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Sarà un “Del Duca” all’avanguardia
Comune e Ascoli Calcio
firmano la convenzione:
600.000 euro in cinque anni

ASCOLI - Dopo anni di polemiche e rinvii l'hanno sancita il sindaco Guido Castelli e il presidente bianconero Giuliano Tosti. L'Amministrazone non farà cassa, ma saranno 120.000 euro all'anno di migliorie sulla struttura. Tribuna est utilizzabile prima della fine del campionato. Prossimo obiettivo la nuova curva sud: ospiterà gli ultras che nel frattempo lasceranno la provvisoria struttura in ferro. Villa Sgariglia si tingerà di bianconero e diventerà il centro del nuovo polo sportivo che si materializzerà a Campolungo

Giuliano Tosti firma la convenzione. Al suo fianco il sindaco Castelli. In piedi il dirigente del Comune Ciccarelli

di Andrea Ferretti

Scusandoci con il primo per il forzato parallelo sacro-profano, se Serafino Orlini viene ricordato come il sindaco della Ricostruzione, e se Piero Celani come quello della Ripavimentazione, Guido Castelli è (e sarà) il sindaco della Convenzione. In questi dieci anni, ormai al capolinea, il primo cittadino di Ascoli di convenzioni ne avrà firmate diverse decine, ma l’ultima da padrone di casa di Palazzo Arengo l’ha apposta sul documento che ha contestualmente sottoscritto insieme con Giuliano Tosti, presidente dell’Ascoli Calcio 1898. Riguarda lo stadio “Cino e Lillo Del Duca”, la cui costruzione iniziò sul finire degli anni ’50, si concluse e venne inaugurato nel 1962 e le cui ferite (del tempo e poi del terremoto) sono sotto gli occhi di tutti. La vecchia convenzione di 80.000 euro all’anno – soldi versati dalla società nelle casse comunali – sale a 120.000 e avrà una durata di cinque anni. La novità è che il denaro verrà utilizzato dal club di Corso Vittorio per migliorare un impianto che resta comunque della città. Di migliorie da apportare ce ne sono tante, dagli spogliatoi all’illuminazione passando per la videosorveglianza e altro. Ma, grazie anche al finanziamento per i danni del terremoto, nel giro di pochi anni non è un sogno poter ammirare anche una nuova curva sud, addirittura coperta, che andrà a fare il paio con la tribuna est in dirittura d’arrivo.

La firma del sindaco Castelli

La convenzione è stata studiata e poi trasformata in nero su bianco dal direttore generale dell’Ascoli Gianni Lovato, dal segretario comunale Giovanni Schiano e dal dirigente del Comune Paolo Ciccarelli. «E’ una convenzione esemplare – attacca Castelli – perchè studiata nella massima trasparenza. Lo stadio è un bene demaniale e abbiamo avviato l’iter con una manifestazione d’interesse rispettando il complicatissimo codice degli appalti. Il merito – è qui partono elogi e ringraziamenti, che in questi casi ci stanno – è di avere avuto a che fare con una società che ha accettato subito il discorso relativo al miglioramento della struttura. E’ stato ed è un piacere lavorare con persone ragionevoli». Il sindaco si è guardato bene dal nominare il pre Pulcinelli, ma tutti hanno pensato alle interminabili querelle degli ultimi anni. «Non facciamo cassa – ha ribadito il sindaco – ma miglioriamo l’impianto come già fatto con la copertura della tribuna centrale e con il settore distinti nord-est che ha permsso di recuperare la curva nord. Dura cinque anni – sottolinea – poi chi verrà dopo di me avrà tutto il tempo per ulteriori forme su cui lavorare».

«E’ stata una procedura accelerata grazie alla grande disponibilità non solo nostra ma soprattutto dei tecnici, dei dirigenti e del segretario del Comune – prende la parola Tosti – e questo è un esempio che va preso e ripetuto anche in altri ambiti di una città piccola come la nostra dove si deve essere più comprensivi e guardarsi negli occhi». Anche Tosti non ha nominato il passato, ma pure in questo caso viene in mente la stucchevole telenovela degli anni scorsi. «E’ stata un’operazione brillante anche per l’impegno del direttore generale Gianni Lovato, del segretario Marco Marcolini e di tutto l’ufficio. Con Massimo Pulcinelli (il patron dell’Ascoli, ndr) ci siamo sentiti poco fa al telefono, lui un esteta ed è quindi molto soddisfatto di questa convenzione che agevolerà l’utilizzo dello stadio a bambini e famiglie, che è poi uno dei nostri obiettivi».

Siccome parliamo di calcio, la palla ripassa a Castelli il quale, prendendo spunto anche dall’ironia di alcuni gruppi mascherati del Carnevale (non solo quello appena passato), parla di “fabbrica di San Pietro” quando si riferisce alla tribuna est “Carlo Mazzone”. «Al Del Duca sono stati risolti diversi problemi, e di questo va dato atto anche alla commissione pubblico spettacolo che è stata molto rigida ma anche prestato grande attenzione alle possibili soluzioni, come nel caso del settore destinato ai tifosi ospiti. Nella tribuna est mancano solo le balaustre che sta realizzando una ditta di Tortoreto. Probabilmente sarà funzionante entro la fine del campionato». Lui non lo dice, ma se così fosse, verrebbe automaticamente smantellata l’attuale sud in ferro (l’affitto della struttura non è proprio irrisorio) e gli ultras trasferiti nella nuova tribuna. Un problema? Forse. Verrà affrontato al momento opportuno. Anche perchè la soluzione sarebbe provvisoria, in attesa della nuova curva sud i cui progetti di demolizione (della vecchia) e costruzione (della nuova) stanno sul tavolo dell’Ufficio terremoto. Sono lavori ammessi – unico caso di uno stadio – ai finanziamenti del terremoto, per circa 5 milioni di euro. «Stiamo studiando i meccanismi di anticipazione della somma» aggiunge il sindaco che confida sul partenariato pubblico-privato in grado di aprire diverse porte e, soprattutto, di accelerare i tempi.

Per quanto riguarda invece Villa Sgriglia e il possibile ingresso dell’Ascoli Calcio, subito delle puntualizzazioni. «Si sta valutando una forma di affitto – dice Castelli – e non di cessione. Lo scopo è di valorizzare un bene dismesso e inutilizzato». Interviene Tosti: «Sarebbe un sogno pensare che una società antica come l’Ascoli possa utilizzare una struttura così antica che ha fatto la storia del territorio». Castelli pende la palla al balzo su Campolungo, nuovo polo sportivo della città, un’area che solo il Tronto separa dal quartier generale bianconero del “Picchio Village”. «Tutto è legato alla variante, ma lo sviluppo di quell’area verso est è per lo sport e il tempo libero – conclude il primo cittadino – anche in virtù del nuovo velodromo e del tirassegno che diventerà una struttura federale, senza dimenticare la pista ciclabile».

Il presidente dell’Ascoli Giuliano Tosti, il sindaco Guido Castelli, il diggi bianconero Gianni Lovato


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