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Distretto sanitario dei Sibillini,
Ciaffaroni richiama tutti all’ordine

MONTEFORTINO - Il sindaco ai colleghi: «Lasciare da parte logiche di campanile, esigenze elettorali e geopolitica per il bene dei cittadini di un territorio martoriato dal terremoto». Alla Regione: «Per non rischiare di mandare tutto in fumo, chiedo a Ceriscioli di lasciare ciascuno nella propria Area Vasta»

Il sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni

di Maria Nerina Galiè

Intorno al Distretto Sanitario dei Sibillini, per Domenico Ciaffaroni sindaco di Montefortino gli animi si stanno scaldando un po’ troppo. «Rischiamo che non se faccia più nulla – dice – invece è di primaria importanza che venga realizzato nell’interesse dei cittadini di un territorio disagiato e martoriato dal terremoto». Gli 11 sindaci dell’Unione Montana (6 fermani e 5 piceni) che ne faranno parte non sono riusciti a mettersi d’accordo su quale area vasta gravitare ed hanno passato la palla al presidente della Regione Marche. L’assessore regionale Cesetti ha tacciato i sindaci piceni di un “inaspettato dietro front” e ritiene “scontata la migrazione di tutti in area vasta 4”. Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni ha velatamente accusato Onorato Corbelli, sindaco di Montemonaco e presidente dell’Unione Montana, di aver perso tempo prezioso poiché dopo più di 10 giorni non ha inviato a Ceriscioli il documento sul quale dovrà esprimersi.

In questo scenario, Ciaffaroni invita tutti a fare un passo indietro, lasciando da parte «logiche di campanile ed esigenze elettorali». «Il nucleo del Distretto, che dovrebbe poi includere altri Comuni, ricalcherà l’Ambito territoriale sociale 24 a favore del quale mi sono battuto personalmente vent’anni fa e che ha erogato oltre un milione di euro in servizi unici ed innovativi» ha sottolineato per poi rimarcare la contrarietà di tutti i sindaci alla divisione in area vasta 4 e 5 avvenuta tra il 2011 ed il 2012 colpevole di aver «azzoppato la sanità fermana e azzerato quella montana. I servizi non devono essere smantellati – continua – mandando in fumo anni di lavoro. Piceno o Fermano che siano, per me è la stessa cosa. Ma per una mera questione di equilibri, chiedo alla Regione di tener conto della volontà dei sindaci delle due  province e che lasci ciascuno nella propria area vasta. Ci sarà tutto il tempo per eventuali aggiustamenti».

Al presidente Luca Ceriscioli poi rivolge un vero e proprio appello: «Ridisegni tutto il territorio montano delle Marche, da Arquata a Pesaro, promuovendo altri Distretti sulla scia del nostro. Sono zone che non possono essere relegate ad aree periferiche di centri maggiori, con quello che ne consegue come distribuzione delle risorse. Mi meraviglio infine di coloro che stanno portando avanti la Citta dei Sibillini – conclude Ciaffaroni – e non riescono a trovare un punto d’incontro sul Distretto. Chiedo loro: nella remota ipotesi che si faccia la fusione tra Comuni, a quale area vasta avete in mente di afferire?».


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