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Dallo sbarco in Normandia
alla Beat generation
Ferlinghetti,
l’amico di Grottammare

IL GRANDE POETA STATUNITENSE ha compiuto 100 anni lo scorso 24 marzo. La città rivierasca lo ha voluto festeggiare attraverso una bella serie di iniziative, tra documentari, reading e la posa di una targa alla stazione, dove compose la poesia dedicata alla Riviera
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La storia è nota, e come spesso capita nasce per caso, come se il destino si divertisse. Così, sul finire degli anni ’80, vediamo il grande poeta statunitense Lawrence Ferlinghetti viaggiare in treno sull’Adriatica. La sua meta è Pescara, città da cui poi si dirigerà verso Napoli, dove dovrà tenere una serie di letture. Il segno del destino ha le fattezze della motrice del treno, che decide di rompersi proprio nei pressi di Grottammare. L’attesa per la riparazione, quasi tre ore per far arrivare il nuovo pezzo da Ancona, e il gioco è fatto. Ecco un legame che non si scioglierà più, condensato nei versi che il poeta compose guardandosi intorno, dedicati alla località picena.

Il varo della targa dedicata al poeta

Versi, questi, che compaiono in tutte le principali antologie dedicate a Ferlinghetti, che il 24 marzo scorso ha compiuto la ragguardevole cifra di 100 anni. Un traguardo che la città di Grottammare ha voluto omaggiare poggiando una targa commemorativa proprio alla stazione ferroviaria.
Sabato 6 aprile, poi, ha organizzato una giornata in omaggio al bardo di San Francisco presso la Sala Kursaal, con la proiezione di alcuni minuti del documentario “Lawrence. A Lifetime in Poetry” di Giada Diano e Elisa Polimeni. La Diano è la biografa di Ferlinghetti e ha incantato il pubblico con racconti inediti riguardanti la vita del poeta. Piergiorgio Cinì e Valentina Illuminati, invece, hanno letto alcuni suoi capolavori. Lucilio Santoni ha curato la regia dell’incontro. Proprio quest’ultimo racconta: «Un bardo, Ferlinghetti: un viaggiatore vagabondo sempre capace di succhiare la vita goccia a goccia, un cosmopolita senza dogmi né frontiere. Il padre, Carlo, bresciano, era morto prima ancora di veder nascere il figlio, e questi è vissuto molti anni senza conoscere la propria vera identità. Ha partecipato allo sbarco in Normandia. Ha fondato la City Lights Bookstore, famosa in tutto il mondo. Ha pubblicato Urlo di Allen Ginsberg e per questo subì processo per aver diffuso oscenità. Ha preso parte a tutte le battaglie politiche del secolo passato, avendo sempre un immancabile sguardo poetico e libertario sui fatti e gli accadimenti».

Lawrence Ferlinghetti

«Mentre viaggiava e viveva -continua Santoni- ha scritto capolavori, come A Coney Island of the Mind. Sempre alla ricerca delle proprie origini, ha incontrato e stretto rapporti con le grandi figure letterarie di tutto il mondo. I suoi versi (e anche i suoi disegni)  testimoniano una formidabile vitalità intellettuale, aperta a un respiro infinito e capace di cogliere la poesia negli elementi più reconditi della realtà. Grande operatore culturale, oltre che poeta, è forse il miglior rappresentante della Beat Generation. “La poesia è l’ultimo rifugio dell’umanità nei tempi bui”, dice Ferlinghetti. Come dargli torto?».


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