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Ospedale unico, il M5S attacca la Regione
Tamburri: «Il “Mazzoni” non si tocca»
Giorgini: «Penalizzati da Ceriscioli»

SANITA' - I pentastellati vanno giù duro sulla politica sanitaria regionale: «Vantaggi al nord, Piceno dimenticato». Il consigliere: «La politica dem è talmente disinteressata che stabilisce la costruzione di una nuova struttura da 300 milioni di euro servendosi di un semplice algoritmo. Alla prima determina presenterò ricorso al Tar». Domani la lista dei candidati ascolani alle comunali
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di Adriano Cespi 

«Il Mazzoni non si tocca. Non capisco come il Pd ascolano possa permettere un declassamento così pesante per un ospedale che copre un territorio che va dalla Vallata del Tronto fino a Comunanza, Arquata e Montemonaco. Parliamo di 1.000 km quadrati di territorio, tra l’altro colpito dal sisma del 2016». Massimo Tamburri, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, affronta il tema sanità alzando i toni e puntando il dito accusatorio contro la politica della giunta regionale. «Come sempre -sbotta Tamburri- si avvantaggia il nord della regione a discapito del sud e cioè di Ascoli. Ma noi questo non lo permetteremo e stiamo aspettando che il presidente del Consiglio comunale, Marco Fioravanti, convochi questo consiglio aperto per dirlo chiaramente in faccia al governatore Ceriscioli, maggior responsabile di tutto questo».

Il gruppo pentastellato composto da Giorgini, Tamburri e Manni

Gruppo pentastellato al gran completo alla libreria Rinascita per una conferenza stampa dedicata alle criticità sanitarie regionali, dalla realizzazione dell’ospedale unico a Pagliare fino al progetto che prevede la costruzione di altri cinque nosocomi marchigiani. Presenti, oltre a Tamburri, anche il consigliere comunale Giacomo Manni ed il consigliere regionale Peppe Giorgini. «Diciamolo chiaramente -commenta Manni-, Ceriscioli ha fallito su tutta la linea. Il suo piano sanitario fa acqua da tutte le parti, intanto è operativo ancora quello del 2014 perché quello nuovo 2019-2021 non è ancora stato approvato. E poi voglio proprio vedere come interverrà sui tagli al costo del personale dopo aver accusato il nuovo governo di aver introdotto l’1,4% come margine sul quale operare in economia».

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (foto Vagnoni)

Ospedale unico, mega struttura da 500 posti letto a Pagliare. Un j’accuse senza se e senza ma quello dei rappresentanti ascolani del M5S al quale si aggiungono le bacchettate di Giorgini. «La politica dem della Regione Marche -attacca il consigliere regionale- è talmente disinteressata alla volontà dei cittadini che, invece di ascoltarli per capire meglio cosa è più giusto fare delle due nostre strutture sanitarie, stabilisce d’imperio la costruzione di un nuovo mega ospedale da 500 posti letto e dal costo di 300 milioni di euro servendosi di un semplice algoritmo. Vi dico subito che alla prima determina presenterò ricorso al Tar».

«E’ evidente -continua- che un’operazione così invasiva, con un mostro da 500 posti letto, che sono la somma tra i 320 del “Mazzoni” di Ascoli e i circa 200 del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, determinerà la chiusura dei nostri due ospedali. Ma come si può solo pensare una cosa del genere? Quando, invece, con popolazioni come quella sambenedettese, che d’estate registra milioni di presenze turistiche, e quella ascolana che si estende fino all’entroterra, con tempi di percorrenza che raddoppierebbero rispetto agli attuali, la cosa più ovvia e intelligente sarebbe quella di potenziare il Mazzoni, utilizzando i fondi post terremoto, e di costruire un nuovo ospedale da 250 posti letto a San Benedetto, magari in località San Donato a Monteprandone». Un’analisi dettagliata della situazione quella di Giorgini che si regge su uno studio commissionato dallo stesso consigliere regionale. «Paradossalmente -spiega Giorgini- chi si avvantaggerebbe dell’ospedale a Pagliare sono solo le popolazioni della Val Vibrata, quindi l’Abruzzo e non certo le Marche. E tutto questo col benestare del “brand Offida” del Pd». Affrontato il caso Piceno, Giorgini passa poi ad analizzare le altre criticità sanitarie «provocate da questa dissennata politica regionale».

Il governatore Luca Ceriscioli

I cinque nuovi ospedali marchigiani. «Intanto, vi dico già che in Regione gira una voce molto attendibile e cioè che Ceriscioli sarà il candidato governatore anche alle prossime elezioni regionali del 2020 -attacca Giorgini-. Detto questo vi sintetizzo alcuni errori relativi alla scelta delle location dove costruire i cinque nuovi ospedali e alla progettazione e costruzione degli stessi. Oltre all’irragionevole politica di chiudere 13 ospedali e accentrare gli accessi ai Pronto Soccorso in poche strutture che hanno provocato l’aumento delle liste d’attesa. Ma andiamo per ordine ed esaminiamo tutti gli errori. Per l’ospedale di Muraglia c’è il parere negativo della Provincia perché l’area dove andrebbe costruito è a rischio esondazione e poi c’è un esposto in Procura presentato dalla stessa Sinistra di Fano. Per l’Inrca di Aspio, invece, siamo alle comiche: gli errori vanno dalle paratie che dovrebbero delimitare l’area ai vizi nelle teste dei pali; ci sono poi i ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato. Risultato? 10 anni di ritardi. Circa l’ospedale di Macerata l’area scelta a Pieve, di proprietà del Comune, risulta non idonea e si sta ancora valutando cosa fare. A Fermo, zona Campiglione, si è dovuta fare la bonifica bellica ed archeologica del sito e siamo, quindi, ancora agli inizi. Infine, Amandola. Lì sto preparando un esposto alla Procura, uno all’Anac e uno alla Corte dei Conti».

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

Sanità, i vantaggi del nord delle Marche e il Piceno penalizzato. «Inquietante anche la presenza decisamente squilibrata degli ospedali marchigiani -sottolinea ancora Giorgini -. Dal quale si evince che la parte nord delle Marche dispone di un numero di strutture sanitarie tre quattro volte superiori alle nostre. Da Macerata in su, infatti, gli ospedali sono presenti nei punti nevralgici e nei centri più importanti: Civitanova, Aspio, Ancona, Senigallia, Fano, Pesaro Urbino, mentre nella parte sud si pensa di tutelare la salute dei cittadini con un ospedale a Fermo ed uno a Pagliare. Difatti la cosa strana è che a Civitanova l’Ospedale rimane, ma a San Benedetto ed Ascoli no. Poi c’è quello Pieve, Camerino e S. Severino anche se depotenziato».

Peppe Giorgini

Richiesta un’ispezione ministeriale. E dopo le critiche ai progetti l’affondo finale: «Pian piano, in maniera subdola, – accusa Giorgini – senza adozione di alcun atto programmatorio da parte del Consiglio regionale, l’ultimo piano sanitario regionale è stato approvato nel 2011, a valere per il triennio 2012-2014, la Giunta regionale sostituendosi all’Assemblea legislativa, ha proceduto a smantellare il servizio sanitario pubblico che ben copriva in precedenza il territorio regionale, per accentrarlo in poche strutture, che già ora risultano più che ingolfate; è così venuto meno il filtro dei ricoveri che si attuava negli ospedali minori, ora in progressivo smantellamento, a tutto vantaggio delle strutture sanitarie private convenzionate che hanno avuto un boom di fatturato. Per questi motivi chiederò al nostro ministro della Salute, Grillo, l’invio di un ispettore ministeriale per la verifica nella Regione Marche della correttezza delle attività sanitarie e socio sanitarie delle tre aree assistenziali ed in particolare dell’attività di emergenza sanitaria territoriale e di assistenza ospedaliera (pronto soccorso, degenza ordinaria, day hospital, day surgery)». Ministro Grillo che, secondo indiscrezioni, dovrebbe venire ad Ascoli dopo Pasqua.
Bonifica Carbon e la firma di Conte alla nomina del commissario Vadalà. Domenica 31 marzo, alle 17, a Palazzo dei Capitani, il M5S presenterà la lista dei candidati consiglieri per le elezioni comunali del 26 maggio. Interverranno, tra gli altri, il candidato sindaco, Massimo Tamburri, e i deputati, Roberto Cataldi e Rachele Silvestri. Nel corso della serata sarà anche annunciata la data in cui verrà emanato ufficialmente il decreto di nomina, da parte del premier Conte, del commissario ministeriale Giuseppe Vadalà per la gestione dei fondi per la messa in sicurezza della vasca di prima pioggia in area ex Carbon, indispensabile per dare il via ai lavori di bonifica.

Le slides sulla sanità fornite dal Movimento 5 Stelle


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