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I vandali deturpano le foto storiche
e rubano le miniature di due statue

SAN BENEDETTO - La furia degli imbecilli della notte non fa sconti a nessuno e si abbatte anche contro opere e installazioni di particolare rilevanza sociale. Nel mirino le foto di "Mare Bunazze" in via Marinai d'Italia e le opera sull'isola pedonale

Alcune delle storiche fotografie deturpate in via Marinai d’Italia

di Marco Braccetti

Memoria storica e persone con handicap. La furia dei vandali non fa sconti a nessuno e s’abbatte anche contro opere e installazioni di particolare rilevanza sociale. Ultimamente, infatti, nel cuore della città sono avvenuti due fatti davvero spiacevoli. Qualche teppista ha divelto e trafugato le miniature di due statue presenti lungo l’isola pedonale.

Mentre qualche vandalo imbrattatore ha deturpato alcune delle storiche fotografie presenti della mostra permanente intitolata “Mare Bunazze”, collocata tra le bancarelle del mercatino estivo di viale Marinai d’Italia. Soffermandoci sul primo episodio: le riproduzioni colpite (realizzate dall’artista Teodosio Campanelli) sono quella della statua firmata Mark Kostabi, zona caffè Florian, e quella del “Principe” di Paolo Consorti, collocata su via Cairoli. Quest’ultima è stata già ritrovata dalla Polizia Municipale e ora è in attesa di restauro. Mentre della prima non c’erano tracce. Dunque il personale agli ordini del comandante Coccia stava procedendo con una formale denuncia, mentre si cercano risposte dalle videocamere di sorveglianza sparse lungo il centro che, detto per inciso, non sembrano dare i risultati sperati in fatto di deterrenza, visto e considerato che episodi di vandalismo simili continuano a ripetersi, nonostante l’installazione degli occhi elettronici. Questi atti d’inciviltà sono particolarmente odiosi perché colpiscono opere dedicate a portatori di handicap.

Le miniature, corredate da mappe tattili in linguaggio braille, sono state installate nell’ambito degli interventi (costati complessivamente 75.000 euro) per la realizzazione di un percorso urbano pubblico realizzato con il contributo dell’Unione italiana ciechi e cofinanziato dalla Fondazione Carisap e finalizzato ad agevolare la mobilità autonoma di non vedenti e ipovedenti nel centro cittadino. Per la riproduzione della statua di Kostabi siamo al terzo trafugamento. Il primo, datato 2013, mise anche in allerta i carabinieri e furono proprio i militari dell’Arma a ritrovare l’oggetto artistico, abbandonato sul ciglio della strada vicino alla Caritas. Poi riaccadde nel 2017, con la statuetta danneggiata ritrovata in via Giovanni XXIII e consegnata ai Vigili.

Per quanto riguarda la mostra fotografica deturpata, sui social-network si è registrata una vera e propria sollevazione popolare contro questo gesto insensato: «Come si fa a imbrattare quelle foto che sono l’essenza della nostra storia e della sambenedettesità tutta? Lì ci sono i nostri parenti, nonni e bisnonni, persone che hanno fatto grande questa città con i loro sacrifici neri – commenta Primo Angellotti – non ho parole!». In molti chiedono alle forze dell’ordine di individuare quanto prima il responsabile, mentre il consigliere comunale Carmine Chiodi dice di essersi già attivato per valutare un intervento di restauro che sani questa ferita. Ad ogni buon conto, l’accaduto riaccende i fari sul problema dei writers: teppisti armati di pennarelli e vernici spray, che – oltre ai semplici muri – imbrattano pure monumenti e arredi pubblici: patrimonio di tutti.


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