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Il Cup sbarca in farmacia,
i dubbi di Federfarma e Assofarm

ASCOLI - «Il rischio è che avviare un progetto, limitato nel numero delle farmacie e dei territori, illuda il cittadino che invece deve essere unico serio punto di riferimento cui dare certezze quando si affrontano i temi della salute, sua e della sua famiglia»

L’annuncio del presidente Ceriscioli sull’avvio in forma volontaria del servizio Cup nelle farmacie , ha colto di sorpresa Federfarma Marche ed Assofarm sigle sindacali che rappresentano la totalità delle oltre 550 farmacie della regione. «La sorpresa -fanno notare le associazione dei titolari di farmacie- è dettata dal fatto che da più di due anni è in corso un fattivo colloquio tra queste sigle sindacali di categoria e l’istituzione regionale per intervenire , con intelligenza e concretezza, sulla riduzione delle liste d’attesa e per dare sempre maggiori vantaggi alla popolazione marchigiana nel campo della salute. Il presidente Ceriscioli , in diverse occasioni pubbliche , ha riaffermato il ruolo strategico della farmacia, autentico presidio della salute ancora di più in territorio dove la popolazione invecchia e numerosi sono i comuni , numerosi in aree terremotate, in cui la farmacia è l’unico riferimento per la popolazione in tema di salute».

Il presidente regionale di Federfarma Pasquale D’Avella

Le due organizzazioni sindacali di categoria si sono trovate pienamente d’accorso nel ricordare alla Regione Marche che «le farmacie sono pronte a concretizzare un servizio da comprendere nell’offerta di nuovi vantaggi che le farmacie vogliono assicurare al cliente – paziente , unico punto di riferimento con cui interfacciarsi.
Da rammentare inoltre che l’avvio del servizio di prenotazione CUP nelle farmacie impone un investimento in termini di professionalità , di personale dedicato da remunerare e di tecnologie informatiche su cui è necessario un confronto serio e costruttivo perché avviare un nuovo servizio di tale rilevo non può essere affidato alla improvvisazione ma alla seria programmazione tra i diversi attori. Il rischio è che avviare un progetto, limitato nel numero delle farmacie e dei territori, illuda il cittadino che invece deve essere unico serio punto di riferimento cui dare certezze quando si affrontano i temi della salute, sua e della sua famiglia».

Cup, le visite si prenotano anche in farmacia


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