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Coppa Teodori, parla il vincitore
dell’edizione 1974:
«Voglio tornare il prossimo anno»

ASCOLI - Gianfranco Trombetti, maceratese di San Severino, vinse l’edizione 1974, quando ancora la partenza avveniva in viale Marconi e l’arrivo a Colle San Marco. Vorrebbe ricominciare a correre. Negli ultimi anni di gare è stato anche costruttore della propria auto da corsa
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Gianfranco Trombetti riceve il premio dopo la vittoria del 1974

di Giorgio Tabani

Gianfranco Trombetti, di San Severino Marche (Macerata), correva con lo pseudonimo di “Gianfranco”. Vinse l’edizione 1974 della Coppa Teodori, quando ancora la partenza avveniva in viale Marconi con arrivo a Colle San Marco. Vorrebbe ricominciare a correre, nonostante l’età, e magari presentarsi a concorrere per la Coppa del prossimo anno. Negli ultimi anni di gare è stato anche costruttore della propria auto da corsa.

Come le è nata questa passione per i motori?

«E chi se lo ricorda più, sono passati cent’anni ormai… Seriamente, la passione nasce con me, non è un’eredità di famiglia. Certo, mio padre da piccolino mi ha sempre permesso di trafficare con trattori, camion, macchine, auto, moto ecc. Su quella base si è innestata, mano a mano, anche la passione per le corse. In particolare a cinque anni mi domandavo perché non si facessero gare con i camion. A lungo ho vagheggiato queste corse di camion e in effetti molti anni dopo, negli anni ’80, ebbero anche una certa popolarità. Alla fine comunque mi dedicai totalmente alle corse automobilistiche. Iniziai a gareggiare nel 1969, con vetture Turismo e poi nel ‘72 Prototipo. Fra 1973 e 1974 concentrai la maggior parte dei percorsi in salita. Nel 1975 ne vinsi uno in Sicilia e poi feci nella nostra regione la Sarnano-Sassotetto, che purtroppo a un chilometro dal traguardo l’avevo vinta e l’attimo dopo l’avevo persa, arrivando alla fine terzo».

Cosa ricorda della Coppa Paolino Teodori?

«Ricordo due, tre cose principali. Innanzitutto che il percorso era davvero molto bello e medio-veloce e per fortuna non corto come nelle salite di oggi (anzi spero non l’abbiano accorciato!). E poi, come dimenticare la mia vittoria? Ho fatto l’assoluto nel 1974, con un tempo record che ha tenuto per almeno 4-5 anni se ricordo bene, ne vado molto orgoglioso. Quando c’è il risultato chiaramente i ricordi e le impressioni diventano ancora più positive. Ricordo molto bene la partenza all’interno della città, il pubblico assiepato e partecipe, un clima che ho sentito speciale. Io corsi solo quell’anno, ma me la ricordo bene la vostra città perché mi rimase nel cuore. Purtroppo non sono più tornato da allora (nemmeno da spettatore) a causa del lavoro in un’azienda che mi impegna davvero tanto, ben più di quegli anni peraltro. Quest’anno l’avete già fatta? Sarebbe bello per me rifarla. Certo, la mia macchina attualmente non è per la salita ma, se il prossimo anno riuscissi ad averne una, la Coppa Teodori sarebbe in cima alla mia lista».

Come mai non è più tornato a correre ad Ascoli?

«Avrei voluto, ma dal 1975 ho iniziato a correre in pista e dall’anno successivo mi sono concentrato solo su quella, capace di darmi maggiori soddisfazioni: le cronoscalate sono belle ma devi stare su tre giorni per un totale di quattro minuti complessivi di corsa. Ora però se riuscissi ad avere un’auto da 500 cavalli rifarei oltre alla Teodori la Sarnano-Sassotetto, la Rieti-Terminillo e magari qualcuna al nord. Senza la macchina giusta e la giusta forma fisica però non se ne fa nulla, mica mi posso rimangiare le glorie del passato! Ho corso fino a 10 anni fa, ora a impedire il mio ritorno ci si è messa purtroppo la cervicale ma mi sto rimettendo. Mi sto preparando con camminate e dieta ferrea. Mi ha in cura l’ortopedico Emilio Scola, un nome che ad Ascoli dovreste conoscere visto che ormai sono varie generazioni che vari membri della sua famiglia concorrono alla Coppa Teodori. Gli anni passano e io li accetto, ma non voglio mai morire (come pilota intendo!). Quest’anno intanto vorrei riprovare con la pista. Nel 2000 ho fatto una Le Mans e poi dei campionati italiani ed europei con la mia macchina, costruita da me. Con la crisi si fermò tutto, perché mancavano i soldi per correre, nessuno pagava».

“Gianfranco” sulla monoposto con cui vinse 45 anni fa

Premiazione della Coppa Paolino Teodori 1974: una miriade di coppe


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