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Kousagi Project e Persian Pelican
Suoni di classe per “La Cereria”

ASCOLI - Due giorni con la musica di qualità nel nuovo spazio di via Porta Torricella. Venerdì 22 marzo tocca al duo elettro-acustico mentre sabato 23 sul palco il marchigiano Andrea Pulcini

di Martina Fabiani

Sarà un weekend musicalmente interessante, quello proposto da La Cereria di Ascoli Piceno. Per chi non lo conoscesse, il locale sito in via di Porta Torricella è una APS che mira a promuovere l’interazione sociale attraverso una programmazione attenta e ricercata che va a toccare diverse forme di espressione artistica e culturale. La Cereria, infatti, è bar, ristorante, ma soprattutto spazio espositivo e salottino per riflessioni e dibattiti. Un luogo che ispira, e che si fa ispirare.

Kousagi Project

Venerdì 22 marzo sul palco de La Cereria si esibirà Kousagi Project, duo elettro-acustico nato nel 2010 grazie all’incontro tra la violinista giapponese Chie Yoshida e il polistrumentista italiano Dicofone, già stato ospite del locale ascolano. La musica proposta da Kousagi Project è un elegante incastro tra pura sperimentazione, musica contemporanea e nu jazz. Il contatto di Chie con le corde della sua viola danno il via ad una “danza suonata”, dove raffinate melodie nipponiche si muovono fluidamente tra gli spazi di giochi elettronici e le manipolazioni eclettiche di Dicofone. Quest’ultimo, come si può ammirare anche dai pochi video disponibili su YouTube, non fa uso del computer, ma tocca e crea i suoni in tempo reale. A volte segue Chie, altre volte da essa si distacca per poi ritrovarsi, come in un passo a due. Oltre ai progetti propriamente musicali, il duo collabora anche con il regista tedesco Gregor Kuschmirz per la realizzazione di video installazioni, con la Compagnia Alef di Modena e il Kaos Balletto di Firenze per l’ideazione ed esecuzione dal vivo di musiche originali per coreografie di danza; prestano, infine, le proprie musiche ai visual designer bolognesi Apparati Effimeri per spettacoli di proiezioni mapping 3D su grandi architetture.

Andrea Pulcini

Sabato 23 marzo, invece, sarà la volta di Persian Pelican, nome d’arte di Andrea Pulcini. Marchigiano d’origine, il ragazzo vanta una lunga permanenza a Roma e Barcellona, luoghi nei quali inizia a presentare al pubblico la sua vena autobiografica intimista e introspettiva. I primi due album di Persian Pelican sono completamente autoprodotti e prendono il nome di These cats wear skirts to expiate original sin (2008) e How to prevent a cold (2012). Nel 2016 esce il suo terzo Lp Sleeping Beauty, prodotto grazie alla collaborazione di tre etichette italiane quali Bomba Dischi, Malintenti Dischi e Trovarobato. Liriche rigorosamente inglesi per queste “confessioni folk” – così Andrea definisce la sua musica – che mettono al centro l’uomo e le sue inquietudini, le risposte che non si hanno e le maniere per, a volte, trascendere da tutto questo. La notte, i sogni e l’inconscio sono alcune delle protagoniste dell’alt-folk proposto da Persian Pelican, dove linee intense e malinconiche talvolta lasciano spazio a qualche sprazzo elettronico, e di speranza. Dopo aver calcato i palchi del Mi Ami, Siren Festival, Liverpool Sound City e Primavera Sound Festival, eccolo di nuovo a casa sua, alla Cereria di Ascoli Piceno.

Entrambe le serate prenderanno il via alle 19.

Gli spazi della Cereria Aps


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