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Costruzioni a impatto zero,
l’Italia incontra il Giappone

AMANDOLA - Si è svolto dal 20 al 24 marzo l'evento a carattere internazionale “AAT - Amandola, Ascoli, Tokyo. Italy meets Japan”, realizzato nell’ambito del progetto “Amandola Training Centre”, frutto di una collaborazione tra l’Università di Camerino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno

La città di Amandola dal 20 al 24 Marzo ha ospitato l’evento a carattere internazionale “AAT – Amandola, Ascoli, Tokyo. Italy meets Japan”, realizzato nell’ambito del progetto “Amandola Training Centre”, frutto di una collaborazione tra l’Università di Camerino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

L’evento si è articolato in due momenti: un convegno che si è posto come momento di confronto e riflessione su temi quali la condivisione e l’uso innovativo dello spazio pubblico urbano, mostrando diverse modalità di realizzazione di architetture e istallazioni temporanee al servizio della cittadinanza; un’applicazione pratica, il workshop, che ha visto il lavoro di studenti italiani e giapponesi nel costruire in piazza Risorgimento, sotto i portici, dei padiglioni temporanei in legno progettati dalla Keio University e alla Saad di Ascoli Piceno. Strutture che perseguono obiettivi di sostenibilità ambientale, flessibilità dello spazio, reversibilità, trasportabilità, semplicità di costruzione e basso costo.

GLI INCONTRI – Durante il convegno le strutture, temporaneamente installate ad Amandola, sono state utilizzate come spazi per incontri e pause caffè e come sfondo durante la presentazione del volume “Disabitare. Antropologie dello spazio domestico”, di Matteo Meschiari. Il convegno ha visto la partecipazione, oltre che degli ospiti giapponesi autori del padiglione realizzato dalla Keio University (il professor Hiroto Kobajashi e l’ingegner Akira Suzuki), del collettivo di architetti Orizzontale, operante a Roma e rappresentato dalla giovane architetta Nasrin Mohiti Asli, dell’architetta Lorena Alessio e dell’artista greco Yiannis Pappas, performer che si misura con il tema del rapporto spesso conflittuale tra la persona e lo spazio confinato, dell’architetto Timothy Brownlee, autore di una recente ricerca sulle dinamiche di trasformazione degli spazi pubblici urbani, attraverso l’idea di temporaneità.

Presenti al convegno di sabato 23 marzo il professor Andrea Spaterna, che ha portato i saluti del Rettore Unicam Claudio Pettinari, il professor Flavio Corradini, coordinatore del progetto Amandola Training Center, la professoressa Federica Ottone, docente responsabile dell’iniziativa insieme al docente Roberto Ruggiero, entrambi coadiuvati dai tutor, gli architetti Sara Campanelli e Roberto Cognoli. Questi ultimi hanno dato conto delle loro ricerche sul tema della costruzione realizzata con tecniche e materiali a impatto zero sull’ambiente e totalmente reversibili, in linea con le nuove direttive europee 2020.


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