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Vertenza Guido Renzi, il giudice annulla
la sospensione di 3 mesi
e il Comune fa ricorso in Appello

SAN BENEDETTO - «Il Comune si ritiene soddisfatto della sentenza in quanto costituisce un monito circa i comportamenti da assumere da parte dei dipendenti. I limiti al diritto di critica per un dipendente, come descritti dal Giudice, non possono assumere i connotati della divulgazione di propri giudizi ed opinioni ad una così ampia platea (tutti i consiglieri comunali e tutti i dirigenti)»

Il palazzo di giustizia (foto Andrea Vagnoni)

Vertenza Guido Renzi, il giudice del lavoro Andrea Pulini ha annullato la sanzione di tre mesi di sospensione comminata dal Comune di San Benedetto al dipendente comunale che in passato è stato segretario del sindaco Giovanni Gaspari. A spiegare il provvedimento è la stessa amministrazione che annuncia ricorso in Appello. «Il giudice – spiega il Comune- ha ritenuto che la divulgazione effettuata dal dipendente di fatti e giudizi sull’operato dell’amministrazione sia censurabile avendo superato i limiti del diritto di critica per le modalità e i termini della diffusione. E ancora: la divulgazione a tutti i dirigenti e tutti i consiglieri comunali (36 persone) non può reputarsi un mero diritto di critica, comportando una inutile pubblicità del giudizio personale del dipendente che ha innescato una “prevedibile” ulteriore diffusione sulla stampa, con conseguente danno all’immagine dell’amministrazione pubblica. Tale fatto è stato definito, dalla stessa sentenza, lesivo del decoro dell’amministrazione datrice di lavoro, visti gli effetti e la larga diffusione». L’amministrazione è comunque soddisfatto: «Il Comune si ritiene soddisfatto della sentenza in quanto costituisce un monito circa i comportamenti da assumere da parte dei dipendenti. I limiti al diritto di critica per un dipendente, come descritti dal Giudice, non possono assumere i connotati della divulgazione di propri giudizi ed opinioni ad una così ampia platea (tutti i consiglieri comunali e tutti i dirigenti). Nonostante ciò, il Giudice ha annullato la sanzione ritenendola troppo severa. In questi termini, al fine di evitare che i fatti ritenuti dallo stesso Tribunale, censurabili e pertanto illeciti sotto un profilo disciplinare, restino privi di sanzioni, si è già conferito mandato all’avvocatura comunale di proporre atto di appello».


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