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L’Ascoli sfiora più volte il colpaccio,
ma alla fine si accontenta dello 0-0
A Cosenza partita giocata
su un campo di patate

SERIE B - I bianconeri sfiorano il gol tre volte nel primo tempo con Frattesi, Cavion e Valentini, sempre su azioni nate da calci piazzati di Ninkovic. Ad inizio ripresa Bacci si supera e dice di no all'incornata di Baclet, quindi sale di nuovo in cattedra il Picchio che va vicino al vantaggio con Frattesi e Rosseti. Nel finale riaffiora il ricordo della beffa di Venezia, e allora Vivarini si tutela con la difesa a cinque
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I 107 tifosi dell’Ascoli che hanno seguito la squadra al “San Vito-Marulla” di Cosenza

di Andrea Ferretti

Sul campo di Cosenza, in queste condizioni decisamente destinato alla produzione di patate, finisce in parità. Ma ai punti l’Ascoli meritava qualcosa di più. Partita tutta grinta e corsa, e alla fine vanno premiati tutti per essere usciti indenni da un campo di calcio dove si disputano partite di Serie B e non tornei amatoriali. La partita si è giocata, ma non tutti erano convinti che questo accadesse soprattutto dopo che ci si è resi conto delle condizioni in cui versava il “San Vito-Marulla”. Le occasioni migliori l’Ascoli le ha avute nel primo tempo, con Frattesi, Cavion e Valentini, tutti sugli sviluppi di calci piazzati battuti da Ninkovic. Nella ripresa la prodezza di Bacci, ma ad andare vicini al gol sono poi di nuovo i bianconeri con Frattesi e Rosseti.

Nell’Ascoli Vivarini tiene in panchina Padella e il problema della difesa lo risolve con Valentini titolare al centro e Cavion arretrato sulla fascia sinistra a fare il vice D’Elia. A centrocampo, con Addae squalificato, in linea con Troiano ci sono Frattesi e Casarini. In attacco, come era prevedibile, Ngombo è preferito a Rosseti per far coppia con Beretta. Nel Cosenza Braglia fa partire titolare Baclet al quale sono bastati due stagioni e 19 gol in C per essere considerato dai tifosi come Gigi Riva ai tempi del Cagliari o Totti nella Roma. Il sacrificato è Maniero, uno degli ex della sfida, che siede in panchina con Perez, un altro ex. Il terzo ex bianconero sta in  campo, è Legittimo che ad Ascoli non ricorda nessuno. Sia Braglia che Vivarini sono comunque in emergenza, tanto che in panchina portano entrambi meno riserve del previsto.

Il capo di patate, alias “San Vito-Marulla” di Cosenza: la partita si è giocata in queste condizioni

Al 9′ Ascoli vicinissimo al gol. Calcio piazzato di Ninkovic da fuori area, lo spiovente tagliato attraversa tutta l’area di porta e sul secondo palo arriva Frattesi che impatta col pallone ma con convinzione zero: Perina, lo scorso anno portiere della Samb, ringrazia. La risposta del Cosenza dopo quattro minuti: al 13′ nella staffilata di Mungo da 25 metri che trova i pugni di un reattivo Bacci. Al 25′ Beretta raggiunge il pallone vicino alla linea di fondo e serve indietro Ninkovic che arriva in ritardo altrimenti sarebbe stato un rigore in movimento: l’azione sfuma. Ascoli due volte a un passo dal vantaggio nel finale di tempo. Doppia fiammata sugli sviluppi di due calci piazzati. Ninkovic (e chi sennò?) applica il contagiri sul piede destro e, seguendo uno schema preparato in allenamento, fa spiovere la palla entrambe le volte sul secondo palo. Al 40′ trova il destro di Cavion appostato a meno di due metri dalla linea di porta: deviazione (con la mano) di D’Orazio e poi quella decisiva di Perina. Al 42′ è Valentini a saltare più in alto di tutti: Perina stavolta è battuto e sarebbe gol, ma Corsi salva sulla linea.

La ripresa si apre con un’altra aria. E al 4′ Baclet approfitta dell’errato piazzamento di Brosco e Valentini e devia di testa a botta sicura un traversone dalla destra su cui Bacci si oppone con riflessi da campione dimostrando come il ruolo che gli era stato rotagliato di terzo portiere è stato frutto di una scelta approssimativa. La porta è la stessa di Perina del primo tempo: una porta fortunata. Che Bacci sia in giornata lo dimostra al 9′ quando esce con tempestività sull’affondo di Tutino. Al 13′ Frattesi apre il piattone destro sul centro di Cavion. La conclusione è di quelle a botta sicura e la deviazione di Dermaku diventa decisiva. L’Ascoli capisce che può segnaare e Frattesi ci riprova al 15′, stavolta col sinistro: il tiro è velenoso ma debole. Vivarini getta nella mischia prima Rosseti al posto di Ngombo e poi è la volta di Baldini, che torna in campo dopo molto tempo, per Frattesi. Al 39′ Beretta (autore di un’altra gara in cui non è risparmiato creando spazi e assist per i compagni) serve Rosseti al limite, il destro finisce fuori ma fa venire i brividi ai calabresi. Al 42′ potrebbe esserci un rigore per una trattenuta di Legittimo in area su Rosseti. L’arbitro lascia correre, e sul ribaltamento di fronte, Brosco ci mette il corpo per respingere il tiro di Tutino che avrebbe potuto far male. Ma sarebbe stata una veffa atroce. Vivarini non vuol fare la fine di Venezia e chiude con la difesa a cinque inserendo Padella e richiamando Ninkovic. Un punto ciascuno. Su un campo di patate meglio di così non si poteva fare.

Il portiere Bacci, uno dei migliori (Foto Edo)

COSENZA (3-5-2): Perina; Idda, Dermaku, Legittimo; Corsi, Mungo (26’st Garritano), Palmiero, Bruccini, D’Orazio (19’st Baez); Tutino, Baclet (19’st Maniero). A disposizione: Cerofolini, Saracco, Pascali, Schetino, Perez. Allenatore: Braglia.

ASCOLI (4-3-1-2): Bacci; Laverone, Brosco, Valentini, Cavion; Frattesi (39’st Baldini), Troiano, Casarini; Ninkovic (43’st Padella); Ngombo (25’st Rosseti), Beretta. A disposizione: Lanni, Scevola, Quaranta, Kupisz, Carpani, Sarli. Allenatore: Vivarini.

Arbitro: Abbattista di Molfetta (assistenti di Affatato Verbano-Cusio-Ossola e Marchi di Bologna, quarto ufficiale Pascarella).

Note: spettatori circa 6.000 di cui 107 provenienti da Ascoli. Al 31’st allontanato dalla panchina il ds del Cosenza, Trinchera. Ammoniti Baclet (C), Legittimo (C) e Corsi (C) tutti per gioco falloso. Angoli 6-3 per il Cosenza. Recupero 0’+4′.


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