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Salvini scalda la piazza:
«L’Ospedale non si tocca»
(Fotogallery e Video)

ASCOLI - Il vice premier in città per il comizio in vista del voto amministrativo ed europeo. «Gli inciuci con la sinistra non mi piacciono, se governa la Lega prima vengono gli italiani-ascolani e poi il resto del mondo». In Piazza Roma contestazione al grido di "Bella Ciao"
giovedì 9 Maggio 2019 - Ore 08:21
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di Claudio Romanucci

(fotoservizio di Andrea Vagnoni)

«Se continueremo a governare questa città e se governeremo la Regione, l’ospedale di Ascoli non si tocca». Matteo Salvini ci mette un “punto”, prima dell’applauso, all’inizio del suo comizio serale in Piazza del Popolo. Il vice premier, giunto da Roma alle 21,30, ha trovato ad attenderlo oltre 1.500 persone con la piazza stracolma davanti al palco. Il suo intervento di 22 minuti è stato preceduto da quelli dei vertici regionali e locali della Lega. Il commissario provinciale Andrea Antonini ha introdotto il saluto del candidato sindaco Marco Fioravanti, appoggiato anche dalla Lega.

Sul palco presenti anche i candidati alle prossime elezioni e gli esponenti dell’Amministrazione comunale uscente guidati dal sindaco Guido Castelli. Corposo lo spiegamento di forze dell’ordine, con presidi in Piazza Simonetti, Piazza Arringo e nelle vie limitrofe, alcune delle quali interdette al passaggio dei pedoni. Un gruppo di circa cento manifestanti appartenenti all’area del centrosinistra ha inizialmente stazionato in Piazza Arringo, poi si è spostato in Piazza Roma intonando la canzone “Bella Ciao”. Alla fine una cinquantina di contestatori è entrata in Piazza del Popolo “stuzzicando” la risposta dal palco di Salvini.

«Se siamo qua in tanti è perché c’è stata evidentemente una buona Amministrazione – ha esordito il ministro dell’Interno – gli inciuci con la sinistra non mi piacciono, se continueremo a governare questa città e se governeremo la Regione Marche, l’ospedale di Ascoli non si tocca. Sul diritto alla salute non si scherza».

Poi il siparietto con i contestatori presenti nei pressi dell’imbocco con via Del Duca: «Ero preoccupato – ha commentato sempre Salvini – perché non sentivo ancora i dieci comunisti che ci sono in ogni piazza. Hasta la victoria siempre, compagni, mi stanno simpatici come i panda, vanno tutelati come una specie in via di estinzione. Almeno i comunisti di una volta erano nelle fabbriche, oggi sono nelle banche». Dai riferimenti locali il discorso si è spostato inevitabilmente sulle questioni nazionali: «Da domani inizia una guerra, via per via, piazza per piazza, contro gli spacciatori» ha detto chiedendo maggiori controlli per i “cannabis shop” e plaudendo al ritorno dell’educazione civica nelle scuole. Controlli annunciati anche per le case di riposo e gli asili.

Poi la questione immigrazione: «Avevamo trasformato in Mar Mediterraneo in un cimitero a cielo aperto: 15.000 morti. Tutto questo a furia di farli partire perché c’era spazio per tutti. Poi arriva il “cattivone” ed intanto abbiamo dimezzato il numero di morti e dispersi, sono orgoglioso d’aver salvato vite umane. Con la scelta di un sindaco giusto Ascoli continuerà ad avere un principio per la case popolari, per i bonus comunali e i contributi pubblici. Se governa la Lega prima vengono gli italiani-ascolani e poi il resto del mondo».

Salvini ha parlato anche del futuro ruolo dell’Italia in Europa, il sostegno al commercio, gli investimenti e la giustizia: «In un Paese civile, come tutti gli altri lavoratori, anche il giudice se sbaglia paga. Tutti se sbagliano pagano» ha chiosato. Alla fine gli immancabili “selfie” con il vice premier che si è concesso alle richieste dei simpatizzanti prima di trasferirsi intorno alle ore 23 al “Parco dei Tigli” per la cena con gli attivisti.

LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI

 


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