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«Sul Distretto sanitario dei Sibillini
Corbelli sta con Fermo o con Ascoli?»

MONTEMONACO - A chiederlo al sindaco è Francesca Grilli, capogruppo dell’opposizione: «Siamo stati isolati fino a che il traforo non ha accorciato le distanze con il capoluogo di provincia – afferma – e ora vogliamo rimettere tutto in discussione? Non si possono penalizzare sempre i più deboli, chi vive quotidianamente l’incertezza del domani>.
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Francesca Grilli

di Maria Nerina Galiè

Continuano gli interventi sul Distretto Sanitario dei Sibillini che i sindaci dell’omonima Unione Montana sono stati chiamati a decidere se appoggiare all’area vasta 4 del Fermano o 5 del Piceno, senza trovare un accordo e chiedendo alla Regione Marche di dirimere la questione (nell’articolo del 2 aprile c’è il riepilogo di tutto). A parlare stavolta è la capogruppo dell’opposizione del Comune di Montemonaco, Francesca Grilli, la quale chiede a Onorato Corbelli in qualità di sindaco, e non di presidente dell’Unione, di chiarire la sua posizione. «Il sindaco  deve dare ai cittadini di Montemonaco una risposta chiara e precisa che, a mio avviso, non può essere quella di “portare tutti a Fermo”», afferma.

«La notizia che Corbelli non ha inviato subito a Ceriscioli la lettera mi fa sorgere invece una domanda: Corbelli da che parte sta?», spiega la Grilli, riallacciandosi alla stoccata di Alvaro Cesaroni, sindaco di Comunanza, che ha imputato a Corbelli di aver perso tempo nell’inviare la lettera al presidente della Regione. Il documento concordato il 20 marzo dagli 11 primi cittadini, contenente la richiesta di lasciare ciascun Comune nell’attuale area vasta, è partito alla volta di Ancona il 2 aprile. 

«Non riesco a comprendere il motivo di tale ritardo su una questione così importante per il paese che amministra – continua la capogruppo – Voglio ricordare all’attuale sindaco i disagi che in passato i montemonachesi, e non solo, dovevano affrontare per raggiungere Ascoli, e soprattutto i disagi che ancora oggi si hanno per raggiungere Fermo. Per anni – dice ancora –  siamo stati tenuti nell’isolamento fino a quando l’apertura del traforo ha finalmente accorciato le distanze con il capoluogo di provincia. Oggi tutto viene rimesso in discussione. Comprendo le scelte politiche dei sindaci del Fermano, ma comprendo anche che non si possono penalizzare sempre i più deboli, chi vive quotidianamente l’incertezza del domani». 

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