Mostra di Tullio Pericoli fa boom:
2.500 visitatori in soli due mesi,
ma ancora pochi ascolani

ASCOLI - Confortante bilancio dal giorno dell'apertura. Ha dato lavoro a 45 tra aziende e professionisti locali. Palazzo dei Capitani pronto per altre grandi esposizioni. Galeati annuncia: «Siamo molto soddisfatti. La Fondazione pronta a sostenere altre grandi operazioni culturali»
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Da sinistra Maurizio Capponi, Angelo Davide Galeati e Carlo Bachetti

di Franco De Marco

In due mesi, dall’apertura ad oggi, ben 2.500 visitatori (60% donne), di cui 2.200 paganti e gli altri gruppi scolastici, per la mostra a Palazzo dei Capitani del Popolo “Tullio Pericoli. Forme del paesaggio. 1970-2018”. Un successone. Oltre le previsioni. A testimonianza che gli investimenti nella cultura “alta” fanno bene all’economia locale. L’operazione, fortemente voluta e finanziata in toto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, ha saputo anche allargarsi e diventare trasversale ad arte, scuola, economia, turismo culturale e promozione del territorio. Questa mattina, nella Bottega del Terzo Settore, il presidente della Fondazione Angelo Davide Galeati, con il direttore dell’Area strategica, ricerca e pianificazione Marco Perosa, e i due organizzatori Maurizio Capponi e Carlo Bachetti Doria, hanno tracciato un primo bilancio dell’esposizione.

Tullio Pericoli (Foto Andrea Vagnoni)

Grande soddisfazione per i risultati che si stanno ottenendo. In altre parole: soldi ben spesi, con ricaduta, per la città, come in pochissime altre occasioni simili. Molto interessante l’indagine sulla provenienza e sulla “qualità” dei visitatori: la percentuale più bassa, guarda un po’,  riguarda proprio gli ascolani con il 21%: c’è da sperare che molti abbiano pensato di avere ancora molto tempo (la mostra chiuderà il 3 marzo 2020). Il 28% proviene dalle Marche. Il 51% da altre regioni in primo luogo Emilia Romagna  e Lazio, poi  Campania, Umbria. Numerosi gli stranieri da Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Francia. Tutti visitatori di livello culturale medio alto, soprattutto alto. Interessante anche il dato, sempre a campione, su come i visitatori sono venuti a conoscenza della mostra: stampa 32,5%, manifesti 22,7%, passaparola 18,9%, social 15,2%, radio 4,7%, altro 6%. Le principali testate nazionali off ed on line hanno dato risalto alla mostra e alla città che la accoglie. Al recente Salone del libro di Torino lo stand della Regione Marche è stato personalizzato con le immagini di alcune opere presenti a Palazzo dei Capitani e un’altra occasione di visibilità per la città è stata la presentazione del libro “Incroci”  di Pericoli in cui si parla anche di Ascoli.

Molto soddisfatto Galeati al quale si deve la realizzazione dell’esposizione dopo che sembrava che il progetto dovesse naufragare. «Da una parte – sottolinea il presidente della Fondazione – si valorizza un grande artista di casa nostra, Tullio Pericoli, e dall’altra si valorizza il nostro territorio. I primi dati dicono che stiamo cogliendo l’obiettivo». Galeati, da manager qual è, guarda anche avanti. E dice: «Se questo progetto darà i risulti previsti, la Fondazione potrà successivamente mettere in campo altre iniziative culturali». In altre parole la Fondazione è pronta a sostenere nuove operazioni artistiche di alto profilo e collegate con il territorio. «Cogliamo l’opportunità di questa mostra – commenta Capponi – per far diventare Ascoli un punto di riferimento sul tema del paesaggio collegando la mostra al mondo della scuola e ad altre esperienze esterne per interpretare al meglio il turismo dell’arte. Siamo certi che anche con la nuova Amministrazione comunale sarà possibile continuare una proficua collaborazione».  Fa notare Bachetti: «Questa mostra vuole lasciare una eredità non solo immateriale ma anche fisica. Abbiamo infatti adeguato il Palazzo dei Capitani pronto per ospitare altre mostre. Abbiamo realizzato un bookshop,  rinnovato e realizzato ex novo gli impianti di illuminazione  con un’ottima resa cromatica e con risparmio energetico, è stata anche installato, col contributo personale di Pericoli, un montascale, l’area espositiva è stata allargata di 40 metri, sono stati installati nuovi arredi. Per questi lavori sono stati impegnate 45 realtà economiche del territorio, aziende, professionisti, attività commerciali, artigiani, società di servizi, eccetera, per un totale di oltre 120.000 euro». Fa notare inoltre Bachetti: «Una ricerca del Mibact ha affermato che per ogni visitatore di una mostra corrisponde almeno una spesa di 50 euro tra ristoranti, negozi, bar e altri locali. Considerando almeno 1.000 visitatori da lontano il conto è presto fatto».

Questa mostra, come ideazione e organizzazione, è destinata a diventare un modello per il futuro. Ecco di che cosa ha bisogno Ascoli. «Partire bene – si sottolinea – vuol dire avere le basi per proseguire un cammino che va oltre il significato dell’evento in sé. Un passo importante in un percorso strategico che coglie e valorizza alcune delle vocazioni naturali del nostro territorio: il paesaggio, l’arte, la storia. Per un anno intero la città è al centro dell’attenzione nell’ambito del turismo culturale».

Iniziativa trasversale. Tante scuole hanno già visitato l’esposizione, convenzioni e visite guidate sono state attuale con Italia Nostra, Fai, Touring Club, eccetera, laboratori con scuole di vario ordine e grado, interazione con altre realtà espositive. L’edizione di Ascoli della Milanesiana, a luglio, farà tappa a Palazzo dei Capitani. Il 16 giugno tornerà ad Ascoli Carlo Infante, esperto di performing media e urban experience con un workshop nella cava di Giuliano Giuliani. Annunciati anche un concerto itinerante di fisarmonica nelle sale della mostra in collaborazione con ascolipicenofestival, a settembre, e un workshop di scrittura. Insomma “Le forme del paesaggio” motore della cultura cittadine e meta del turismo culturale.


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