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Centrodestra, Fiori (Forza Italia) gelido
sulla candidatura di Antonini (Lega):
«Il sindaco lo esprima Ascoli»

ELEZIONI - Per il coordinatore regionale la decisione non deve essere presa dal tavolo nazionale. Su Piero Celani: «E' solo una disponibilità». Sulla possibile spaccatura della coalizione: «Lavoriamo perché questo non accada né qui né altrove. I risultati dell’Abruzzo dimostrano che se restiamo uniti e credibili vinciamo»
lunedì 11 Febbraio 2019 - Ore 18:46
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Marcello Fiori, coordinatore regionale di Forza Italia

di Franco De Marco e Adriano Cespi

E’ un silenzio “assordante” quello del coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Fiori, sul nome di Andrea Antonini della Lega quale candidato sindaco del centrodestra. Un silenzio che apre dubbi e perplessità. «Il candidato sindaco lo scelga Ascoli, non il tavolo nazionale» sottolinea Fiori. Così come sulla candidatura di Piero Celani, sulla quale il numero uno marchigiano del partito di Berlusconi è stato molto evasivo: «La sua è una disponibilità e come tale sarà valutata». Emerge questo e molto altro ancora dall’intervista rilasciata a Cronache Picene dal coordinatore azzurro tra stato di “salute” della coalizione, candidatura a sindaco, presente e futuro dell’attuale sindaco Guido Castelli.
Fiori, lei ha rivendicato per Forza Italia il candidato sindaco per una questione di continuità e di classe dirigente consolidata. La Lega ha fatto altrettanto per una questione di maggiore forza elettorale. Come andrà a finire?
«Il centrodestra governa Ascoli da venti anni e il fatto che i cittadini abbiano confermato questa coalizione significa che la città è stata ben amministrata. Ed è altrettanto vero che il centrodestra in questi anni ha mutato molto la sua composizione interna (basti pensare che nelle elezioni comunali del 2014 la Lega non ha presentato il suo simbolo) ma ha continuato ad avere la maggioranza dei consensi anche grazie ad un apporto molto significativo di liste civiche espressione del territorio. Dico questo per affermare un principio semplice: esiste in città un sistema di valori, di idee, progetti, di istanze di buona amministrazione che fa naturalmente riferimento ad una cultura politica di centrodestra. I movimenti politici debbono essere in grado di interpretarlo, di volta in volta, senza egoismi ma con lungimiranza e per trovare una sintesi convincente. Con tutte le forze della coalizione e le liste civiche è esattamente questo il lavoro e la responsabilità che ci dobbiamo assumere. Ed è normale che ciascuna forza politica pensi di avere al proprio interno competenze e capacità per guidare la città (sarebbe paradossale il contrario). Abbiamo già iniziato un lavoro di confronto che è in atto anche in questi giorni e troveremo certamente una sintesi».

Piero Celani

Metodo e criteri: quali i punti sui quali Forza Italia chiede convergenza?
«Che la coalizione sia formata da tutti le forze politiche tradizionali del centrodestra (quelle del patto elettorale delle ultime elezioni politiche) e allargata ai movimenti civici che si sono presentati nelle ultime elezioni amministrative, e che si caratterizzi per essere inequivocabilmente alternativa al centrosinistra e al Movimento 5 Stelle. Il candidato sindaco, al di là della sua appartenenza partitica, chiediamo che sia quello che ha maggiori possibilità di raccogliere consensi ed unire la coalizione, con un programma di governo della città che, nella continuità della buona amministrazione di questi ultimi venti anni, affronti con determinazione i temi dello sviluppo economico e del lavoro (creando le condizioni amministrative per favorire investimenti pubblici e privati per l’insediamento di nuove imprese), della gestione dell’emergenza e della ricostruzione post terremoto, del grave ritardo infrastrutturale del territorio, dei servizi sociali (a cominciare dalla tutela della salute) e di sostegno alle famiglie e alla fasce più deboli della popolazione».
Il candidato sindaco di Forza Italia è Piero Celani o ci sono altre ipotesi?
«Forza Italia non ha ancora indicato un nome proprio perché vogliamo un confronto aperto e costruttivo con tutte le forze della coalizione. Quella di Piero Celani, esponente storico e dirigente di valore del nostro movimento politico nel Piceno, è una disponibilità. E come tale sarà valutata purchè sia all’interno di quei criteri che abbiamo indicato: noi siamo e vogliamo convintamente restare dentro il centrodestra ed anzi ne vogliamo allargare i confini coinvolgendo tutte le esperienze della società civile, del mondo delle professioni, delle categorie economiche e del volontariato che vorranno dare un contributo al buon governo di Ascoli».
Se la Lega indicasse Andrea Antonini come candidato sindaco, Forza Italia sarebbe d’accordo? La decisione per il candidato sindaco del centrodestra sarà presa a Roma o ad Ascoli?
«Su come arrivare alla individuazione del candidato sindaco ho già detto e mi auguro che la scelta avvenga ad Ascoli perché questo vorrebbe dire che è stato trovato un accordo senza coinvolgere il tavolo nazionale del centrodestra

Guido Castelli (foto Vagnoni)

C’è rischio di una spaccatura nella coalizione di centrodestra?
«Noi lavoriamo perché questo non accada né ad Ascoli né in nessuna città o regione. I risultati dell’Abruzzo dimostrano con forza un fatto: se il centrodestra è unito, presenta una coalizione un programma e un candidato credibili, vince. Noi siamo perchè questa sia la proposta politica da fare ad Ascoli, nelle Marche, in ogni Regione e per il governo dell’Italia. E’ stato così in Molise, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ed abbiamo ottenuto la maggioranza dei consensi. Anche in Abruzzo tutta l’area di centro della coalizione, guidata da Forza Italia, e che si presenterà unita alle prossime elezioni europee, ha raggiunto un valore prossimo al 15%. E ci auguriamo che la Lega, visti anche i risultati dell’Abruzzo, quanto prima faccia cessare questa innaturale e fallimentare (a nostro parere) esperienza di governo con il Movimento 5 Stelle».
Forza Italia sarebbe disponibile ad accettare un candidato sindaco della Lega in cambio della candidatura a presidente della Regione (leggi Guido Castelli)?
«Non siamo in una sessione di calciomercato. Ed è persino offensivo per i cittadini di Ascoli e della Regione poter semplicemente pensare che esistano “scambi” di questo genere tra partiti. Noi dobbiamo lavorare per costruire la coalizione più ampia e rappresentativa possibile, condividere un programma di crescita e sviluppo di   Ascoli, individuare di comune intesa la persona che sia in grado di rappresentare al meglio la città. E’ quello che abbiamo fatto sinora negli altri Comuni delle Marche: Urbino, Pesaro e Fano dove abbiamo già condiviso il candidato sindaco e continueremo a farlo in tutti i 154 Comuni delle Marche che andranno al voto a maggio 2019. Per le elezioni regionali vale lo stesso metodo e valgono gli stessi principi».

Andrea Antonini della Lega

Nel caso i due schieramenti andassero divisi, poi si potrebbero riunire nel ballottaggio?
«Forza Italia lavora perché la coalizione di centrodestra (allargata ai movimenti civici) sia unita già al primo turno e ci sono tutte le condizioni perché questo accada. Noi siamo per unire e non per dividere».
Come giudica i dieci anni di Amministrazione della Giunta guidata da Guido Castelli?
«Positivamente. Così come giudico positivamente i venti anni di governo della città da parte del centrodestra. Da osservatore esterno (non vivendo ad Ascoli) ma da esperto di enti locali dico che la città è stata ben governata ed ha recuperato posizioni importanti in molte classifiche sulla qualità della vita pur in un momento storico durissimo per i Comuni: dal 2011 ad oggi, i diversi Governi centrali hanno tagliato trasferimenti ai Comuni per oltre 12 miliardi di euro ed attribuito ai sindaci nuove responsabilità e competenze (spesso non accompagnate da risorse adeguate) e trasformandoli in gabellieri per conto dello Stato. Si pensi soltanto alle criticità, create dal pasticcio sulle Province causato dal Governo Renzi, per la manutenzione delle strade e delle scuole. E poi il dramma del terremoto che ha pesato e pesa moltissimo per la città e per tutte le Marche: una pessima gestione dell’emergenza da parte dei governi di centrosinistra che ha lasciato soli i sindaci e le comunità locali. E non si vedono segnali reali di cambio di passo da parte del Governo attuale: nessuna certezza sulla ricostruzione (nelle Marche la ricostruzione a 30 mesi dal sisma è pari all’uno per cento!!), nessuna certezza sui fondi necessari, ancora migliaia di tonnellate di macerie a terra, interi centri storici ancora zona rossa, migliaia di attività produttive chiuse o in grande difficoltà, famiglie costrette a costruire il proprio futuro lontano dalla propria terra».
Cosa vede nel futuro politico di Guido Castelli?
«Guido Castelli sa benissimo da solo cosa fare e come continuare la sua positiva esperienza politica. E’ ancora sindaco, molto apprezzato anche a livello nazionale, ed è anche un dirigente del nostro movimento politico: dopo maggio (quando oltre alle elezioni amministrative si celebreranno anche le elezioni europee) si apriranno nuovi scenari e faremo insieme le opportune valutazioni perché l’esperienza e la competenza acquisita in questi anni sia valorizzata».

Case lesionate dal sisma ad Ascoli

Di che cosa ha bisogno Ascoli per una rinascita?
«Ascoli ha subito come tutte le città delle Marche gli effetti di una crisi economica devastante ulteriormente aggravata dalle conseguenze del terremoto: il tasso di disoccupazione che nel 2010 era 8,8% oggi supera il 14% ed è il dato provinciale più critico di tutta la regione (la media regionale del tasso di disoccupazione è il 10,5%). Ma Ascoli è al terzo posto tra le Province italiane per il tasso di incidenza delle start up. Sono nate inoltre nei primi mesi del 2018 (come segnala la Cna) più imprese di quante ne erano nate l’anno precedente proprio a testimoniare una vitalità e un desiderio di impresa presente sul territorio pur tra enormi difficoltà. Ho elencato questi dati, apparentemente contraddittori, proprio per riaffermare, secondo me, la centralità del tema dell’impresa e del lavoro. Ascoli ha bisogno di questo: ripartire creando le condizioni per fare impresa, attirando sul territorio investimenti e risorse pubbliche e private per un grande progetto di infrastrutture e opere pubbliche che faccia colmare i ritardi di questi anni causati da una Regione e da Governi nazionali che non hanno mai avuto il Piceno come priorità nella loro agenda. Sanità, messa in sicurezza del patrimonio e del territorio, ferrovie, infrastrutture stradali, banda larga, turismo, per indicarne le principali linee direttrici».

Fiori ad Arquata

Si faranno mai i congressi per eleggere gli organismi locali di Forza Italia?
«Assolutamente sì. A fine gennaio si è conclusa la stagione delle adesioni. Stiamo registrando tutti i dati per poi procedere alla organizzazione dei congressi provinciali e comunali. I nostri iscritti sceglieranno i propri dirigenti locali attraverso un libero confronto in assemblee aperte anche a tutti movimenti civici che si riconosceranno nella carta dei nostri valori e così anche questi potranno eleggere i loro rappresentanti nei nostri organismi dirigenti. Forza Italia vuole diventare un movimento con profonde radici sui territori, che forma e fa crescere la propria classe dirigente in base al consenso che gli iscritti gli riconoscono. Insomma, una piccola grande rivoluzione di cui c’è assolutamente bisogno per riavvicinare migliaia di cittadini alla politica e all’interesse per la cura del bene comune».


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