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Lavoro, l’intervento dell’Usb:
«Stabilizzare i precari della Start»

ASCOLI - Il sindacato incalza la società e i suoi maggiori soci pubblici (Comune, Provincia e Comune di San Benedetto): «L’unica selezione necessaria è quella per l’assunzione di operatori di esercizio a tempo indeterminato. Tanti lavoratori da anni sono utilizzati mediante forme di precariato cronico»
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L’Usb ha formulato alla Start e ai suoi maggiori soci pubblici (Comune e la Provincia di Ascoli e Comune di San Benedetto) la necessità di indire una selezione per autisti (cioè “operatori di esercizio”) al fine di poter dare la possibilità di stabilizzazione ai tanti lavoratori precari che hanno prestato e prestano attività lavorativa in favore della stessa Start.

Un bus della Start

«Per contro -fanno sapere dall’Usb- la società ha bandito alcune selezioni interne e pubbliche per la copertura di diversi posti nell’area amministrativa, tecnica e di direzione del personale tralasciando, per l’appunto, l’area del personale viaggiante. A nostro parere l’unica selezione che sarebbe non solo opportuna ma necessaria, è quella per l’assunzione di operatori di esercizio a tempo indeterminato, peraltro già richiesta dalla Rsu e da Usb, per stabilizzare i tanti lavoratori che da anni sono utilizzati mediante forme di precariato oramai cronico e per i quali l’azienda sembra non prestare la dovuta attenzione determinando anche, inevitabilmente, una dispersione delle professionalità acquisite dai predetti lavoratori, sovente a tutto vantaggio della concorrenza».
«Esprimiamo rammarico poiché la Start dirotta le proprie energie in direzione opposta rispetto alle esigenze di quei lavoratori che da tempo chiedono risposte concrete per il proprio futuro lavorativo -continua l’Unione Sindacale di Base-. Sarebbe più opportuno che le risorse economiche impegnate per l’assunzione della figura di Hr (direttore del personale) parametro 250 e più in generale derivanti dalla riorganizzazione amministrativa, siano destinate alla stabilizzazione, seppur in via parziale, degli autisti. Le istituzioni, quali i soci pubblici della Start che hanno responsabilità sociali sui territori di propria competenza anche e specialmente sotto il profilo dell’occupazione, dovrebbero intervenire affinché si pretenda dall’attuale direzione la destinazione di risorse per dare garanzie e futuro ai lavoratori precari, svolgendo, contestualmente, il servizio di trasporto pibblicp utilizzando il più possibile personale stabile».


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