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Centro mondiale per la lotta al terremoto,
Venarotta si candida con “QuakeLab”

ASCOLI - Lunedì alle ore 17 tavola rotonda all'Unione montana del Tronto e Valfluvione. Una Fondazione per la gestione. Contatti con il Gruppo Costa che gestisce l'Acquario di Genova. Scienza, didattica e turismo per creare sviluppo. In campo quattro Università

Giuseppe Amici e Marianna Perotti

di Franco De Marco

La scheda progettuale, già recepita dalla Regione, prevede un investimento di oltre 20 milioni di euro, 15 dei quali solo per le tecnologie.  L’ipotesi minima di personale da mettere subito al lavoro – con possibilità di notevole ampliamento – è di 24 figure, 20 delle quali altamente qualificate. Ecco in estrema sintesi i numeri del progetto “QuakeLab Center Vettore”, sede nell’area industriale di Venarotta, che dopo la prima fase preliminare passa alla seconda di definitivo decollo.

La piccola Venarotta si candida a diventare un punto di riferimento, un simbolo, della lotta scientifica al terremoto. Il luogo dove si studia il fenomeno e come lo si combatte, con ricerca soprattutto sui materiali edili, senza esserne terrorizzati. Come a Los Angeles per fare un esempio. “QuakedLab Center Vettore” prevede la realizzazione di un laboratorio tecnologico e scientifico per la ricerca, la didattica e la divulgazione delle tematiche inerenti i fenomeni sismici. In particolare sono previsti laboratori per le prove fisiche, strutturali, dei simulatori anche virtuali e piattaforme tecnologiche per la gestione dei big data.  Sarebbe per la tecnofisica uno dei tre centri di ricerca al mondo. Più un centro di documentazione permanente sulle tematiche sismiche. Lunedì prossimo, in una tavola rotonda nella sede dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione (inizio alle ore 17,30) con tutti i soggetti coinvolti, prima di tutti le quattro Università delle Marche, con invito naturalmente anchea sindaci,  parlamentari marchigiani, consiglieri e Giunta della Regione, saranno approfonditi tutti gli aspetti del progetto e si dovrebbe anche arrivare a gettare le basi della Fondazione per la gestione. E’ un progetto di carattere scientifico e didattico, in grande, in grandissimo. Internazionale. Pensato per catturare i fondi europei e non  (che ci sono ma che spesso nella nostra regione rimangono inutilizzati).

Emidio Albanesi e il geologo Giovanni Mancini

«Dopo la ratifica della proposta di masterplan “Patto per la ricostruzione e lo sviluppo”, predisposto dall’Istao e deliberato dalla giunta e dal Consiglio regionale nello scorso dicembre – sottolinea Giuseppe Amici, sindaco di Venarotta e presidente dell’Unione Montana – insieme alla Camera di commercio delle Marche, presidente Gino Sabatini, riteniamo opportuno avviare questa seconda fase di partecipazione e informazione delle comunità del nostro territorio ma più in generale di tutti gli stakeholders». «Il progetto – continua  Amici – ha una dimensione inusuale ma riteniamo che la nostra economia, la nostra società civile, possano riprendersi e prosperare maturando una nuova consapevolezza di dover convivere con la presenza dei fenomeni sismici e quindi sapere cosa fare e cosa non fare per tenere in sicurezza tutte le persone e le cose».

Marianna Perotti, vice sindaco di Venarotta, forse per controbattere a polemiche ritenute fuorvianti, afferma: «L’edificio che sarà costruito, nell’area industriale di Venarotta, non andrà a sconvolgere il territorio. Non è possibile utilizzare capannoni già esistenti perché il QuakeLab ha bisogno di tecnologie che devono inserirsi prima della costruzione. Lo riteniamo un luogo consono in un’area la più vicina al cratere» dice Emidio Albanesi, tra i principali fautori dell’iniziativa, sottolinea altri importanti aspetti tecnici oltre al risultato, già molto importante, di aver coinvolto quattro Università e gli Ordini professionali

La tavola rotonda (moderatore il giornalista Mario Paci, ndr)  si occuperà di inquadrare il progetto anche in una logica di nuovo sviluppo oltre di ricostruzione delle zone del terremoto. Dalla periferia dei Sibillini al mondo intero. L’idea, certamente ambiziosa, è formidabile  per non far morire l’area interna dei Sibillini. Tocchiamo ferro e speriamo che cammini velocemente. Con spirito concreto di squadra una volta tanto.

La parola magica del progetto è anche edutainment, ovvero intrattenimento educativo, ovvero una forma di intrattenimento finalizzato sia all’educazione sia al divertimento. Albanesi parla di contatti e ipotesi di collaborazione con il gruppo Costa Edutainment, che sovraintende all’Acquario di Genova, leader nella gestione di strutture pubbliche e private indirizzate alle attività scientifiche, culturali, didattiche, di studio e ricerca scientifica.

«Il progetto in sé, oltre che affrontare la tematica della conoscenza e della ricerca – precisa Amici – considera la divulgazione e la didattica elementi fondamentali quindi li racchiude all’interno di una ipotesi di Science Center in cui scienza e didattica costituiscono un attrattore, anche ai fini turistici, dell’intera area interna dei Sibillini così ricca di beni culturali e ambientali, enogastronomia e tradizioni. Una “fabbrica di risilienza” che con le Università punterà all’offerta di alta formazione e servizi tecnologici di alto livello per infrastrutture complesse come ponti, gallerie, viadotti, dighe ed edifici strategici».

Alla tavola rotonda di lunedì saranno presenti, in quanto parti attive, e molto significative, del progetto, delegati dai rispettivi rettori, Stefano Lenci e Francesco Clementi della Politecnica, Emanuele Tondi dell’Università di Camerino, Mara Cerquetti e Mauro Saracco dell’Università di Macerata e Sonia Arina psicologa dell’Università di Urbino, oltre a Gabriella De Angelis del Cedeus (Cile) e il direttore dell’Istao Giuseppe Sestili. Una volta tanto si ragiona in grande e bene in un campo che, dalla tragedia del terremoto, può portare sviluppo a territori che altrimenti rischiano l’abbandono.


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