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Rifiuti, il sindaco De Angelis:
«Va ridiscusso l’assetto
organizzativo della struttura d’ambito»

COSSIGNANO - Il primo cittadino preoccupato della situazione emergenziale: «Da quando si è insediata l'Ata, si è sottovalutato il doveroso e corretto principio dell'autosufficenza e della prossimità del trattamento di tutti i rifiuti»
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Il sindaco di Cossignano, Roberto De Angelis

testo e foto di Simone Corradetti

Il sindaco di Cossignano, Roberto De Angelis, torna a parlare della spinosa situazione emergenziale dei rifiuti nel Piceno ed ha espresso tutta la sua preoccupazione al presidente della Provincia, Sergio Fabiani.

Il Comune di Cossignano

Sindaco, qual è la situazione attuale?

«Purtroppo ci troviamo in una situazione emergenziale per il conferimento dei rifiuti urbani, tanto che il presidente della Provincia Fabiani ha dovuto emettere un’ordinanza per lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche di “Ascoli servizi comunali”. Nello specifico nella quinta vasca di Relluce e nella terza vasca di Geta. L’ordinanza ha efficacia, per un periodo massimo di sei mesi, a decorrere dallo scorso gennaio. Questo significa che l’Assemblea territoriale d’ambito, costituita da tutti i sindaci del Piceno e presieduta da Fabiani, entro giugno 2019 dovrà trovare una immediata soluzione per conferire i rifiuti indifferenziati in altre discariche fuori dall’ambito provinciale o addirittura regionale».

Il centro storico di Cossignano

Qual è la sua maggiore preoccupazione?

«Sono fortemente preoccupato perchè da quando si è insediata l’Ata si è sottovalutato il doveroso e corretto principiodell’autosufficenza e della prossimità del trattamento di tutti i rifiuti. Nonostante l’impegno di molti Comuni virtuosi, è evidente che il principio di economia circolare, non si completa con un territorio come il nostro, sguarnito di una dotazione impiantistica adeguata. La carenza è conclamata, sia per gli impianti di discarica che per quelli di compostaggio dell’umido, perchè l’impianto di rattamento meccanico biologico (Tmb), che oggi è di proprietà dell’Ata5, è tecnologicamente superato e non consente di recuperare maggiore materia, come vorrebbe l’applicazione del principio di economia circolare».

Come pensate di uscire dall’emergenza?

«Prima possibile dobbiamo riunire tutti i sindaci per discutere sulla soluzione del problema, ma soprattutto sugli investimenti che questo territorio deve assolutamente fare in materia di rifiuti. D’intesa con tutti Comuni, dobbiamo quanto prima ridiscutere l’assetto organizzativo della struttura d’ambito».

 

 

 


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