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Sanità, Castelli accusa:
«In arrivo taglio da 4 milioni»

ASCOLI - «Mentre in altre zone della regione la spesa per il personale sara’ addirittura incrementata, da noi, al contrario, registriamo il taglio pro capite più alto di tutte le Marche. Si tratta di una riduzione di circa 60/70 dipendenti che lascia prefigurare un aggravamento della già pesantissima situazione in cui, il pur valido Cesare Milani e’ attualmente costretto a dibattersi»

«La sanità picena esce massacrata dall’ultimo provvedimento adottato dalla Giunta Regionale in materia di fabbisogno di personale per il triennio 2018/2020». E’ l’accusa che arriva dal sindaco Guido Castelli che torna ad attaccare la Regione. «Il Governatore Ceriscioli -dice- ha inflitto ai nostri ospedali un taglio secco per il 2019 di quasi quattro milioni. E così, mentre in altre zone della regione la spesa per il personale sara’ addirittura incrementata, da noi, al contrario, registriamo il taglio pro capite più alto di tutte le Marche. Si tratta di una riduzione di circa 60/70 dipendenti che lascia prefigurare un aggravamento della già pesantissima situazione in cui, il pur valido Cesare Milani e’ attualmente costretto a dibattersi.

Guido Castelli (Foto Andrea Vagnoni)

I nostri reparti sono gravemente carenti di personale, il nostro pronto soccorso scoppia e, anche quando disponiamo delle risorse per fare assunzioni, non si trovano più medici disponibili ad avventurarsi nel Piceno. Il livello di guardia necessario a garantire la sicurezza dei nostri pazienti sta per essere raggiunto. Dobbiamo reagire e soprattutto smettere di farci prendere in giro da chi ancora chiacchiera di turbo ospedali o, addirittura, di un aumento del numero degli ospedali. L’unico effetto positivo della Delibera della Giunta Regionale n.82/19 in effetti e’ quello di smascherare definitivamente la grande balla dei nuovi ospedali. Anche se venissero costruiti (e comunque non accadrà) rimarrebbero vuoti. Già non ci sono più i soldi per i medici ed gli operatori sanitari per le strutture attuali, figuriamo per quelle nuove».


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