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Distretto sanitario, Corbelli
«Non perdiamo questa occasione»

MONTEMONACO - «La politica regionale è di ridurre gli Ambiti Territoriali a 18, da 24 che erano, ed aumentare i Distretti. Se non troviamo un punto d’incontro è concreta la possibilità di perdere sia l’uno che l’altro»
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Scende in campo Onorato Corbelli, sindaco di Montemonaco e presidente dell’Unione Montana dei Sibillini. L’argomento è ancora il Distretto Sanitario che, sebbene stia scaldando la montagna sulla scelta dell’area vasta, riunisce tutti sotto lo stesso pensiero: «La disponibilità della Regione Marche di realizzarlo per i Sibillini è un’occasione imperdibile».

Il sindaco Onorato Corbelli (Foto Vagnoni)

«La politica regionale – spiega Corbelli – è di ridurre gli Ambiti Territoriali a 18, da 24 che erano, ed aumentare i Distretti. Se non troviamo un punto d’incontro è concreta la possibilità di perdere sia l’uno che l’altro». Gli 11 sindaci si sono arenati sulla scelta dell’Area Vasta a cui afferire. I sindaci piceni non vogliono lasciare la 5 e i fermani la 4, e chiedono che a decidere sia il presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Il presidente dell’Unione dei Comuni montani però tiene a chiarire anche altro.

«Alla riunione del 20 marzo – risponde, diretto a Cesaroni che lo ha “rimproverato” di non aver inviato subito la lettera ad Ancona – si era stabilito di procedere per gradi. La richiesta fatta a Ceriscioli è “atipica”, è stato pertanto convenuto di avere un parere di fattibilità informale e preventivo per non farci dire di no senza altra via d’uscita. Avrebbe dovuto occuparsene Augusto Curti (sindaco di Force, ndr). Ecco perché ho temporeggiato. Visto quanto è accaduto e come ci si è ricamato intorno, il 2 aprile ho spedito il documento a firma di tutti e 11 i sindaci interessati».

Poi Corbelli, chiamato in causa anche dalla capogruppo consiliare del suo Comune, Francesca Grilli che lo invita ed essere chiaro sulla sua posizione come sindaco (leggi l’articolo), aggiunge. «Per me, magari potessimo rimanere in area vasta 5. Ma mi preme di più che il Distretto si faccia. Sono 4 anni che ci prorogano l’Ambito 24. Lo toglieranno e senza Distretto rimarremo ai margini di una gestione centrale della sanità e del sociale da cui certo nessun cittadino potrà trarre vantaggio. Serve piuttosto un protocollo d’intesa a livello di sanità regionale che permetta alla popolazione montana di muoversi liberamente tra le due, forse tre aree vaste se, come è nel disegno del nuovo Distretto, si aggiungeranno anche alcuni Comuni del Maceratese». Conclude con una domanda per nulla fuori luogo. «Qui si discute su Area Vasta 4 o 5. Ma per la popolazione, di fatto, cosa cambia l’appartenere ad una piuttosto che all’altra?».

m.n.g.


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