governo. È un suo diritto. Studi bene tuttavia perché, almeno a leggere le sue dichiarazioni, il Governatore ( che è pure assessore alla sanità) evoca concetti e principi che poco, o punto, hanno a che fare con le novità introdotte dal decreto sicurezza. Mi riferisco all’assistenza sanitaria per tutti i richiedenti asilo che, con buona pace di Ceriscioli, è già assicurata dalla legge e non viene minimamente scalfita dall’art.13 del decreto sicurezza.

La norma infatti si limita a stabilire che il permesso di soggiorno per richiedente asilo non comporta automaticamente l’assegnazione della residenza. Si tratta di una regola di buonsenso che, tra l’altro, consente di evitare il caos che si era creato negli uffici anagrafe dei comuni italiani a seguito di una regola introdotta nel 2015 che imponeva un aggiornamento costante delle liste anagrafiche imposto dai continui spostamenti dei richiedenti asilo». Castelli spiega nel dettaglio il motivo.

Luca Ceriscioli

«L’articolo 13 in sostanza -prosegue il sindaco-, Leoluca Orlando e Luca Ceriscioli non me ne vogliano, non compromette le protezioni sociali, scolastiche e sanitarie riconosciute in favore dei richiedenti asilo ai quali sono comunque assicurate, nei presidi pubblici e privati accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia e infortunio e gli interventi di medicina preventiva. La residenza, a ben vedere, rileva solo ai fini della concessione di contributi economici, della patente e dell’assegnazione delle case popolari ma mi rifiuto di pensare che Ceriscioli voglia mettere sullo stesso piano, ai fini degli alloggi sociali (se e quando ne costruirà qualcuno), i clandestini con coloro che, italiani o stranieri regolarmente residenti, hanno il diritto di soggiornare legittimamente nel nostro paese. Mi rifiuto di pensarlo -conclude- ma ormai il Governatore ci abituato alle sorprese più amare e, tra queste, potrebbe esserci l’attivazione di un contenzioso tra regione e Stato rispetto ad una legge che finalmente va nel senso di governare l’immigrazione e non di subirla come fosse una condizione ineluttabile».


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