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Sisma, pagamenti a rischio
per gli amministratori di condominio:
«Mi autosospendo per protesta»

A DENUNCIARE la vicenda è Pier Giovanni Buatti che amministra un condominio di Camerino. «Abbiamo il pieno diritto di prendere quanto previsto, trovo vergognoso che in attesa di sciogliere i dubbi da parte del commissario Farabollini, siano stati sospesi i pagamenti da parte dell'ufficio speciale ricostruzione»

 

Il commissario Piero Farabollini

 

di Monia Orazi

Rischiano di non essere pagati gli amministratori di condominio che hanno agito per le pratiche della ricostruzione dell’immobile a loro affidato, già decine di casi in questo primo avvio della ricostruzione. Il motivo è che il commissario straordinario alla ricostruzione Piero Farabollini ha sospeso i pagamenti, per gli immobili già finanziati con decreto dell’ufficio ricostruzione, per vedere se è riconoscibile un compenso agli amministratori, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 1129 del codice civile. A denunciare il mancato pagamento è Pier Giovanni Buatti, amministratore di un condominio a Camerino, la cui ricostruzione è stata finanziata con 350mila euro ed approvata dall’ufficio di Spuri. Nel decreto di finanziamento era previsto per lui un compenso di seimila euro. «Ho deciso di auto sospendermi – spiega amareggiato – nonostante ci sia un decreto, a quanto pare noi amministratori siamo invisibili. Abbiamo il pieno diritto di prendere quanto previsto, trovo vergognoso che in attesa di sciogliere i dubbi da parte del commissario Farabollini, siano stati sospesi i pagamenti da parte dell’ufficio speciale ricostruzione».

Pier Giovanni Buatti

Attualmente è previsto che il compenso dell’amministratore di condominio, che per conto dei condomini firma le pratiche della ricostruzione, permettendo così all’impresa che sta eseguendo i lavori di essere pagata, arrivi a metà lavori, con uno stato di avanzamento del 50 per cento. Buatti ha scritto al commissario straordinario Piero Farabollini, ai tecnici dell’ufficio ricostruzione di Spuri, per chiedere quanto prima di fare chiarezza. «Voglio solo avere quello che mi spetta, se c’è qualche norma da modificare che lo facciano in fretta. Non si può giocare con le persone, che svolgono il lavoro di amministratore di condominio e che vivono di questo. Se il compenso non era previsto andava detto prima, non è giusto che ora, in attesa del chiarimento del commissario, i pagamenti siano sospesi. Se non avrò risposte, sono pronto ad ulteriori forme di protesta, per vedermi riconosciuto il dovuto». Conclude il professionista: «Sospendo ogni attività e tutto si blocca, l’azienda non potrà avere il pagamento allo stato di avanzamento lavori. Se noi amministratori siamo davvero inutili nel processo di ricostruzione, voglio che ce lo dicano».


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