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Ticchiarelli, lo scienziato
ascolano a Cambridge
che deve tutto (o quasi)
all’Ulpiani e all’Italia

ASCOLI - Il biologo ascolano a 27 anni ha già pubblicato un articolo su Nature. Il ringraziamento ai docenti ascolani dell'Istituto Agrario e a quelli della Sant'Anna di Pisa: «In pochissimi altri paesi avrei potuto ricevere cosi tanto senza dover contrarre un centesimo di debito. In definitiva penso sia molto importante spostarsi, esporsi a culture diverse e nuove sfide. Ma non penso vivere all’estero sia di per sé tanto importante quanto trovare mentori che credano in te e mettano il tuo sviluppo personale al primo posto»
giovedì 31 Gennaio 2019 - Ore 14:25
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Fabrizio Ticchiarelli a Cambridge (foto Slcu per concessione di Fabrizio Ticchiarelli)

di Renato Pierantozzi

Dall’Istituto Agrario “Celso Ulpiani” di Ascoli all’Università di Cambridge passando per la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. A 27 anni c’è un biologo ascolano che è già finito come autore su Nature e di conseguenza nel gotha del panorama scientifico internazionale. Si chiama Fabrizio Ticchiarelli e sin da giovane studente prometteva “bene”. Al punto che nel 2010 si classifica primo al concorso nazionale tra studenti degli Istituti Agrari italiani nella sfida svoltasi all’itas “Bocchialini” di Parma. Con il diploma in tasca, Ticchiarelli si iscrive all’università portando dietro di sé il bagaglio di competenze acquisite all’Ulpiani, una delle scuole di riferimento nel panorama degli istituti agrari italiani oggi diretta dalla dirigente Maria Luisa Bachetti. Proprio la formazione acquisita ad Ascoli è stata una delle “carte vincenti” di Ticchiarelli come ha dichiarato in una recente intervista al Fatto Quotidiano. «Sono sempre stato affascinato dalla biologia vegetale -racconta Ticchiarelli– perciò quando si è trattato di scegliere le scuole superiori ho deciso di iscrivermi all’istituto tecnico agrario Celso Ulpiani. È iniziato tutto da lì.

L’Istituto “Celso Ulpiani”

E devo molto ai miei genitori. Altri nei loro panni mi avrebbero costretto a frequentare una scuola percepita come più convenzionale. Per fortuna non sono stati così miopi». Poi la “seconda svolta”: l’iscrizione alla Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa, altra fucina di talenti tricolori. «Non ero neanche sicuro di voler andare all’università. ed e’ stato il corpo docenti a convincermi. In particolare, l’insegnante di chimica, Leonardo Seghetti, e la docente di Estimo, Mirella Catalucci, mi hanno spronato a fare domanda a istituti prestigiosi: devo loro moltissimo per essere stati cosi positivi ed aver creduto in me fin da sempre. Il ricordo di quegli anni è una perpetua alternanza fra lezioni, biblioteca e laboratorio, perché alla Sant’Anna la pressione è altissima. Però essere circondato da persone piene di entusiasmo ed estremamente competenti mi ha arricchito molto». Il biologo ascolano tiene specialmente a sottolineare il ruolo dei mentori universitari: «Il rettore del Sant’Anna, Pierdomenico Perata -dice- e il professore di fisiologia vegetale, Francesco Licausi, sono stati il mio punto di riferimento. Persone grandiose, sempre pronte a tirare fuori il meglio di me. Non mi troverei qui senza il loro supporto». Da Pisa poi il terzo “volo”. Questa volta in Europa, prima a Postdam in Germania per un periodo di lavoro al Max Planck Institute of Molecular Plant Physiology e, alla fine della laurea specialistica, 6 mesi al Sainsbury Laboratory dell’università di Cambridge. Dove Ticchiarelli decide di “fermarsi” per il dottorato in uno degli atenei più prestigiosi del mondo. Infine, a soli 27 anni, l’articolo su Nature, un traguardo ambito e sognato da molti scienziati. «L’articolo -spiega sempre Ticchiarelli- è frutto della collaborazione fra il gruppo del mio istituto, diretto dalla professoressa Ottoline Leyser, e il gruppo del professor Ning Zheng dell’università di Washington. Riguarda un ormone vegetale, lo strigolattone, che gioca un ruolo sia nella colonizzazione degli ambienti terrestri da parte delle piante, sia nella transizione delle gemme ascellari dallo stato dormiente a quello attivo, e quindi nella crescita dei rami. Si pensi all’impatto paesaggistico che ha l’architettura assunta da una pianta a piena maturità. Dal numero dei rami, poi, dipende anche il numero di fiori e frutti prodotti da una pianta. Cioè la produzione di cibo, nel caso della maggior parte di specie coltivate». Infine l’esperienza di italiano all’estero. «Sono -conclude Ticchiarelli- molto in debito con il sistema educativo italiano sia da un punto di vista educativo che finanziario. In pochissimi altri paesi avrei ricevuto cosi tanto senza dover contrarre un centesimo di debito. In definitiva penso sia molto importante spostarsi, esporsi a culture diverse e nuove sfide. Ma non penso vivere all’estero sia di per sé tanto importante quanto trovare mentori che credano in te e mettano il tuo sviluppo personale al primo posto»


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