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Lo scandalo delle macerie:
il funzionario della Regione
e l’imprenditrice di San Benedetto
“intercettati” per caso dalla Finanza

IL CASO - Le Fiamme Gialle della Compagnia di San Benedetto stavano intercettando telefonate riguardanti una indagine per reati tributari e di riciclaggio, poi hanno approfondito insieme alla polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Ascoli scoperchiando una vicenda che ha fatto il giro di tutta Italia. In manette il funzionario della Regione Marche Stefano Mircoli e Cristina Perotti, amminstratrice della "Dimensione Scavi" di San Benedetto, società destinataria di sub-affidamenti per la gestione e il deposito delle macerie dei terremoti del 2016 e 2017. Gli arresti dopo le perquisizioni e il sequestro di documenti. Dovranno rispondere di corruzione e rivelazione di segreti di ufficio
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Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli, in merito al “caso macerie” che ha sconvolto le Marche, non solo la Regione e le zone colpite dal terremoto, fa chiarezza su quella che è stata l’indagine condotta dalla Compagnia delle Fiamme Gialle di San Benedetto. Nella giornata di mercoledì 12 giugno, infatti, i finanzieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un funzionario della Regione Marche, Stefano Mircoli, e di Cristina Perotti amministratrice della sambenedettese “Dimensioni Scavi”, società destinataria di sub-affidamenti per la gestione e il deposito delle macerie del sisma che ha colpito anche le Marche nel 2016 e 2017. Le attività investigative sono state condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di San Benedetto e dalla polizia giudiziaria presso la Procura di Ascoli e sono state dirette dal Procuratore della Repubblica. Gli investigatori hanno rilevato, attraverso intercettazioni telefoniche e acquisizioni di documenti, “la subordinazione e l’asservimento del funzionario regionale agli interessi privati dell’amministratore della società indagata” come spiega in una nota il comando della Finanza di Ascoli. E ancora.

Tramite il funzionario della Regione, sarebbero stati condizionati gli organi regionali per rimpiazzare la società a partecipazione mista pubblico-privata affidataria della gestione dei servizi in questione: 1) introducendo clausole limitative al soggetto subentrato per la gestione dei servizi e nella selezione delle società sub-affidatarie; 2) esercitando sulla stazione appaltante pressioni volte, per l’appunto, al sub-affidamento dei servizi di specie in via esclusiva alla società investigata, portandosi, successivamente, perfino al cospetto di organi politici nazionali; 3) proponendo modifiche normative volte ad assicurare l’affidamento dei servizi di specie direttamente alle società private; 4) comunicando notizie riservate d’ufficio ottenute in relazione all’incarico esercitato, relative a concorrenti della società investigata e potenzialmente destinatarie di appalti per l’erogazione dei servizi.

Per l’opera fornita, la Finanza ha appurato come al dipendente pubblico sarebbero state effettuate “promesse di utilità future quali partecipazioni societarie in una costituenda new company per la gestione delle macerie e la ricostruzione edilizia dei territori colpiti dal sisma, nonché progressioni di carriera grazie all’appoggio di asserite conoscenze in ambiti politici di rilievo”.

L’indagine ha avuto inizio dopo che i finanzieri hanno intercettato comunicazioni telefoniche avvenute nell’ambito di una indagine che riguardava reati tributari e di riciclaggio. Il rapporto instauratosi fra la rappresentante legale della società sub-affidataria dei servizi e il dipendente della Regione Marche, inizialmente ascrivibile a un contesto di regolare collaborazione lavorativo-professionale e di confidenza personale, ha successivamente svelato numerosi atti compiuti, ritardati o omessi dal funzionario stesso, indirizzati ad agevolare l’ottenimento di vantaggi a favore della parte privata.

Il Tribunale di Ascoli

Il cerchio si è chiuso dopo che i finanzieri hanno messo mano alla documentazione sequestrata al momento delle perquisizioni, che sono state eseguite nei giorni precedenti gli arresti. I reati contestati sono corruzione e rivelazione di segreti di ufficio.

I due arrestati nell’interrogatorio di garanzia potranno chiarire le loro posizioni e respingere le accuse. Le indagini sono ancora in corso.

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