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Minacce, sputi e strattoni al casellante,
dipendente della Motorizzazione
finisce a processo

SAN BENEDETTO - Il dipendente pubblico deve rispondere dei reati di minaccia, violenza e interruzione di pubblico servizio per l'episodio di cui è stato protagonista il 30 settembre del 2016
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Il casello dell’A14 di San Benedetto del Tronto

Non voleva pagare il pedaggio autostradale sostenendo che la sua qualifica di dipendente della Motorizzazione gli consentiva un esonero dal balzello così come previsto, tuttavia, soltanto i funzionari. E così un dipendente pubblico è finito a processo per violenza, minacce ed interruzione di pubblico servizio dopo un turbolento episodio accaduto il 30 settembre del 2016 al casello di San Benedetto. La vittima che ha sporto denuncia è un casellante in servizio in quel momento alla stazione di uscita dell’A14. Accusa l’imputato di averlo prima minacciato e poi di avergli sputato addosso e di averlo strattonato. Deve rispondere anche del reato di interruzione di pubblico servizio poiché l’auto era rimasta ferma sulla corsia dell’uscita per circa 15 minuti nonostante la sbarra fosse alzata. A sostegno del casellante ci sono anche le registrazione audio e video di cui è stata chiesta l’acquisizione in sede di presentazione della querela. Il processo si è aperto di fronte al giudice Pietro Merletti del tribunale di Ascoli.


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