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Chi era il dottor Paolino Teodori,
a cui è dedicata oggi l’omonima Coppa?

ASCOLI - Scelto come commissario dell’Aci dopo la Liberazione - in una città da ricostruire - Teodori, personaggio dal piglio decisionista, fa costruire una nuova sede per il sodalizio e lo riorganizza. Protagonista della vita politica ed economica del Piceno, a lui si deve la rinascita dello sport automobilistico
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di Giorgio Tabani

Per ricostruire la vita di Paolino Teodori (1897-1968), colui che ha fatto rinascere lo sport automobilistico ascolano, occorre tornare al 1944. La notte del 12 giugno giungono le ultime truppe tedesche in ritirata e si accampano con muli e carriaggi per le rue cittadine, chiedendo e spesso ordinando di aprire loro le case per riposarsi. Ascoli brulica di soldati, adulti e adolescenti. Circolano tranquilli facendo la spesa e cercando di riposarsi.

Paolino Teodori

La gente osserva, mentre corre voce che in nottata i patrioti occuperanno la città. Arrivano invece nuovi mezzi e militari tedeschi. Il 13, dopo una notte calma, s’avverte qualche sporadico allarme aereo. La mattinata scorre tranquilla, gira poca gente e si vedono soprattutto tedeschi. La notte del 14 le batterie antiaeree tentano invano di abbattere un aereo inglese. Alle 14 e 30 salta il Carburo. I nazisti fanno incetta intanto di automobili e biciclette per iniziare a ripartire. Il 15 giugno vengono fatte saltare le tipografie, il 16 la città resta senza elettricità a causa della distruzione della centrale di Castel Trosino. Brucia lo stabilimento Molini e Pastifici Merli di Porta Maggiore. Gira voce di un ultimo rastrellamento nazista e la città si svuota. All’ora di cena iniziano a essere fatti saltare i ponti della città. Alcuni coraggiosi riescono a sminare la diga di Scandarello, salvando la città da una strage di enormi proporzioni. Subito dopo, in una città semi-distrutta, arrivano i patrioti e inizia la storia della Liberazione.

Il 29 giugno il Comitato provinciale di Liberazione Nazionale rivolge un appello al Piceno, affermando che affiancherà “gli organi del potere civico”. Viene scelto come sindaco l’avvocato Serafino Orlini, mentre il commissario straordinario della Provincia (poi presidente fino al settembre ‘46) è Nunzio Giulio Teodori (1902-1972). Il padre di Teodori, Enrico, è stato deputato liberale dal 1903 al 1919, mentre l’avvocato Nunzio Giulio ha passato in carcere mesi durante l’anno precedente e in seguito è divenuto membro liberale del Comitato di Liberazione Nazionale (Cln); pubblicista e appassionato di cultura, diverrà anche presiedente dell’Ordine degli avvocati. Il figlio di Enrico e fratello maggiore di Nunzio Giulio è Paolino Teodori, ufficiale d’artiglieria nella Grande Guerra, decorato con la croce di guerra. Laureato in Economia e commercio, anche lui partecipa alla ricostruzione post-bellica venendo nominato – sempre nel ’44 – a commissario dell’Automobile Club Italiano (Aci), di cui sarà più volte rieletto presidente, una carica che ricoprirà fino alla sua scomparsa. Sarà poi membro del consiglio generale dell’Aci e componente dell’amministrazione del suo soccorso stradale.

La sede dell’Automobil Club

L’Aci traeva le sue origini dall’istituzione nel 1898 dell’Automobile Club di Torino che, nel 1904, aveva assunto la denominazione di Unione Automobilistica Italiana allo scopo di favorire lo sviluppo dell’automobilismo in Italia, associare gli automobilisti e organizzare manifestazioni sportive a motore. La fondazione di altri Club aveva poi necessario costituire un unico interlocutore tra Stato e utente della strada. Federazione a carattere privatistico e riservata ai pochi eletti proprietari di un’automobile, si era articolata in sedi regionali e sezioni locali. Nel 1927 aveva assunto anche la gestione del PRA, Pubblico Registro Automobilistico, assieme alla distribuzione delle targhe degli autoveicoli. Il boom dell’automobile del dopoguerra porterà ad uno sviluppo sempre crescente della compagine associativa che dai 43.500 soci del 1945 arriverà ai 305.500 del 1960. Fortemente coinvolto nel mondo dell’automobilismo sportivo, l’Aci verrà riconosciuto nel 1950 come Federazione sportiva dell’automobilismo dal Coni.

Intanto nel 1945 Paolino viene chiamato, ancora una volta come commissario, a reggere le sorti anche del Consorzio agrario provinciale (sarà anche consigliere nazionale dell’Associazione agricoltori) del quale sarà poi, più volte, eletto presidente. Il personaggio viene descritto sulla stampa come dotato di “collo taurino, sguardo sempre severo, rigido nei comportamenti con i suoi stessi dipendenti, che lo temevano. Aveva un carattere aspro ma giusto. Sapeva far mostra di ironia, di grande gentilezza e disponibilità”. A differenza del fratello, più pacato e prudente, Paolino detto “il Presidentissimo” è noto per il decisionismo e la voglia di innovare e modernizzare. Come amministratore ha una sorta di pallino, costruire una nuova sede consona per gli enti: lo fa con il Consorzio agrario a Porta Maggiore, per il quale fa realizzare uno dei più imponenti edifici del secondo dopoguerra; stessa cosa all’Aci per il quale trova in via Indipendenza un’area che viene concessa gratuitamente grazie ai suoi buoni uffici. Nel 1961 viene inaugurata alla presenza del principe Caracciolo, presidente nazionale del sodalizio. Paolino diviene poi vice-presidente e reggente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno dal 1960 al 1966. Sindaco di Force, paese di origine della famiglia, è eletto consigliere provinciale nel 1951 per le prime elezioni dell’ente e diviene anche assessore.

Nel 1951 è lui a far entrare in scena il circuito delle Caldaie e nel 1962 la prima edizione della cronoscalata Ascoli-San Marco.

 


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