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«No al centro di ricerca a Capodipiano»
Salvi: «Opposizione basata su inesattezze»
(Foto e video)

SISMA - Il QuakeLab Center dovrebbe vedere la luce nella frazione di Venarotta per un costo di 22 milioni di euro. Contrarietà dei ricercatori di Emidio di Treviri e del comitato del Ceresa, che lanciano una raccolta firme: «Opera inutile in un ambiente vergine, va ripensata in zone predisposte». Il sindaco: «Aiuterà i territori a comprendere i fenomeni sismici»
Un estratto dal dibattito sul progetto del QuakeLab Center Vettore

di Luca Capponi

(foto e video di Andrea Vagnoni)

E’ scontro sul progetto del QuakeLab Center Vettore, centro di ricerca sui terremoti che progetto vuole nasca nel comune di Venarotta (frazione Capodipiano), per un costo che si aggira sui 22 milioni di euro di fondi europei. E’ scontro perché c’è chi si oppone fortemente all’idea, tra cui i ricercatori del gruppo Emidio di Treviri e il comitato per l’Ecomuseo del Monte Ceresa, e chi invece vede l’opera di buon occhio, come lo stesso Comune di Venarotta e i membri dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione (Acquasanta, Appignano, Palmiano, Roccafluvione, Arquata, Montegallo, Castignano).

Davide Olori

Praticamente opposte le tesi. I contrari, a cui va dato atto di avere organizzato un partecipato incontro sul tema lo scorso venerdì 19 gennaio alla Bottega del Terzo Settore, durante cui non sono mancati confronti anche accesi, parlano chiaramente tramite Davide Olori dell’ecomuseo e sono pronti a lanciare una petizione. «Saremo sempre contrari a un’opera del genere, doppiamente se si tratta di soldi pubblici. La nostra non è una opposizione basata sull’opportunità di realizzare un polo tecnologico, idea che apprezziamo, ma sulla sua localizzazione: Ascoli è la capitale delle fabbriche abbandonate, il solo Piceno Consind possiede 300.000 metri quadrati di zone produttive già attrezzate, perché questa grande struttura va realizzata proprio a Capodipiano, in una zona vergine a 25 minuti di curve dalla stazione dei treni più vicina? Abbiamo bisogno di altro cemento o si possono adattare strutture già esistenti costruendo sul costruito? Perchè la cittadinanza non è mai stata ascoltata sulla questione? Non è questa l’idea di rilancio delle zone interne che abbiamo in mente»

Il Monte Ascensione

Secondo i ricercatori di Emidio di Treviri il laboratorio consisterebbe, tra le altre cose, in un edificato di 15.000 metri cubi (con altezze anche di 19 metri), sale multimediali, autostazione e una pista atterraggio per elicotteri.
Anche quest’ultima tesi, però, viene contestata in particolare dal sindaco di Venarotta Fabio Salvi. «Nei rilievi che vengono presentati ci sono tantissime inesattezze, ad esempio sul costo: sui 22 milioni di euro ben 17 andranno a coprire quelli per le apparecchiature tecnologiche, il resto per la struttura. Non stiamo parlando di un edificio megagalattico ma di un mero contenitore, la pista di atterraggio è un solo una piazzola per l’eliambulanza, 19 metri è l’altezza della pedana di vibrazione. Abbiamo organizzato -continua il sindaco- doversi focus group per rendere tutti partecipi, questo è un progetto che nasce in una zona già industrializzata di proprietà del Consind non è vero che si tratta di un terreno vergine. Ci tengo a precisare che il progetto è avallato anche delle università (Unicam e Politecnica); non dimentichiamo che il nostro territorio storicamente subisce il terremoto da sempre e che una struttura del genere può aumentare prevenzione, conoscenza e comprensione del fenomeno. Non ci vediamo nulla di contrastante con la strategia di rilancio, parlare di curve e distanza serve solo a isolarci, pensare di fare tutto ad Ascoli e in vallata del Tronto è sbagliato».

Il sindaco di Venarotta Fabio Salvi

All’incontro presso la Bottega del Terzo Settore, intitolato “Dopo il terremoto il cemento”, hanno partecipato in tanti. Presenti il presidente dell’Unione Montana Giuseppe Amici, il vicesindaco di Acquasanta Luigi Capriotti con l’assessore Elisa Ionni. Tra gli uditori pure il presidente della Provincia Sergio Fabiani e il presidente del consiglio comunale di Ascoli Marco Fioravanti. Nelle vesti di relatori Francesca Pulcini (segretaria regionale di Legambiente), l’urbanista Paolo Berdini e il presidente di Federtrek Paolo Piacentini. Quest’ultimo ha ribadito che «in un paese serio questa procedura sarebbe stata sottoposta alla Valutazione Ambientale Strategica, se vogliamo far risorgere le comunità dobbiamo capire da che parte andare: che senso ha posizionare una fabbrica lungo il percorso del Cammino Francescano Ascoli-Assisi?».
Diversi i momenti concitati, per un dibattito-fiume andato avanti per oltre due ore. Di sicuro c’è che dell’argomento si continuerà ancora a parlare, e molto.

 

 

 

Al centro Paolo Berdini

Giuseppe Amici, presidente Unione Montana del Tronto e Valfluvione

Il vicesindaco di Acquasanta Luigi Capriotti

Elisa Ionni

Francesca Pulcini


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