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Ciciretti: «Chi si era dimenticato di me
dovrà ricredersi». Chajia: «Sono pronto»

SERIE B - La vigilia di Ascoli-Perugia coincide con la presentazione dei due nuovi bianconeri, pronti a scendere in campo. Il ds Tesoro: «E' un giorno bello per la città e per i tifosi, abbiamo portato ad Ascoli un giocatore che sembrava impensabile. Ma dobbiamo restare con i piedi per terra»

Il diesse Tesoro tra Ciciretti e Chajia nella sede di Corso Vittorio (Foto Edo)

di Andrea Ferretti

«Se sarò stato utile al progetto dell’Ascoli, che ho sposato subito, non appena ho parlato con il direttore sportivo Tesoro, lo potremo dire a maggio. Quello che valgo lo devo dimostrare sul campo e, a parte quello di tutta la squadra di cui ora faccio parte, il mio obiettivo personale è far ricredere tutti coloro che in questi ultimi tempi si sono dimenticati di me».

Amato Ciciretti, 25 anni, il colpo del mercato dell’Ascoli ma forse anche di tutta la B, si toglie qualche sassolino dalle scarpe e ha le idee chiare. Parla alla vigilia del match col Perugia che segnerà il suo esordio in maglia bianconera. Lo fa proprio nei minuti in cui da Napoli arriva la notizia dell’ufficialità del suo trasferimento – a comunicarlo, durante la conferenza stampa di presentazione, è il direttore generale Gianni Lovato – seduto tra il direttore sportivo Tesoro, che ha chiuso l’operazione con il Parma e il Napoli proprietario del cartellino dell’attaccante romano, e l’altro nuovo volto bianconero Moutir Chajia.

Ciciretti con il ds Tesoro: avrà la maglia numero 20 (Foto Edo)

«Ho scelto Ascoli perchè ho bisogno di sentire fiducia intorno a me, del calore della gente, e so che qui non mancherà. Con il ds Tesoro c’è stata subito sintonia, ho già conosciuto i compagni e parlato con il mister». Ciciretti fa subito chiarezza sul suo ruolo. «Negli ultimi anni ho giocato quasi sempre da esterno, ma in passato ho fatto anche la punta, e da ragazzino addirittura giocavo come regista. Preferisco stare più vicino alla porta, ma sarà il mister ad aiutarmi e decidere come impiegarmi».

Ciciretti si cala subito nel clima partita. Non potrebbe essre altrimenti a poche ore dalla sfida del “Del Duca” con il Perugia. «Non sarà una partita semplice, giocheremo contro una buona squadra – dice Ciciretti che parla già come un bianconero di vecchia data – ma noi siamo l’Ascoli e sarà il Perugia a doversi preoccupare di noi».

Poi racconta le ultime due annate, iniziate nel Napoli prima dei due mezzi campionati in prestito a Parma. Il primo concluso con una promozione in A, poi 6 presenze nel girone di andata di quello in corso. «Ho avuto qualche infortunio – spiega – e questo non ha facilitato il mio inserimento. Ma mi assumo le mie responsabilità perchè qualcosa ho evidentemente sbagliato anche io. Mio padre, che mi ha sempre seguito anche quando non giocavo, ogni volta mi dice: lascia stare e vieni a lavorare con me. Adesso mi sono avvicinato alla mia città e lui, da Roma, farà ancora prima per venire ad Ascoli».

Amato Ciciretti e Moutir Chajia (Foto Edo)

Ciciretti è carico, Chajia pure. Ecco spiegato il motivo della grande soddisfazione di Tesoro. «Oggi è un giorno bello per la città e per i tifosi – dice il diesse bianconero – perchè abbiamo portato ad Ascoli un giocatore che sembrava impensabile. E’ motivo di orgoglio perchè con Ciciretti facciamo un salto di qualità, e di Chajia sentiremo parlare… Ringrazio la scietà e la proprietà che hanno sostenuto questo grande sacrificio mettendomi nelle condizioni di lavorare al meglio».

Il “colpo” Ciciretti toglie la maschera all’Ascoli, che ora gli addetti ai lavori battezzano come una squadra che non punta solo alla salvezza. Ma Tesoro fa gli scongiuri: «Non sarò mai sereno finchè non raggiungereno i 41 punti che ci assicurano la salvezza. Nessun proclama, anche se il pensiero è sempre positivo. Siamo felici ma con i piedi rigorosamente a terra. Abbiamo aggiunto tasselli di qualitò a un gruppo che nel girone di andata ci ha comunque dato delle soddisfazioni».

Se una buona metà del mercato in entrata è da considerarsi roba fatta, resta quello in uscita. Finora De Santis all’Entella, Parlati al Bisceglie, Mignanelli alla Viterbese e Kupisz al Livorno. Tesoro: «Andrà via chi, come ad esempio Carpani, vuole giustamente più spazio e quindi una squadra dove poter giocare con maggiore contiunuità. Zebli tornerà alla sua società belga (il Genk, ndr) dove potrà curarsi e riprendersi dal grave infortunio (distacco della retina, ndr), Coly e Valeau della Roma restano anche se il primo ha avuto una ricaduta dopo l’infortunio al mesico dello scorso anno. Ingrosso? A Pisa ha giocato fino alla fine, playoff compresi, poi ha avuto un infortunio al piede che è stato sottovalutato, o meglio c’è stata una diagnosi non corretta, ma ora sta recuperando e si sta allenando con il gruppo».

Ciciretti, Tesoro e Chajia (Foto Edo)

E veniamo al capitolo portiere, un tormentone che va avanti da tempo. «Con l’Empoli siamo in dirittura d’arrivo per uno scambio definitivo tra Perucchini e Fulignati. Abbiamo molta fiducia in Lanni e Bacci, ma non possiamo permetterci cinque portieri. Con Milkinkovic-Savic il discorso resta aperto, ma a volte ci vogliono gli stessi obiettivi e gli incastri giusti per chiudere una trattativa, e gli incastri giusti in questo caso non li abbiamo ancora trovati. Abbiamo fatto un tehtativo con la Spal (la squadra dove ha giocato Milinkovic-Savic in prestito dal Torino) per uno scambio con Perucchini, ma non è stato possibile».

Il discorso scivola poi sul terzino destro, la pedina che nella rosa bianconera andrebbe a prendere il posto di Kupisz. «Sto chiudendo per Andreoni del Vicenza. Se posso, lo prendo sicuramente, e se qualcuno lo criticherà è in errore. Andreoni è un esempio. Nel 2015 si prevedeva per lui una brillante carriera in A, poi ha commesso una ingenuità usando dei prodotti acquistati su internet. Aveva avuto rassicurazioni, ma invece il sogno si è trasformato in un incubo. Squalificato per doping, è stato abbandonato da tutti, e per due anni ha lavorato come magazziniere allenandosi con una squdara di Prima Categoria senza giocare mai. Poi ha ricominciato in C con un contratto al minimo federale rivelandosi subito il mgliore del campionato nel suo ruolo. Cos’altro aggiungere? A centrocampo? Se c’è l’opprtunità per migliorare chiuderemo qualche discorso aperto. Ganz al Carpi? Solo un interessamento. Ngombo? C’è la possibilità che vada all’estero. I rinnovi? Ora pensiamo al mercato, il discorso contratti lo affronteremo a febbraio».

Il ds Tesoro con Chajia (Foto Edo)

Poi è la volta di Moutir Chajia, 20 anni, belga di origini marocchine che negli ultimi sei mesi è stato nell’Estoril nella Serie B portoghese senza giocare mai. In Portogallo è arrivato dal Novara, e Tesoro rivela che l’Ascoli l’aveva già trattato la scorsa estate. «Per averlo ci venne chiesto un milione di euro, poi sembrava che andasse al Genoa che ce lo avrebbe girato in prestito, ma alla fine non se ne fece niente. Ora eccolo qua». Il ragazzo è timido, ma anche sicuro di sè. Con  l’Ascoli ha firmato un contratto fino al 2021, cioè due anni e mezzo. «Ho chiesto al mio agente di tornare a giocare in Italia e ora sono molto felice di ricominciare qui ad Ascoli» dice il trequartista che fa subito la sua scheda tecnica: «Mi piace il dribbling, sono veloce con la palla. Ho tanti compagni bravi, ma io voglio giocarmi le mie possibilità perchè anche io ho delle qualità».

Conosce Casarini con cui ha giocato a Novara. Ma anche Ciciretti al “Picchio Village” ha ritrovato Padella insieme al quale a Benevento ha ottenuto la doppia storica promozione dalla C alla A. Ciciretti da quelle parti è una sorta di mostro sacro. Dopo i gol in C e in B, fu sua anche la prima storica rete del Benevento in A contro la Sampdoria e fu sempre lui a segnare alla Juventus a Torino. Quel giorno su di lui si posarono, definitivamente, le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori, tanto che l’ex CT Ventura lo convocò anche per uno stage con la Nazionale maggiore. Ora ricomincia da Ascoli. A Chajia, infine, qualcuno chiede a chi si ispira. Il ragazzo  fa due nomi, Hazard e Neymar. Chi è che a 20 anni non li farebbe?


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