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Quando l’amicizia supera le distanze
Dalla leva alle rimpatriate “itineranti”,
i commilitoni del ’95
si ritrovano ad Ascoli

LA CURIOSITA' - Hanno passato insieme i dodici mesi del servizio militare in quel di Forlì, da 24 anni un gruppo di ragazzi si rincontra per rinnovare un senso di fratellanza che in tempi social è merce sempre più rara. Stavolta è toccato alle cento torri, città di origine di uno di loro, Franco Valentini

Da sinistra: Fabio Rossi, Enzo Paolucci, Daniele Scardetta, Matteo Camerino, Emanuele Duca, Tonino Dolenti, Gionada Di Francesco, Alessandro Contaldo, Franco Valentini, Giuseppe Fortunato, Francesco Martinelli

di Luca Capponi 

In un mondo dove i rapporti umani sono inerme ostaggio della tecnologia, questa è una storia da raccontare nella sua interezza. Una storia che comincia l’11 luglio 1995 in quel di Fano, prosegue a Forlì e si consolida in giro per l’Italia, isole comprese, tra campi base ed esercitazioni.

Le cabine telefoniche di una volta

I protagonisti hanno quasi tutti la stessa età, 19 anni, l’età che una volta conduceva la maggior parte dei ragazzi verso l’obbligatorio (lo è stato fino al 2004) servizio militare di leva. Catapultati, da soli e senza conoscere nessuno, in una realtà distante anni luce da quella ordinaria vissuta sino a quel momento: orari ferrei, sveglie all’alba, turni di guardia, il tutto quasi sempre lontano da casa, in un’epoca dove non c’erano internet, cellulari e smartphone e dove l’unico appiglio per comunicare a distanza erano le cabine telefoniche o…le lettere scritte a penna.
Verrebbe da dire e pensare che certi legami, talmente forti da resistere a tempo e distanze, altro sfondo storico per nascere e crescere non potessero trovare. Loro ne sono ovviamente convinti: «E’ cambiato tutto, ma crediamo che oggi una cosa del genere non potrebbe succedere». Quale cosa? Essere diventati grandi amici in quell’anno trascorso insieme in caserma, tra fatiche, nostalgie e goliardia, ma soprattutto essere riusciti a restarlo nonostante quell’anno sia poi finito ed ognuno sia tornato alla sua vita nella città d’origine; Milano, Foggia, Galatina (Lecce), Jesi, Termoli e via dicendo.

I preparativi per lo scatto di rito

Le distanze, però, come in ogni bella storia non contano. Da 24 anni, infatti, questi ragazzi oggi divenuti adulti continuano a vedersi con cadenza puntuale, solitamente a cavallo del 2 giugno, organizzando una rimpatriata “itinerante” che nel 2019 ha toccato Ascoli, essendo uno di loro, Franco Valentini, nato tra le cento torri. Inutile dire che nel corso del tempo l’incontro ha prima raddoppiato, poi addirittura triplicato i partecipanti tra compagne, mogli e figli. Stavolta all’appello hanno risposto, oltre a Valentini che giocava in casa, Fabio Rossi, Enzo Paolucci, Daniele Scardetta, Matteo Camerino, Emanuele Duca, Tonino Dolenti, Gionada Di Francesco, Alessandro Contaldo, Giuseppe Fortunato e Francesco Martinelli.
Sicuramente non sono passati inosservati ai molti ascolani che, nel weekend, li hanno notati festeggiare in centro storico con tanto di maglietta d’ordinanza creata appositamente per l’occasione (“7/95 Ascoli” c’è scritto, a ricordare mese e anno del loro primo incontro). Sono stati anche ricevuti dal Prefetto ed hanno assistito alla cerimonia per la Festa della Repubblica. Sempre insieme, uniti da un rapporto che quasi commuove tanta la vigoria del legame: «Se uno di noi ha bisogno, manco a dirlo, si parte in gruppo per dare una mano, ovunque sia».
L’amicizia vera e duratura è un miracolo, e quindi per vocazione rara come un pepita d’oro o un quadrifoglio. Chi la incontra, se sa riconoscerla, può dunque ben considerarsi ricco, fortunato o entrambe le cose. Proprio  come i ragazzi della brigata “7/95“.

 

 


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